YEMAYA DELLE VIGNE
un’opera, un’etichetta, una mostra di Maria Giulia Alemanno
La Casa dell’Artista, nell’antico Ricetto di Portacomaro (Asti), Piazza Roggero 3 / Ingresso Via
Dante, ospita nei mesi di febbraio e marzo 2026 un’esposizione personale di Maria Giulia
Alemanno che, già nel titolo “YEMAYA DELLE VIGNE”, suggerisce visioni di ampio respiro.
Nel giorno dell’inaugurazione, (domenica 8 febbraio, ore 16.00) verrà presentata l’etichetta che dà
il nome alla mostra, realizzata dall’artista per il “Grignolino d’Asti D.O.C. Laudato” prodotto
nella “Vigna del Papa” di Portacomaro, paese d’origine di Papa Francesco.
Orari di apertura: sabato 16.00 - 18.00 / domenica: 10.30 - 12.00; 15.30 - 18.00.
L’ingresso è libero.
Per informazioni su Facebook: Casa dell’Artista di Portacomaro
+39 3357199359 / +39 3289366317
“La mostra - spiega Carlo Cerrato, Presidente della Fondazione “Gente&Paesi” di cui la Casa
dell’Artista è l’espressione più nota, - apre una nuova stagione ma anche una nuova fase di un
progetto che intende sviluppare iniziative culturali che abbiano sempre al centro le persone e i
luoghi, tra memoria e futuro, con apertura al dialogo e al confronto”. Il percorso umano ed
artistico di Maria Giulia Alemanno ben si colloca in questa prospettiva. Artista senza confini,
Alemanno ha sempre sentito la necessità di comunicare in modo semplice ma intenso attraverso i
propri lavori, espressioni visive di una vita caratterizzata da incontri straordinari. Quella di
Portacomaro vuole dunque essere una mostra/racconto in cui il tempo lineare non esiste. Le
suggestioni dell’acqua e del fuoco, interiorizzate durante l’infanzia tra le risaie del vercellese, si
fondono alle emozioni pittorico-musicali condivise con il gruppo di folk progressivo “I
Cantambanchi”, in una Torino carica di energia e di speranze. Negli splendidi spazi della Casa
dell’Artista si sommano opere legate alla sua collaborazione con il quotidiano Stampa Sera, i segni
indelebili della lunga frequentazione dello studio del Maestro Francesco Tabusso e le inquietudini
che l’hanno portata a cercare, tra le radici africane di Cuba, nuovi colori ed ispirazioni. Nel
catalogo pubblicato da Gente&Paesi Edizioni, questa fondamentale esperienza caraibica è descritta
con parole di stima ed affetto da Alberto Granado Duque, Direttore del Museo Casa de África di
L’Avana, che negli anni ha ospitato molte mostre personali di Maria Giulia Alemanno. intense
occasioni di scambio culturale a cui sempre partecipava suo padre, il mitico Alberto Granado che in
gioventù attraversò il Sudamerica a bordo di una motocicletta con Ernesto Guevara, quando ancora
non era “el Che”. Un padre ideale anche per Maria Giulia, un piccolo grande uomo carismatico, il
cui viso solcato da rughe profonde ricordava alla pittrice i contadini delle sue colline, facendola
sentire a casa dall’altra parte del mondo.
Sottolinea il critico d’arte Massimo Olivetti::“Maria Giulia ricerca continuamente se stessa
dipingendo “donne di riferimento, le quattro Divine, Frida e Tina, donne di incontri di viaggio,
donne di famiglia, donne di Cuba, donne che sono il paradigma di tutte le possibili reali e
immaginarie rappresentazioni del profondo femmineo.” Espressione di questa pittura narrativa che
affonda le proprie radici nel realismo magico, anche letterario, sono le opere ispirate a Cent’anni di
Solitudine, “José Arcadio Buendía, Ursula Iguarán e Melquiades a Macondo” e “Remedios la
bella ”che ascende al cielo su una lunga tela di canapa filata in passato da donne del Monferrato,
segno che luoghi e culture distanti e diversi possono coesistere e amalgamarsi.
In questa dimensione sospesa tra realtà e sogno, si colloca perfettamente l’opera “Yemaya delle
vigne” realizzata da Maria Giulia Alemanno per l’etichetta del “Grignolino d’Asti D.O.C
Laudato”. La Grande Madre signora dell’acqua salata, sincretizzata a Cuba con la Virgen de Regla,
assume da noi, in veste di sirena, i colori del vino e trova nuove onde in una terra dove un tempo
c’era il mare.
Maria Giulia Alemanno è una pittrice, critica d’arte e giornalista cresciuta a Crescentino, con
una lunga carriera tra Torino, il Monferrato e numerosi viaggi internazionali. È conosciuta per le
sue mostre, per le collaborazioni con Stampa Sera e per progetti artistici legati alla memoria, al
territorio e alla cultura popolare.
Biografia completa sul sito personale:
www.mariagiulia-alemanno.com