martedì 27 ottobre 2026

IL FILM DEL GIORNO: JE SO PAZZO

 IL PARERE DEL BLOGGER: Da due settimane il biopic su Pino Daniele, indimenticabile artista napoletano  e' al primo posto del box office italiano,  ma caso unico,  grazie ai biglietti venduti a Napoli e in Campania dove sta registrando incassi pari a quelli di Odiessea o Zalone,  al Nord , soprattutto nella provincia piu' profonda il film e' totalmente snobbato ( 6 persone stasera a Casale Monferrato, davvero una miseria  ...le altre sale erano molto piu' piene ) .

Il film tutto in lingua napoletana con sottotitoli ( avrei capito ben poco senza essi....) si concentra sui primi anni di carriera, fino a Nero a metà, indiscusso capolavoro del bluesman partenopeo  che lo porto' al disco d'oro e alla fama nazionale; non si tace della sua infanzia molto tribolata e sul suo rapporto di amore odio con la sua città a cui dedico dopo il terremoto del 1980 un concerto gratuito in piazza Plebiscito che e' il finale del film.


Ottimo il cast, inutile dire, splendida la musica  con capolavori indiscussi  come quello che da il titolo al film o Napule e',  e ne cito solo due....andate a vedere il film e vi renderete conto di quanto fosse grande e quanto manchi al panorama musicale italiano uno come Pino.


Je Sò Pazzo

DATA DI USCITA
Dal 15 Ottobre 2026
TRAMA

Je so’ pazzo è un ritratto intenso di Pino Daniele, un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli, che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea. Il film racconta la sua ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori. Non è solo la storia di un musicista straordinario, ma quella di un uomo in lotta con se stesso, in cerca di riconciliazione con le sue radici e con l’amore di una città che non ha mai smesso di aspettarlo.

REGIA
Nicola Prosatore
CAST

Massimiliano Caiazzo

CLASSIFICAZIONE
Per Tutti
GENERE
Biografico
DISTRIBUZIONE
01 Distribution
DURATA
104'

FONTANETTO PO: TEATRO LIEVE, SABATO 31 OTTOBRE ORE 21.00: GIN GAME




 COMUNICATO STAMPA GIN GAME


Sabato 31 ottobre, alle ore 21, secondo appuntamento della

stagione al teatro Viotti, curata dalla compagnia TeatroLieve in

collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e il comune di

Fontanetto Po. Sarà una serata imperdibile con lo spettacolo “Gin

Game” di Donald L. Coburn, con Giuseppe Pambieri e Pamela

Villoresi. Regia di Gianpiero Francese, produzione Operaprima.

Gin Game, di Donald L. Coburn, vincitore del premio Pulitzer per

la drammaturgia nel 1978, è un’opera teatrale di straordinaria

vivacità emotiva in cui il senso di solitudine di due anziani signori

ospiti nella stessa casa di riposo si intreccia con una intelligente

ilarità. Entrambi senza amici, Walter Martin e Fonsia Dorsey

si incontrano casualmente nella casa di riposo dove sono ospiti.

Walter, burbero e tenero, si offre stancamente di insegnare a

Fonsia a giocare a gin rummy, ma Fonsia impara così velocemente

che Walter non riesce più a vincere una sola partita, un fatto che

urta notevolmente l’uomo che si picca di essere un valente

giocatore ma infila una serie di vistose sconfitte che mal lo

predispongono. Sembra non riuscire a controllare i propri nervi.

Vieppiù invelenito, scarica improperi sulla sensibile compagna di

gioco che rimane esterrefatta. Il gioco si trasforma quindi per

entrambi nel pretesto per umiliare l’altro ed esporlo alle proprie

debolezze e fallimenti.

Un classico scontro a due per una grande prova d’attori collaudati

e in grande forma. Commedia divertente ed estremamente

coinvolgente prima dell’inevitabile lieto fine dove assistiamo ad

alcuni litigi memorabili e poi a confessioni sincere dopo bugie che

non reggono a lungo. Verrà fuori che lei ha un dissidio insanabile

con l’ormai maturo rampollo mentre lui si lamenterà per i

problemi fisici che ne hanno causato l’espulsione dalla ditta che

aveva fondato. Ma alla fine dopo un’ultima partita, una solidarietà

ritrovata scioglie il pathos e lo sublima nell’abbraccio finale a cui

idealmente si unisce tutto il pubblico. Spettacolo straordinario


rappresentato in passato da famosissime coppie di attori in tutto il

mondo, e in Italia da Paolo Stoppa e Franca Valeri, Paolo Ferrari e

Valeria Valeri, Massimo De Francovich e Valeria Moriconi e ora

sul palco del teatro Viotti, Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi

entrambi protagonisti di una carriera luminosa.

Prossimo spettacolo sabato 21 novembre: I mezzalira: panni

sporchi fritti in casa, a cura del Teatro de Gli Incamminati,

spettacolo sorprendente e originale.

Per informazioni e prenotazioni info@teatrolieve.it oppure

telefonando al 3381378957 oppure 3385025373. Il biglietto costa

20 €, ridotto 18 €.

lunedì 26 ottobre 2026

FRANCESCO CAPPA: OGNISSANTI

 Siamo quasi alle ricorrenze dei Santi e alla commemorazione dei Defunti,  come ogni anno Francesco Cappa ci regala un pensiero per queste circostanze molto sentite.

         OGNISSANTI


NELLA CITTA' DEI MORTI

QUANTI DI QUEI VOLTI INCORNICIATI

TI OSSERVANO

MENTRE PERCORRI QUELLE VIE

RIPENSANDO AI TUOI CARI?


AVREMO ANCHE NOI DIMORA

NELL'ASIL DEL PIANTO

QUANDO ARRIVERA' QUEL GIORNO

E FORSE SARANNO MOMENTI AMARI.


ORA ALL'USCITA DELLA CITTA'

TI ASSALE IL FRENETICO ODIERNO MONDO

CON L'UOMO CHE PARE ETERNO,

ETERNO NELLA SUA GRANDE

AMBIZIOSA ILLUSIONE.

Francesco Cappa

15 10 2024

CRESCENTINO:UFFICIO POSTALE CHIUSO: ATTIVO UN SERVIZIO GRATUITO DI TRASPORTO PER SALUGGIA

 UFFICIO POSTALE CHIUSO: ATTIVO UN SERVIZIO GRATUITO DI TRASPORTO PER SALUGGIA

Per agevolare i cittadini durante la temporanea chiusura dell'Ufficio Postale di Crescentino, il Comune ha organizzato un servizio straordinario e gratuito di trasporto per raggiungere l'Ufficio Postale di Saluggia.
👥 A chi è rivolto?
Il servizio è riservato agli anziani over 65 anni e agli adulti non automuniti residenti a Crescentino.
📅 Da martedì 27 ottobre 2026 e fino alla riapertura dell'Ufficio Postale di Crescentino.
🚌 Quando?
Ogni martedì e giovedì, con partenza alle ore 9.00.
📍 Dove?
Il ritrovo è previsto davanti all'Ufficio Postale di Crescentino.
☎️ COME PRENOTARE
Per usufruire del servizio è obbligatorio prenotarsi telefonando al numero 0161 833124, entro le ore 12.00 del giorno precedente la corsa.
Un servizio temporaneo attivato per offrire un aiuto concreto, soprattutto alle persone che hanno maggiori difficoltà negli spostamenti, garantendo loro la possibilità di continuare ad accedere ai servizi postali durante il periodo di chiusura dell'ufficio cittadino.
❤️ Un sentito ringraziamento al Gruppo Comunale di Volontariato del Comune di Crescentino per la disponibilità e la collaborazione nell'organizzazione e nello svolgimento di questo servizio a favore della nostra comunità.

METEO NIMBUS SETTIMANA

 

GIORNATE SOLEGGIATE E CON CLIMA MOLTO MITE PER FINE OTTOBRE, SOPRATTUTTO SULLE ALPI
Un promontorio di alta pressione sull'Europa occidentale mantiene tempo stabile sulle nostre regioni fino alla fine del mese. Giornate in prevalenza soleggiate salvo temporanee velature e possibili nebbie sulle pianure nelle ore più fredde. Clima straordinariamente mite in quota a inizio settimana con zero termico a 4000 metri, in calo inseguito ma sempre intorno ai 3200-3400 metri. Anomalia meno marcata per inversione termica in pianura e nei fondovalle, ma temperature comunque superiori alle medie di questo periodo.

PROBABILE EVOLUZIONE FINO AL 3 NOVEMBRE
Il promontorio di alta pressione inizia ad indebolirsi dal 31 ottobre e sul suo bordo orientale tenderanno a fluire correnti un po' più fredde, settentrionali in quota, a tratti più umide orientali nei bassi strati. Occasione per maggiori addensamenti, soprattutto sui settori pedemontani e di bassa e media montagna tra bassa Valle d'Aosta e Piemonte occidentale con a tratti temporanee deboli precipitazioni, maggiori schiarite altrove e giornate ancora in gran parte soleggiate in quota e sui settori alpini più interni. Temperature in calo, massime sui 11/13 °C in pianura, 7/9 °C a 1500 metri.


MARTEDÌ
27

OTTOBRE
2026

Cielo:soleggiato tra lievi velature, più estese in serata. Possibili nebbie sulle pianure tra la notte e il primo mattino
Precipitazioni:
assenti
Venti:
pianura e collina: deboli variabili
fondovalle: deboli variabili o brezze
media montagna: deboli o moderati occidentali
alta montagna: deboli o moderati tra ovest e nord-ovest

Temperature:
minime in aumento in quota (2/7 °C in pianura e bassa collina; 3/7 °C tra 500 e 1000 metri; 2/5 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime stazionarie (13/17 °C in pianura e bassa collina; 12/15 °C tra 500 e 1000 metri; 12/16 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi a 4000 metri nelle ore centrali

  

MERCOLEDÌ
28

OTTOBRE
2026

Cielo:velature o passaggi nuvolosi temporaneamente estesi tra la notte e il primo mattino. Ampi rasserenamenti in mattinata con ritorno di condizioni ovunque soleggiate
Precipitazioni:
assenti
Venti:
pianura e collina: deboli variabili
fondovalle: deboli variabili o brezze
media montagna: deboli variabili o settentrionali
alta montagna: deboli settentrionali

Temperature:
minime in aumento (5/9 °C in pianura e bassa collina; 4/8 °C tra 500 e 1000 metri; 3/5 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in calo in quota, stazionarie o in lieve aumento altrove (14/18 °C in pianura e bassa collina; 13/16 °C tra 500 e 1000 metri; 12/16 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi a 3200-3400 metri nelle ore centrali

  

GIOVEDÌ
29

OTTOBRE
2026

Cielo:soleggiato salvo lievi velature. Locali nebbie sulle pianure nelle ore più fredde
Precipitazioni:
assenti
Venti:
pianura e collina: deboli variabili
fondovalle: deboli variabili o brezze
media montagna: deboli variabili o settentrionali
alta montagna: deboli o moderati settentrionali

Temperature:
minime in calo (4/8 °C in pianura e bassa collina; 2/7 °C tra 500 e 1000 metri; 0/4 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime stazionarie o in lieve calo (14/18 °C in pianura e bassa collina; 13/16 °C tra 500 e 1000 metri; 12/14 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi a 3200-3400 metri nelle ore centrali

  

VENERDÌ
30

OTTOBRE
2026

Cielo:più grigio per nebbie sollevate e strati di nubi basse nel primo mattino, in dissolvimento sulle pianure in giornata, ma più persistenti tra i settori pedemontani e i primi tratti vallivi. Soleggiato in quota e all'interno della Valle d'Aosta.
Precipitazioni:
assenti
Venti:
pianura e collina: deboli variabili o orientali
fondovalle: deboli variabili o orientali
media montagna: deboli settentrionali
alta montagna: deboli o moderati tra nord e nord-est

Temperature:
minime in aumento in pianura (6/8 °C in pianura e bassa collina; 2/7 °C tra 500 e 1000 metri; -1/3 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in calo (12/16 °C in pianura e bassa collina; 11/15 °C tra 500 e 1000 metri; 10/13 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi a 3400 metri nelle ore centrali

  

L'UOMO RAGNO, NORD SUD OVEST EST PASSANDO DA RICCIONE, LUGLIO 1992, LA PRIMA VOLTA IN CUI SENTII PARLARE DEGLI 883, MA COME E' FALSATO DALLA NOSTALGIA IL RICORDO DEI PRIMI ANNI 90





 La seconda serie sugli 883 Nord Sud Ovest Est   e' in onda su SKY in queste settimane ed e' riscoppiata la mania per il duo che presto divenne un unico cantante , Max Pezzali  per l'abbandono del biondino Mauro Repetto  che secondo alcuni ballava solo,  ma che invece era ,  vista la serie, molto importante al di la delle sue esibizioni sui palchi e in tv per i testi e per la musica dei pezzi.

Pensate che le classifiche di vendita ( le vendite vere non lo streaming )  si sono riempite dei vinili   e dei cd del gruppo , soprattutto i primi due  , Hanno ucciso l'uomo ragno e  Nord Sud Ovest Est; di quest'ultimo per novembre si annuncia una ennesima riedizione con tanto di box contenente perfino la cassetta e un cartonato , mentre nel mercato dell'usato  i vinili originali che allora non furono molto venduti ( erano quasi tutte cassette o cd ) hanno raggiunto cifre folli....sui 200 euro,  anche i mix  12 pollici  hanno prezzi vertiginosi,  per quello di Nord Sud Ovest Est vengono chiesti  tra i 30 e i 40 euro.

Avevo 26 anni nel luglio del 1992, ero in vacanza a Riccione per una settimana ,  e   nonostante adesso i primi anni 90 vengano dipinti come una età dell'oro  non era del tutto cosi'....., il prelievo forzoso nella notte tra il 9  e il 10 luglio  dai conti correnti deciso dal governo Amato per salvare i malandatissimi conti dello stato e la Tangentopoli scoppiata tra febbraio e marzo dello stesso anno,   la mafia aveva ucciso Falcone a maggio e due settimane dopo avrebbe trucidato  Borsellino ;  questo per dirvi quanto fuorviante possa essere la nostalgia che offusca la realtà dei fatti e che quel periodo era ben peggiore di quello che stiamo vivendo ora almeno guardando solo all'attualità italiana.

Non avevo sentito parlare di un gruppo chiamato 883, non sentivo radio DJ o altre radio che già li mandavano in onda e le mie canzoni preferite in quella settimana di mare erano This used to be my playground di Madonna, It's probably me di Sting e Eric Clapton e ovviamente Mare Mare di Luca Carboni,  prima di lasciare Riccione avevo pianificato di comprare i due 45 giri  che ancora esistevano  di Madonna e di Sting e Clapton mentre avevo il cd intero di Carboni essendomi portato dietro il Discman della Sony,  un piccolo lettore cd portatile allora molto costoso.

In spiaggia steso al sole con le cuffiette di rito tra cd e Radio Montecarlo  mi accorsi che i miei vicini di ombrellone , dei ragazzi molto piu' giovani di me ,  stavano ascoltando una cassetta su una di quelle radio mangianastri piuttosto ingombranti che andavano di moda allora ,  era l'album  Hanno Ucciso l'uomo ragno.

Per non farmi vedere troppo interessato  feci finta di ascoltare la mia musica ma la spensi e ascoltai tutto l'album, da Non me la m

domenica 25 ottobre 2026

MARCORENGO: LA BAGNA CAUDA DELLA PRO LOCO DI MARCORENGO, SABATO 14 NOVEMBRE 2026, PRENOTAZIONI ENTRO 11 NOVEMBRE, ANCHE PER ASPORTO


 

CAMMINI DIVINI: FOLIAGE AI LAGHI D'IVREA E TERRE BALLERINE, SABATO 31 OTTOBRE 2026

  VIENE RIPROPOSTO QUESTO EVENTO SALTATO DOMENICA SCORSA PER AVVERSE CONDIZIONI METEO

Foliage ai Laghi d’Ivrea & Terre Ballerine

Un’immersione nei colori dell’autunno tra laghi glaciali, boschi dorati e scorci da fiaba

Sabato 31  Ottobre 2026 - Lago Sirio d’Ivrea (TO) – Serra Morenica Canavesana


 


L'autunno nell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea regala uno degli spettacoli naturali più affascinanti del Piemonte. Cammini Divini di Augusto Cavallo vi propone un trekking ad anello di circa 12 km (+300 m di dislivello) immerso nella magia del Foliage: un momento dell'anno in cui i castagneti secolari, le vigne e la macchia boschiva si accendono di calde sfumature di ocra, rosso e oro. Seguendo antichi percorsi e affascinanti tratti della Via Francigena, esploreremo un territorio ricco di storia e geologia eccezionale: I Tre Laghi Glaciali: Costeggeremo il Lago Sirio, il Lago Pistono e il Lago Nero, le cui acque limpide riflettono i colori sgargianti delle chiome autunnali e le cime circostanti. Il Castello di Montalto Dora: Ammireremo questo imponente maniero fiabesco da un punto panoramico privilegiato dall'alto di un colle adiacente. L’Enigma Geologico delle Terre Ballerine: Entreremo in un bosco quasi "magico", sorto dove un tempo giaceva un antico bacino lacustre. Il terreno, ricchissimo di torba ed estremamente elastico, vi regalerà una sensazione unica: ad ogni passo vi sembrerà letteralmente di far "ballare" gli alberi attorno a voi!

Dettagli e Caratteristiche del Percorso - Lunghezza: 12 km circa (ad anello) Dislivello: +300 m

Difficoltà: Escursionistica / Turistico-Media (fondo misto: comode strade acciottolate, tortuosi sentieri di montagna con continui e piacevoli saliscendi e brevissimi tratti asfaltati)

Guida: Augusto Cavallo – Guida Ambientale Escursionistica e Istruttore SINW

Ritrovo principale: Ore 8:30 presso l’Area di Sosta in Via Panoramica (adiacente al Lago Sirio). https://maps.app.goo.gl/sA4Xoo8T9hRi478R9

Partenza trekking: Ore 9:00

Ritrovo per chi proviene dal Monferrato: Ore 7:30 presso il Bar Gallery di Crescentino (VC).

https://maps.app.goo.gl/Hf2j9LCsgZex9DyA8

Pranzo al Sacco: Al termine dell'escursione, per chi desidera prolungare la giornata in compagnia, sarà possibile effettuare un rilassante pranzo al sacco sulle sponde del Lago Sirio, godendosi il panorama e il mite sole autunnale.

Equipaggiamento Consigliato: Calzature da trekking o scarponcini con suola scolpita (obbligatorie) - Abbigliamento a strati adatto alla stagione autunnale - Scorta d'acqua e snack energetici. Bastoncini da Nordic Walking presi in prestito gratuitamente fino ad esaurimento disponibilità.

Quota di Partecipazione: € 10,00 a persona

Info e Prenotazione Obbligatoria

I posti sono limitati per garantire una migliore esperienza di gruppo. La prenotazione è obbligatoria.

Augusto Cavallo: +39 339 4188277 (Guida Ambientale Escursionistica & Istruttore SINW)

✉️ Email: augusto.cavallo66@gmail.com

https://www.facebook.com/groups/1722191187995377
https://www.facebook.com/augustonordic

https://www.facebook.com/events/1351459830145046/

sabato 24 ottobre 2026

I PANETTONI DELLA RICERCA DELLA FONDAZIONE VERONESI, PRENOTABILI FINO AL 3 NOVEMBRE

 



Questo Natale, regala un dolce e sostieni una speranza.

Il Natale vive nei gesti che ci avvicinano: un pensiero, una tavola condivisa, un regalo scelto con il cuore. Con il Panettone per la ricerca®, quel regalo può diventare un aiuto concreto per i piccoli pazienti oncologici. I fondi raccolti sosterranno la ricerca di Fondazione Veronesi sui tumori pediatrici, contribuendo anche a uno studio europeo che valuta una nuova terapia con cellule CAR-T per i bambini con neuroblastoma ad alto rischio. Un impegno per cercare nuove possibilità di cura e accompagnare la speranza delle famiglie. Il panettone Galup da un chilo, con uvetta e canditi, è racchiuso in un’elegante latta decorata a tema natalizio: un dono da condividere con amici, familiari, clienti e collaboratori, capace di unire la bontà della tradizione al valore della solidarietà. Scegli il Panettone per la ricerca®: perché tra i regali di Natale ci sia anche un gesto per il futuro dei bambini.

PER ORDINARE IL PANETTONE CHE HA UN COSTO DI EURO 25 SI PUO' CONTATTARE LE VOLONTARIE DELLA FONDAZIONE  CHE SONO SILVIA , NUNZIA E CHIARA,  SULLA PAGINA FACEBOOK  SEI DI CRESCENTINO SE  VI SONO POST SU QUESTO ARGOMENTO IN CUI POTETE ORDINARLO

venerdì 23 ottobre 2026

GIUSEPPPE ARLOTTA: LA FESTA DELLA MADONNA CATENA ( Quando Librizzi diventava piu' grande di se stesso )


 LA FESTA DELLA MADONNA CATENA
 
                       (Quando Librizzi diventava più grande di se stesso)
 
A Librizzi, negli anni Sessanta e Settanta, arrivava un giorno in cui il paese sembrava diventare più grande di se stesso. Era la festa della Madonna della Catena e bastava pronunciarne il nome perché nella memoria cominciassero a muoversi immagini che oggi appartengono a un tempo lontano, quando le ricorrenze patronali avevano il potere di fermare per molte ore la vita ordinaria e di portare dentro il paese gente che veniva dalle contrade, dai paesi vicini, dalle campagne e dalle strade di montagna. Le case si riempivano di parenti, le cucine lavoravano fin dal mattino, le donne tiravano fuori gli abiti conservati per le occasioni importanti e gli uomini indossavano la camicia buona, quella stirata con cura, qualche volta la giacca, anche quando il caldo avrebbe consigliato ben altro. Erano i vestiti della festa, e bastava quello per sentirsi diversi, quasi più giovani, quasi più belli. Le donne arrivavano con i capelli sistemati e il passo composto, i ragazzi con i vestiti nuovi cercavano gli amici tra la folla e si scambiavano sorrisi, mentre i bambini vivevano tutto con quella smania che hanno soltanto loro quando intuiscono che sta per accadere qualcosa di straordinario.
 
Piazza Catena, fin dal mattino, cominciava a riempirsi. I negozi restavano aperti, sapendo che avrebbero chiuso solo a tarda ora; i bar vendevano gelati, pasticcini, birre e gazzose, chinotti e spume in quantità. Le bottiglie si accumulavano sui tavoli, i bicchieri passavano di mano in mano e dalle porte aperte uscivano voci, risate, richiami e saluti. C’era sempre chi arrivava, chi cercava un parente, chi ritrovava un amico dopo mesi, chi si fermava a scambiare qualche parola, mentre nuovi incontri si susseguivano uno dopo l’altro. E Librizzi non sembrava soltanto quello di sempre: era ormai il paese dove tornavano le persone, le voci e le memorie. Prima ancora che la Madonna uscisse dalla chiesa, la piazza era già diventata il cuore della festa. C’erano le bancarelle dei giocattoli, davanti alle quali i più piccoli si fermavano con quella meraviglia che allora bastava a far sembrare prezioso anche l’oggetto più semplice; poco più in là, la roulette attirava chi voleva affidarsi alla sorte, mentre il tiro a segno chiamava quelli che desideravano mettere alla prova la propria abilità. Non mancavano i venditori di quei palloncini tondi, con un elastico sulla cima che, tenuto saldamente tra le dita, permetteva di farli rimbalzare avanti e indietro con un semplice movimento della mano. Bastava poco per desiderarne uno.
 
Tra le tante attrazioni ce n’era una che esercitava sui bambini un fascino particolare: bisognava lanciare una pallina di plastica leggera verso piccoli recipienti di vetro dall’imboccatura stretta, cercando di centrarla con una precisione che sembrava facile soltanto a chi guardava. Si prendeva la mira, si tratteneva il respiro e poi si lasciava partire il proiettile rotondo, seguendone la traiettoria fino all’ultimo istante. Quando finalmente entrava nel contenitore, arrivava il premio: un pesciolino rosso. E allora quella minuscola creatura diveniva, per chi l’aveva conquistata, la cosa più importante della giornata. Non veniva portata a casa in una boccia, ma dentro un semplice sacchetto di plastica pieno d’acqua, stretto con attenzione per non farlo cadere. Per qualche giorno quel pesce sarebbe diventato una presenza della casa, seguito nei suoi giri lenti, nel continuo aprirsi e chiudersi della bocca, nel modo silenzioso con cui si spostava da una parte all’altra. Forse nessuno di quei bambini avrebbe saputo spiegare perché volesse tanto vincerlo. Non serviva una ragione: era il premio conquistato alla festa, e questo bastava a renderlo speciale.
 
In mezzo a quel fermento, immancabile, spiccava la figura di Tindaro Adamo, Tinniru u caliaru, una presenza che sembrava appartenere a Librizzi quanto la chiesa e la piazza. La sua mercanzia arrivava prima di lui con il profumo dei ceci abbrustoliti, dei semi di zucca, delle nocciole tostate, delle arachidi, delle carrube e delle mandorle, tutto disposto con semplicità e poi raccolto in cartocci per essere venduto. Era difficile passare davanti a quel banco senza fermarsi. Ma la sorpresa più desiderata stava nascosta proprio in mezzo a quella distesa di sapori: piccoli zuccherini con frammenti di cannella all’interno, bianchi, rossi e verdi, dolcissimi, che tra la «calia» e i semi sembravano custodire tutta la tentazione della festa. Se ne prendeva uno tra le dita e lo si lasciava sciogliere lentamente in bocca, incuranti della confusione che regnava intorno. Ancora oggi, quando penso a Tindaro, prima ancora che mi torni alla mente la sua figura, risento quel sapore. È una delle stranezze della memoria: lascia andare tante cose, confonde le date, scolora i particolari dei volti e delle giornate, ma sa conservare intatto il gusto di qualcosa mangiato in giovane età e, insieme, l’atmosfera di feste lontane oltre cinquant’anni .
 
E mentre fuori cresceva il fermento, nelle case il pranzo di mezzogiorno aveva lasciato il suo segno. A metà pomeriggio, l’aria di Librizzi conservava ancora il profumo delle patate che accompagnavano il castrato ‘mbuttunatu, cotto nel forno a legna, e quello intenso del sugo con cui erano stati conditi i maccheroni fatti in casa. Non erano fragranze leggere, destinate a svanire in poco tempo: persistevano tra le case, nelle strade e lungo i vicoli, intrecciandosi con il calore della terra, il fumo dei fuochi e le note inconfondibili della cera e dell’incenso che provenivano dalla chiesa. Tutto insieme formava l’odore della festa. E forse è proprio questo che oggi la memoria restituisce meglio: non una singola scena, ma quell’aria particolare che conteneva tante cose insieme e che, a distanza di tanti anni, sembra ancora capace di riportarle alla mente. Il pranzo era ancora presente nei suoi profumi quando la gente cominciava a uscire nuovamente dalle case; i bambini avevano già dimenticato di aver mangiato e, a piccoli gruppi, si spostavano curiosi tra le bancarelle, mentre gli adulti si fermavano a parlare con quella lentezza che oggi sembra quasi incomprensibile. Nessuno aveva fretta: la giornata era lunga e doveva essere vissuta fino in fondo.
 
Poi tutto sembrava concentrarsi sulla Madonna; davanti alla chiesa la folla si faceva più fitta e, man mano che passavano i minuti, le voci si abbassavano quasi da sole. C’era chi pregava, chi guardava verso il portale, chi cercava un punto da cui poter vedere meglio. Si aspettava e, quando finalmente la statua compariva sulla soglia, sorretta a spalla dai portatori che si apprestavano a scendere i gradini del sagrato, per qualche istante tutto il resto sembrava passare in secondo piano. Prima ancora di prepararsi a seguire la processione, tutti guardavano il volto: era quello il primo incontro, non la banda, non il fragore che avrebbe accompagnato l’uscita del simulacro, non il movimento della gente. Prima veniva quel viso di donna, immobile e insieme così vicino, che sembrava rivolgersi a chiunque fosse lì, quasi a una persona alla volta. Anche la Madonna indossava il suo abito della festa, quello che nei giorni normali non si vedeva, e nella luce che arrivava dalla strada il volto sembrava assumere un’espressione diversa. Chi la guardava cercava nei suoi lineamenti qualcosa che forse non avrebbe saputo spiegare: una risposta, una speranza o soltanto la conferma di averla ritrovata anche quell’anno.
 
Proprio mentre la statua usciva dalla chiesa, arrivava la scarica di «botti», preparati con cura lungo la piccola salita accanto al Municipio. Il crepitio rompeva l’aria e si propagava tra le case, forte, secco, quasi solenne. Per un momento sembrava che il paese intero dovesse accorgersi di quell’uscita. I più piccoli si tappavano le orecchie, qualcuno arretrava d’istinto, poi tornava a guardare, ridendo per lo spavento appena passato. Maria SS. della Catena iniziava così la sua discesa, circondata dalla folla, con le colonne del fercolo ricoperte di banconote, fissate una accanto all’altra come segno di devozione e di riconoscenza. Erano le vecchie lire, ma accanto a quelle comparivano anche franchi svizzeri e francesi, marchi tedeschi e dollari americani: banconote giunte da lontano, diverse per colore e per valore, che raccontavano la storia di tante famiglie partite da Librizzi e tornate, almeno per quei giorni, nel paese d’origine. Oggi, invece, le offerte sono espresse quasi sempre in euro e quella varietà è scomparsa; allora ogni banconota portava con sé qualcosa del mondo nel quale gli emigrati vivevano e, nel momento in cui veniva appuntata al baldacchino, sembrava restituire al paese natio un piccolo frammento della loro lontana esperienza. Erano ringraziamenti, promesse, richieste, ricordi che non avevano bisogno di essere spiegati. Nell’imminenza della partenza, mentre intorno alla statua fervevano gli ultimi preparativi, l’arciprete Carmelo Arlotta prendeva posto accanto ad essa, con la naturale autorevolezza di chi apparteneva profondamente alla vita religiosa e civile del paese.
 
Giungeva così il momento in cui la processione si preparava finalmente a prendere forma. Ad aprirla era la statua di San Michele Arcangelo, affidata ai giovani perché più leggera, con quella figura severa che sembrava appartenere a una dimensione diversa, quasi una sentinella posta a guardia di quella lunga giornata di fede. Subito dietro si disponevano due file, lasciando libero lo spazio centrale destinato al passaggio. Al loro interno prendevano posto, per primi, coloro che avevano fatto una promessa per chiedere una grazia o per sciogliere un voto: percorrevano l’intero tragitto scalzi, procedendo all’indietro, secondo una devozione che non aveva bisogno di essere spiegata e che trovava espressione soltanto in quella particolare pratica di penitenza. Sempre al centro delle due file seguivano i ciaramiddari, gli zampognari con le loro ciaramedde, i cui suoni accompagnavano i passi dei fedeli con una voce antica e inconfondibile.
 
Venivano poi il parroco e i chierici, seguiti da coloro che reggevano la statua della Madonna. Sulle loro spalle, il pesante fercolo procedeva con un’andatura lenta e misurata, mentre ciascuno doveva trovare il giusto equilibrio con gli altri, quasi che ogni portatore fosse chiamato a percepire il movimento dei compagni prima ancora di assecondarlo. Dietro di loro prendeva posto la banda musicale di Librizzi, magistralmente organizzata dal capobanda Peppino D’Amico. Tra i musicisti c’erano Angelo Accordino con la sua tromba, i fratelli Paolo e Tindaro Capitti alla grancassa e ai piatti, Santino Marziano al tamburo e altri suonatori con clarinetti, sassofoni, tromboni e corni. Le prime note si levavano dagli strumenti, salivano sopra le case, percorrevano le strade laterali e raggiungevano anche quei pochi rimasti nelle proprie abitazioni. In chiusura si disponevano le autorità locali, il sindaco e il maresciallo dei Carabinieri, seguiti dai fedeli: gli abitanti di Librizzi, quelli delle contrade, quanti giungevano dai paesi vicini e coloro che avevano affrontato un viaggio proprio per essere presenti a quella ricorrenza.
 
La Madonna della Catena iniziava così il suo percorso tra le vie del paese, accompagnata dal suono della banda e dalle preghiere della gente. Non era più la statua immobile che poco prima si era mostrata sulla soglia della chiesa: adesso sembrava quasi «camminare» tra la folla, come se quella figura sacra avesse preso vita e fosse lei stessa a guidare coloro che le stavano intorno. Erano i portatori a sostenerla sulle spalle, eppure, a chi la seguiva, poteva sembrare che fosse proprio Maria a imprimere il ritmo all’intera processione. Intorno, la folla si muoveva lentamente, mentre i bambini continuavano a correre, incuranti della solennità che gli adulti avvertivano in quel frangente. Passavano avanti, tornava