GIUSEPPE ARLOTTA TORNA CON UN RACCONTO AMBIENTATO NEL PAESE DI LIBRIZZI
BUONA LETTURA !!
“U STRADUNI”- PERCORSI LIBRIZZESI (seconda parte)
Geografie della memoria
L’estate librizzese, dopo il lento sciogliersi delle ore meridiane, aveva un secondo battito di cuore: quello delle passeggiate lungo la strada provinciale che dalla frazione Colla Maffone — “a Codda” — risaliva verso il paese. Per tutti era semplicemente “u straduni”, un percorso ampio, solenne nella sua semplicità, quasi una passerella naturale su cui si muoveva la piccola comunità in cerca di frescura, parole scambiate e attimi sospesi. Non era soltanto una strada: era un’abitudine condivisa, un appuntamento tacito che si rinnovava ogni giorno, senza bisogno di essere fissato.
Si partiva nel tardo pomeriggio, quando il sole, stanco, cominciava a chinarsi verso la valle e le ombre si allungavano lentamente, disegnando nuove geometrie sulle pietre e sull’asfalto. Prima, però, c’era la sosta obbligatoria al bar di Peppino Bonannella: una sorta di dogana dolcissima, dove ognuno faceva provvista del proprio conforto zuccherino. Era anche un momento di attesa e di osservazione, in cui si misuravano presenze e assenze, si incrociavano sguardi, si intuivano alleanze. Gelati in cono o in coppette accompagnate da coloratissimi cucchiaini di plastica, che urtavano contro il bordo di cartoncino con un rumore leggero e irregolare, segno che nessuno aveva intenzione di lasciare nemmeno un assaggio, sapori genuini che ingentilivano la strada e predisponevano all’allegria leggera della passeggiata.
I gruppi si formavano spontaneamente, senza regole apparenti ma con equil