giovedì 6 agosto 2026

ADDIO A FRANCESCO GUCCINI

Domenica 3 maggio di quest'anno  ho visitato a Reggio Emilia la mostra " Francesco Guccini cantero' soltanto il tempo ", allestita allo Spazio Gerra e che sarà aperta fino al 18 ottobre ,  stamane appresa la brutta notizia della morte del Maestro  ho riguardato le foto e rivissuto le emozioni provate durante la visita  delle 9 stanze in cui e' raccontata la vita , le canzoni e gli scritti  di un cantautore che ha segnato con le sue opere generazioni di italiani.

Per un giorno l'ho mancato,  il sabato, mentre visitavamo Zocca,   borgo natio di un altro grande maestro....Vasco,  Guccini si era convinto ad uscire di casa  dopo mesi che non lo faceva  e si e' recato a visitare , lui schivo com'era , l'esposizione a lui dedicata, regalando emozioni infinite agli increduli visitatori.

Guccini e' entrato nella mia vita quando ancora non avevo compiuto 4 anni grazie ai Nomadi,  un 45 giri pescato in qualche juke box  da mio padre che ne portava a casa a sacchi  per mia enorme gioia,   con due canzoni epocali,  Ho difeso il mio amore e sull'altro lato Canzone per un'amica  che mi colpi' immediatamente per l'arrangiamento e le parole,  mi venne spiegato che era la storia di una ragazza sfortunata che moriva in auto in un incidente.

L'autore Guccini l'aveva cantata e incisa nel suo primo album  Folkbeat del 1967 in una versione piu' grezza,  i Nomadi ne avevano fatta una versione piu' breve e piu' drammatica   anche se poi quella piu' famosa e ascoltata rimane quella eseguita dal vivo da Guccini e da loro nell'album concerto della fine degli anni 70,  li la canzone e' proposta con l'intero testo.

Mi colpi' anche Il vecchio e il bambino qualche anno dopo,  quasi ipnotica e inquietante, in un mondo distrutto dalle guerre un nonno e un nipote vagano tra quello che rimane e il vecchio racconta la vita di prima senza che il bambino creda che sia la verità.




Canzoni, albums,  libri,  che hanno segnato la storia della musica e della letteratura italiana dagli anni 60 del secolo scorso fino alla prima parte di questo secolo,  titoli come La locomotiva, L'avvelenata,  Incontro,  Bologna e tante altre  sono il bagaglio musicale e culturale di tantissimi che come me amano la musica  che racconta delle storie ed entra nelle vite e Guccini sapeva nella sua arte  raccontare e far pensare ed emozionare.

Nel 2012 decise di ritirarsi con un album dal titolo L'ultima Thule  che contiene quella che e' considerata una delle piu' belle canzoni italiane di questo secolo, L'ultima volta,  struggente sguardo  di un uomo maturo e oramai anziano verso la sua prima  adolescenza; non pago  Guccini torno'  nel 2022  con due album di cover molto particolari  che sono tra i dischi piu' venduti ( attenti non streammati ) degli ultimi 10 anni.

 Oggi tantissimi l'anno ricordato, le frasi piu' belle secondo me gli sono dedicate da Caterina Caselli,  questa foto che ho rubato alla pagina Facebook  ufficiale della cantante emiliana   la ritrae con un giovanissimo Guccini  nella primavera 1967  nella trasmissione che lei conduceva  sul programma Nazionale ( l'odierna Rai 1 ) al sabato sera con Giorgio Gaber, Diamoci del tu,  oltre a Franco Battiato lei fece debuttare per la prima volta in tv  Guccini  che propose Auschwitz che era stata portata al successo dall'Equipe 84,  la Caselli aveva cantato un suo brano,  Per fare un uomo ( un capolavoro nella sua semplicità ) .

Funerali in forma strettamente privata,  ricordo pubblico per tutti coloro che vorranno partecipare a settembre.

Inutile dire che la sua musica, le sue parole e riflessioni rimarranno con noi .

Mauro Novo
mauro at large

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