
La serata è limpida, stiamo entrando in Milano, il navigatore ci dice che il Teatro degli Arcimboldi non è lontano, ma arrivarci non è semplice, lavori stradali, lavori sulla ferrovia fan girare me e la mia povera auto come una trottola impazzita nelle strade della periferia Nord della metropoli Lombarda, finalmente trovato un varco e dopo un ultimo errore di orientamento eccoci davanti al teatro, dove guadagnato un parcheggio sotterraneo a prezzo esorbitante, ci apprestiamo ad entrare per assistere al concerto di un mito della musica leggera internazionale : Charles Aznavour, che a 85 anni suonati è tornato a cantare in Italia dopo 26 anni di assenza.
A giudicare dalla gente che arriva Aznavour non è stato dimenticato, il teatro è pieno nonostante i prezzi davvero poco popolari, quando inizia il concerto è un tripudio di applausi, sono preso dall'emozione, non mi par vero di vedere sul palco proprio Aznavour, che incontrai musicalmente molto presto nella mia vita, da bambino molto piccolo, sui dischi , in radio e alla tv ancora in bianco e nero.
Sul palco una orchestra e due coriste, una è sua figlia, e lui in nero che inizia a cantare Les Emigrantes, una voce ancora potente, che pur non raggiungendo piu' per intero, quel tono che faceva di Aznavour una cosa a parte nel panorama musicale internazionale , si fa ascoltare con immenso piacere.
Ci sono stati momenti del concerto in cui sono stato totalmente rapito dall'atmosfera , dalla classe e dalla bravura di quest'uomo, in un irresistibile melange di canzoni in francese (in cui la sua voce era ancora piu' in agio) italiano, e due incursioni in inglese e spagnolo, Aznavour ha pescato nei suoi successi innumerevoli, lasciandone molti fuori , impossibile cantare tutte le sue cose piu' significative, vista la vastità del suo repertorio.
Ma non posso non citare una splendida L'amour c'est comme un jour, Come è triste Venezia, l'istrione, Ed io tra di voi, buon anniversario, Devi sapere, Mon ami mon Juda , Desormais (in italiano Oramai ), a me carissima , visto che è la prima canzone che ascoltai di lui quando avevo circa 4 anni .
Momenti significativi anche il duetto con la figlia Katya in Je voyage, una trascinante Deux guitares e la coinvolgente Je fais comme si (nota in Italia come Faccio cosi'), le signore in sala hanno apprezzato moltissimo Quel che non si fa piu' (le plaisirs demode').
Aznavour non ha concesso bis, avvertendo il pubblico, un concerto è come un film, ha detto, quando finisce finisce, ma ha ringraziato moltissimo il pubblico che lo seppelliva di applausi alla fine del galà. Una nota ancora, il cantante ha ricordato Mia Martini all'inizio della serata, difatti lui canto' con lei in un tour teatrale in Italia nei primi anni 70.
Un pubblico molto preparato ed attento alla serata, pochissimi sotto i 30 anni, impossibile per un under 30 capire Aznavour e i suoi testi, un giovane poi non lo puo' conoscere visto che le stazioni radio italiane hanno applicato ad Aznavour lo stesso trattamento di apartheid applicato ai suoi colleghi italiani di quegli anni, e questo è lasciatemelo dire una vergogna, quando un paese rinnega la sua memoria musicale, cinematografica e teatrale è un paese che si vergogna di se stesso.
Abbiamo quindi assistito ad un evento irripetibile, rivedere Aznavour in Italia sarà forse impossibile, e in questa forma poi......
Mauro Novo
mauroatlarge@aol.it
A giudicare dalla gente che arriva Aznavour non è stato dimenticato, il teatro è pieno nonostante i prezzi davvero poco popolari, quando inizia il concerto è un tripudio di applausi, sono preso dall'emozione, non mi par vero di vedere sul palco proprio Aznavour, che incontrai musicalmente molto presto nella mia vita, da bambino molto piccolo, sui dischi , in radio e alla tv ancora in bianco e nero.
Sul palco una orchestra e due coriste, una è sua figlia, e lui in nero che inizia a cantare Les Emigrantes, una voce ancora potente, che pur non raggiungendo piu' per intero, quel tono che faceva di Aznavour una cosa a parte nel panorama musicale internazionale , si fa ascoltare con immenso piacere.
Ci sono stati momenti del concerto in cui sono stato totalmente rapito dall'atmosfera , dalla classe e dalla bravura di quest'uomo, in un irresistibile melange di canzoni in francese (in cui la sua voce era ancora piu' in agio) italiano, e due incursioni in inglese e spagnolo, Aznavour ha pescato nei suoi successi innumerevoli, lasciandone molti fuori , impossibile cantare tutte le sue cose piu' significative, vista la vastità del suo repertorio.
Ma non posso non citare una splendida L'amour c'est comme un jour, Come è triste Venezia, l'istrione, Ed io tra di voi, buon anniversario, Devi sapere, Mon ami mon Juda , Desormais (in italiano Oramai ), a me carissima , visto che è la prima canzone che ascoltai di lui quando avevo circa 4 anni .
Momenti significativi anche il duetto con la figlia Katya in Je voyage, una trascinante Deux guitares e la coinvolgente Je fais comme si (nota in Italia come Faccio cosi'), le signore in sala hanno apprezzato moltissimo Quel che non si fa piu' (le plaisirs demode').
Aznavour non ha concesso bis, avvertendo il pubblico, un concerto è come un film, ha detto, quando finisce finisce, ma ha ringraziato moltissimo il pubblico che lo seppelliva di applausi alla fine del galà. Una nota ancora, il cantante ha ricordato Mia Martini all'inizio della serata, difatti lui canto' con lei in un tour teatrale in Italia nei primi anni 70.
Un pubblico molto preparato ed attento alla serata, pochissimi sotto i 30 anni, impossibile per un under 30 capire Aznavour e i suoi testi, un giovane poi non lo puo' conoscere visto che le stazioni radio italiane hanno applicato ad Aznavour lo stesso trattamento di apartheid applicato ai suoi colleghi italiani di quegli anni, e questo è lasciatemelo dire una vergogna, quando un paese rinnega la sua memoria musicale, cinematografica e teatrale è un paese che si vergogna di se stesso.
Abbiamo quindi assistito ad un evento irripetibile, rivedere Aznavour in Italia sarà forse impossibile, e in questa forma poi......
Mauro Novo
mauroatlarge@aol.it
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