venerdì 13 febbraio 2026

GIUSEPPE ARLOTTA: PERCORSI LIBRIZZESI (PRIMA PARTE ): LA FONTANELLA - Geografie della memoria


 

                              Percorsi librizzesi (Prima parte): La Fontanella
 
                                                   Geografie della memoria
 
C’erano estati, a Librizzi, in cui il sole sembrava non voler mai tramontare, e le giornate si dilatavano come pagine di un romanzo che nessuno aveva fretta di chiudere. Il tempo non aveva ancora imparato a correre e le ore scivolavano lente, adagiate una sull’altra, mentre la luce restava a lungo appesa alle facciate delle case, ai balconi colmi di gerani, ai panni stesi che si muovevano appena. Anche l’aria pareva trattenere il respiro, come se il paese intero fosse sospeso in un’attesa gentile.
 
I giorni più caldi li si trascorreva seguendo un flusso quasi rituale: salire lungo via Fontanella, attraversando quel tratto di paese che, visto da lontano, pareva una scalinata di pietre addormentate, fino a raggiungere l’ultimo slargo, là dove la strada sembrava finire e invece iniziava un piccolo mondo. Quel cammino era già parte dell’esperienza: il rumore secco dei passi sulla pietra, i saluti gridati da una finestra, l’odore del sugo che sobbolliva annunciando il pasto imminente.
 
Era una fonte che i paesani chiamavano “a Funtanedda”, modesta solo in apparenza, eppure regina silenziosa delle nostre giornate. Non aveva bisogno di indicazioni a guidare il cammino: era la memoria del paese, più di qualunque segnale, a condurre fin lì. Bastava la presenza costante di qualcuno, a qualsiasi ora, perché quel luogo fosse vivo.
 
L’acqua, scorrendo senza fretta dal beccuccio di ferro, creava un mormorio continuo, una sorta di ninnananna liquida che si intrecciava allo stormire delle fronde, le stesse che garantivano ombra per gran parte della giornata. Quel suono colmava gli spazi vuoti, accompagnava le conversazioni, rendeva naturali anche i silenzi.
 
La Fontanella aveva una frescura tutta sua, non concessa dal vento ma generata dalla presenza stessa dell’acqua, come se dalla sorgente emanasse una lieve brezza, quasi un respiro. Bastava avvicinarsi per sentire il corpo distendersi, le spalle rilassarsi, il caldo del paese restare indietro, improvvisamente lontano.
 
Accanto alla fonte, una vasca in pietra, la “gibbia”, antica più delle facciate vicine, raccoglieva l’acqua in un bacino all’apparenza immobile, sul quale galleggiavano puntini neri in continuo movimento: girini che attraversavano quel microcosmo con traiettorie nervose, disegnando zigzag imprevedibili. Osservarli era un esercizio di pazienza e di immaginazione; ci si perdeva dietro a quei movimenti minimi, come se lì dentro fosse custodito un segreto.
 
Sul bordo, tra i muschi e i licheni che tingevano il fondo di infinite sfumature di verde, si avvertiva un sentore umido di erbe macerate, un odore che apparteneva solo a quel luogo e che, una volta riconosciuto, non si dimenticava più. Era un odore che restava addosso, si mescolava al sudore e al sapone di casa, diventando parte del ricordo.
 
In tempi ormai sfumati nella memoria, quella stessa vasca aveva dissetato muli e asini, compagni silenziosi dei contadini che rientravano dalle terre lontane, con le some pesanti e la pazienza negli occhi. Pareva che la pietra avesse trattenuto il passo lento di quegli animali, come un’eco muta sotto i piedi.
 
Da sempre, la Fontanella era un piccolo crocevia sociale: un punto di ritrovo spontaneo, un luogo dove le notizie correvano più veloci dell’acqua stessa. Lì si sapeva chi stava per partire, chi era tornato, chi si era fidanzato. C’era anche chi preferiva restare in silenzio, ascoltare con discrezione e lasciare ad altri il compito di alimentare le voci, in quello che, senza mai dichiararlo, veniva considerato un vero atelier del pettegolezzo del paese.
 
Le mamme mandavano i figli con i “bummuli”, quei recipienti di terracotta capaci di conservare la freschezza come un dono prezioso; i ragazzini, invece, si improvvisavano apprendisti chimici, portando con sé bottiglie con il tappo a chiusura meccanica e bustine di idrolitina, cristallina o frizzina, o le mitiche aranciate “fai da te” comprate nel negozio di Italia e Natalino.
 
Bastava aprire la confezione, versare la polvere d’arancia liofilizzata, le due fialette aromatizzanti e coloranti e, per completare il rito, aggiungere l’acqua fino all’orlo: tappo ben chiuso e poi l’agitare frenetico della bottiglia, che diventava una piccola bomba effervescente pronta a esplodere in mille bollicine. In quei momenti la Fontanella si trasformava in un laboratorio improvvisato: l’aria si riempiva di un odore pungente e dolciastro, le dita restavano appiccicose, le risate rimbalzavano tra pareti e fronde.
 
La Fontanella, però, non era solo un luogo di passaggio: era il palcoscenico di mille sfumature dell’adolescenza. Qui si imparava a stare insieme, a osservare senza farsi notare, a interpretare un sorriso o uno sguardo appena più lungo del necessario.
 
Verso il tramonto, quando le famiglie si radunavano attorno alle tavole e il vociare del paese si attenuava, quel posto cambiava volto. Il cielo si faceva morbido, l’acqua rifletteva le ultime luci del giorno e tutto sembrava più vicino.
 
La penombra scendeva lenta sulla vasca e il sentiero pareva farsi più intimo, come se avvolgesse chi vi si trovava in un velo di discrezione complice. I lampioni erano troppo lontani per disturbare l’atmosfera e, in quell’ora sospesa, capitava di scorgere qualche coppietta che trovava il coraggio di appartarsi non per chissà quali ardimenti, ma per scambiarsi parole che durante il giorno restavano impronunciabili, o per progettare appuntamenti che non di rado si fissavano per l’indomani a Patti, con la scusa di un acquisto da fare.
 
E approfittando di quei rari momenti in cui, oltre a loro, non c’era anima viva, si guadagnava forse il tempo per qualche frase sussurrata: una rassicurante «Non ti scantari, chi non veni nuddu», oppure un più tenero «ti vogghiu beni», talvolta seguito da un bacio fugace, breve come il luccichio di una lucciola, a suggellare l’intesa per il giorno dopo. Erano attimi minuscoli e assoluti, capaci di restare impressi per una vita intera.
 
Ma bastava un lieve fruscio di passi in lontananza, una voce smorzata dal vento, perché i due si separassero all’istante, con una rapidità che oggi farebbe sorridere, ma che allora appariva necessaria, quasi dettata da un istinto di cautela appreso vivendo: ciascuno da una parte, con l’aria indifferente di chi si trova lì soltanto per approvvigionarsi d’acqua.
 
E anche noi, ragazzi e ragazze di quegli anni, ci muovevamo a gruppi o in coppiette maldestre, inventandoci scuse per arrivare fin laggiù: un “bummulu” da riempire, una bustina da sciogliere, un amico da raggiungere, un pettegolezzo da verificare. In realtà inseguivamo la sensazione di libertà che solo quel luogo sapeva offrire, lontani dall’eco giudicante delle case e più vicini alla parte spontanea di noi stessi.
 
Quelle passeggiate non erano semplici tragitti: erano confessioni in movimento, scenette buffe, timidezze intrecciate, prime complicità. A volte qualcuno restava indietro apposta, per camminare accanto alla persona giusta anche solo per pochi metri.
 
Era un modo per conoscere il mondo senza allontanarsi dal paese, una maniera per crescere dentro un universo in miniatura che, a uno sguardo frettoloso, poteva sembrare ristretto, e invece custodiva tutto: amicizie, amori, battute sussurrate, segreti condivisi e quel pizzico di innocente malizia che rendeva le estati lunghe e luminose. Si imparava che bastavano poche cose essenziali, vissute nel momento giusto, per sentirsi in equilibrio con se stessi e con gli altri.
 
Oggi la Fontanella non è più solo una sorgente d’acqua — mi hanno detto che non è più potabile — ma resta un simbolo, un luogo che continua a vivere dentro chi vi è passato  nelle sere d’estate, quando la luce si faceva morbida e l’acqua viva  proseguiva il suo canto discreto,testimone muta di giorni capaci di essere semplici e, allo stesso tempo, profondi.
 
Col tempo, la memoria torna a quel posto non soltanto come a una fonte o a uno spazio preciso, ma come a un modo di stare al mondo che non esiste più se non nel ricordo. La Fontanella diventa allora una soglia: tra la gioventù e ciò che è venuto dopo, tra il paese che eravamo e quello che siamo diventati. In quel filo d’acqua che scorreva senza tregua c’era già il tempo che passava, anche se non sapevamo ancora riconoscerlo; c’era la promessa del cambiamento e, insieme, il desiderio che nulla mutasse davvero. Tutto è andato avanti, le strade si sono svuotate, le voci si sono fatte lontane, eppure quel luogo esiste ancora intatto in chi lo ha abitato anche solo per una stagione. Perché certi posti non servono a dissetare il corpo, ma a insegnare, senza parole, che la felicità può essere breve, condivisa, silenziosa, e che basta una sorgente, un’ombra e qualcuno accanto per sentirsi, almeno una volta nella vita, esattamente dove si dovrebbe essere.
 
Giuseppe Arlotta
 
11 febbraio 2026
 

METEO NIMBUS WEEK END E APPUNTAMENTI



 FRANCESCO CAPPA: LO SPIRITO DEL CARNEVALE

 Ancora appuntamenti carnevaleschi a Crescentino,
Sabato : il carnevale dei bimbi,  in piazza Caretto  dalle 15.00  animazione,  giochi, Magic Mike e merenda per tutti.

Week end di Carnevale un po' ovunque,  su tutti Santhià e Ivrea  che vive il suo famosissimo carnevale.
Domenica: la Gran fagiolata in piazza Garibaldi , organizzata dagli Amici della Fagiolata,  dalle 11.

PIOGGE TRA VENERDI' SERA E SABATO MATTINA, NEVICATE IN MONTAGNA. ALTRE PERTURBAZIONI A SEGUIRE CON SCHIARITE E PASSAGGI NUVOLOSI SU PIANURE, LUNEDI' ALTRE NEVICATE CONSISTENTI SUI SETTORI ALPINI DI CONFINE E SULLA VALLE D'AOSTA E TENDENZA A VENTI DI FOEHN SU VALLATE E PIANURE.
Dopo una temporanea dorsale anticiclonica con schiarite nella mattinata di venerdì, un nuovo minimo depressionario denominato Oriana si porterà entro la serata tra il sud della Francia e la Corsica, con nuove piogge in estensione al Nord-Ovest e nevicate in montagna mediamente oltre i 1000 metri.
Con l'allontanamento della depressione Oriana verso sud si instaurerà un nuovo breve intervallo soleggiato domenica, seguito da un intenso flusso da nord-ovest associato a una perturbazione che porterà nevicate consistenti sui settori alpini di confine e valdostani e venti di foehn in rinforzo tra vallate e pianure.

PROBABILE EVOLUZIONE FINO AL 23 FEBBRAIO
Un promontorio anticiclonico favorirà ampie schiarite il 18 febbraio; nei giorni seguenti sono attesi altri annuvolamenti per fronti atlantici più attivi sui settori alpini e valdostani, con qualche pioggia fin su pianure nel corso del 21 febbraio, e tendenza a schiarite e condizioni di foehn nei giorni seguenti.  Temperature massime tra 9 e 13 °C in pianura, tra 0 e 5 °C a 1500 metri; raffreddamento in quota tra il 21 e il 22 febbraio. 


SABATO
14

FEBBRAIO
2026

Cielo:nuvoloso; prime aperture irregolari nel pomeriggio lungo le vallate cuneesi, torinesi e della Valle d'Aosta orientale.
In serata schiarite fin in pianura su Cuneese, Torinese, Valle d'Aosta e nord Piemonte.
Precipitazioni:
tra notte e mattina piogge e nevicate oltre i 900-1100 metri, più estese e intense sul Cuneese con quota neve in calo a 600-700 metri.
In mattinata graduale cessazione di piogge e nevicate a nord del Po e tra pomeriggio e sera anche altrove. Resteranno cadute di neve in quota sui settori alpini della Valle d'Aosta e Ossola.
Venti:
pianura e collina: deboli o moderati tra nord e nord-est con rinforzi tra Cuneese, Astigiano, Alessandrino e Vercellese, tendenti a divenire meridionali; rinforzi di foehn in serata fino a bassa quota tra Valle d'Aosta e nord Piemonte
fondovalle: deboli tra nord e nord-est con rinforzi tra Alpi Liguri e Marittime; in serata foehn in rinforzo tra Torinese, Valle d'Aosta e nord Piemonte
media montagna: deboli o moderati tra est e sud-est, tendenti dapprima a nord-est e da nord in serata in rinforzo
alta montagna: moderati tra est e sud-est, tendenti dapprima a nord-est e da nord in serata in rinforzo

Temperature:
minime in aumento (3/7 °C in pianura e bassa collina; -1/3 °C tra 500 e 1000 metri; -2/0 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in calo (7/11 °C in pianura e bassa collina; 3/8 °C tra 500 e 1000 metri; 1/4 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 1200 e 1800 metri nelle ore centrali.

  

DOMENICA
15

FEBBRAIO
2026

Cielo:soleggiato a parte addensamenti fino al primo mattino sui settori alpini di confine e in quota del Torinese, Valle d'Aosta, Sesia e Ossola.
In giornata velature, in estensione dalle zone alpine e dalla Valle d'Aosta; in serata nubi in aumento, parzialmente nuvoloso su pianure, colline e basse valli, più nuvoloso su alte valli torinesi, del Sesia, Ossola e sull'interno della Valle d'Aosta.
Precipitazioni:
in serata ripresa delle nevicate su alte valli del Torinese, Sesia, Ossola e sull'interno delle valli occidentali e settentrionali valdostane, in intensificazione sulla Valle d'Aosta oltre i 1000 metri e con tendenza a piogge verso i fondovalle torinesi, valdostani e sulla Valle d'Aosta fino alla vallata centrale.
Venti:
pianura e collina: rinforzi di foehn fino al mattino su alte pianure del Canavese e Biellese e da nord sul nord Piemonte, tendenti a divenire orientali
fondovalle: tra notte e mattino rinforzi di foehn fino alle basse valli tra Torinese, Valle d'Aosta e nord Piemonte, in seguito deboli variabili o orientali
media montagna: moderati da nord-ovest, in serata moderati o forti occidentali
alta montagna: moderati da nord-ovest, in serata forti occidentali

Temperature:
minime in calo (-2/2 °C in pianura e bassa collina; -4/4 °C tra 500 e 1000 metri; -7/-3 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in aumento (9/13 °C in pianura e bassa collina; 5/10 °C tra 500 e 1000 metri; 3/6 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 2000 e 2500 metri nelle ore centrali.

  

LUNEDÌ
16

FEBBRAIO
2026

Cielo:su pianure e colline irregolarmente nuvoloso fino al mattino o schiarite più ampie sul Cuneese; tendenza ad ampie schiarite tra velature, anche sulle vallate del Cuneese.
Lungo le valli alpine del Monviso, del Torinese, Sesia, Ossola e sull'interno della Valle d'Aosta nuvoloso con tendenza ad aperture sulle basse valli.
Precipitazioni:
nevicate intense sull'interno delle valli del Torinese, della Valle d'Aosta, del Sesia e Ossola, tra notte e mattina in estensione ai fondovalle fin verso i 700 metri con piogge su basse valli e Valle d'Aosta e a tratti sul nord Piemonte; sulla Valle d'Aosta possibile temporanea neve fino alla vallata centrale. Qualche piovasco fin su pianure tra Canavese e Biellese.
Fino a sera restano nevicate sull'interno delle valli del Torinese, Sesia, Ossola e sulla Valle d'Aosta oltre i 1000 metri, con qualche piovasco al di sotto lungo le vallate e più estesi sulla Valle d'Aosta.
Venti:
pianura e collina: deboli variabili o da nord-est nella prima parte della giornata, dal pomeriggio in rinforzo tra ovest e nord-ovest per foehn in estensione
fondovalle: deboli variabili o orientali su basse valli e occidentali sull'interno delle valli, in generale rinforzo dal pomeriggio per foehn in estensione
media montagna: forti da ovest a nord-ovest
alta montagna: forti o molto forti da ovest a nord-ovest

Temperature:
minime in aumento (2/4 °C in pianura e bassa collina; 0/3 °C tra 500 e 1000 metri; -1/1 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in calo (8/13 °C in pianura e bassa collina; 3/9 °C tra 500 e 1000 metri; 0/4 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 1500 e 2000 metri nelle ore centrali.


 

CRESCENTINO: LA PREVENZIONE: PAROLE E MUSICA - VENERDI 27 FEBBRAIO ORE 20.30 TEATRO ANGELINI, A CURA DI LILT, ASL TO 4 E COMUNE DI CRESCENTINO


 

BIBLIOTECA CIVICA " FALDELLA " SALUGGIA, EVENTI DI SABATO 21 E DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026

 La Biblioteca Civica “G. Faldella” di Saluggia ha in programma i seguenti appuntamenti:

 SABATO 21 FEBBRAIO 2026 – ore 16.00

Presentazione del libro “Adesso tocca a me” di Franco Macchieraldo.

Un incontro dedicato alla memoria storica e alle vicende della Prima guerra mondiale attraverso la

storia di Costantino Gustavo Gaia, giovane biellese classe 1897, studente universitario e ufficiale di

complemento richiamato al fronte.

Il volume ricostruisce il suo percorso umano e militare: dall’assegnazione all’Artiglieria da

fortezza, con operazioni in Vallarsa a partire dal settembre 1917, fino ai successivi spostamenti nel

Vicentino e alla partecipazione, come ufficiale al tiro sul Montello, alla battaglia di Vittorio Veneto.

La narrazione si fonda su un accurato lavoro di ricerca che integra fonti differenti: un’audio-

intervista realizzata nei primi anni Novanta, un ricco epistolario composto da centinaia di lettere

indirizzate alla madre e un significativo corpus di 240 fotografie scattate dallo stesso Gaia durante il

conflitto. Il libro accenna inoltre al richiamo di Gustavo durante la Seconda guerra mondiale,

quando fu assegnato, con il grado di capitano, al 1° Reggimento Artiglieria da montagna. L’opera è

patrocinata dal Comune di Vigliano Biellese e dalla 96ª Adunata Nazionale Alpini – Biella 2025.

Franco Macchieraldo, nato a Biella nel 1966, è studioso di storia contemporanea e promotore di

iniziative volte alla conservazione della memoria attraverso diari, epistolari, testimonianze orali e

materiali fotografici. Il suo Archivio della Memoria rappresenta una delle più rilevanti raccolte

private italiane di testimonianze orali relative al Primo conflitto mondiale. È autore di numerosi

saggi dedicati alla Grande guerra, al Risorgimento e alla storia industriale. Nel 1998 ha pubblicato,

con Lucio Fabi “1915-1918. Cento foto, una guerra”; nel 2003, nell’ambito della collana “Il segno

della guerra” ha curato il volume “Quaderno di guerra. Carso, Caporetto, Altipiani. La Grande

guerra nella memoria autobiografica del caporale Giuseppe Marchesotti”. Nel 2011, in occasione

del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha pubblicato “Piemontesi in Crimea. In diciottomila

contro lo zar” e nel 2018 “La Pèttina, la storia, le genti”, saggio dedicato alla vicenda industriale di

una delle più grandi pettinature d’Europa.

Ingresso libero e gratuito.

 DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 – ore 16.00

Letture, Tè e Premiazione del Concorso fotografico “Fotografa il tuo gatto!”

In occasione della Festa Nazionale del Gatto, la Biblioteca Civica “G. Faldella” di Saluggia, in

collaborazione con l’Associazione Amici degli Animali OdV ETS, propone un pomeriggio dedicato

ai felini e ai loro amici umani.

L’evento sarà occasione per premiare i partecipanti al concorso fotografico, valorizzando la

creatività e l’affetto che legano proprietari e animali domestici. Il programma prevede inoltre letture

a tema felino e momenti di condivisione, per trascorrere insieme un pomeriggio all’insegna della

cultura e della sensibilità verso il mondo animale.

Si ringraziano fin d’ora tutti coloro che vorranno contribuire portando un piccolo dono (crocchette o

scatolette) destinato ai numerosi gatti seguiti dall’Associazione.

Ingresso libero e gratuito.

giovedì 12 febbraio 2026

DOMANI TORNA GIUSEPPE ARLOTTA IN FORMA RACCONTO E LIBRIZZI E LA CALDA SICILIA TORNA PROTAGONISTA DOPO LA BRUMOSA VENEZIA

 Venerdi' 13 dopo il post delle previsioni Nimbus  tornerà Giuseppe Arlotta nella sua forma piu' amata dai lettori,  quella del racconto.  Dopo l'enorme successo ottenuto con Venezia , Ezra Pound partendo dalla libreria Mongiano che ha superato i 500 click,  si torna in Sicilia  nell'amata Librizzi,  con un percorso nella memoria  verso un luogo molto amato.

Una lettura perfetta anche per San Valentino perchè  i ricordi portano anche a piccoli baci rubati e alle prime passioncelle.


Mauro Novo

mauro at large

mercoledì 11 febbraio 2026

IL FILM DEL GIORNO: LE COSE NON DETTE DI GABRIELE MUCCINO

 IL PARERE DEL BLOGGER:  Botteghino milionario per Muccino  che torna al successo commerciale dopo il passo falso del precedente thriller Fino alla fine.

A dir la verità  c'è del thrilling anche in Le cose non dette,  ma sostanzialmente e' un film di sentimenti e di due coppie piene di problemi, tra tradimenti, cose non dette , stupidità e schizofrenie .

Magistrali le prove attoriali  di Accorsi, Leone, Crescentini e Santamaria  e una colonna sonora che spazia dal classico e finisce a Leo Ferrè.

L'ambientazione a Tangeri e' piena di fascino.....alla fine poi gli uomini escono dalla sala e pensano...." A volte quanto siamo stupidi "

CORRETE AL CINEMA  NE VALE LA PENA


Le Cose Non Dette

DATA DI USCITA
Dal 29 Gennaio 2026
TRAMA

Carlo ed Elisa, coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo, e alla loro figlia adolescente, Vittoria. Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano. Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non conosciamo mai davvero chi ci sta accanto.

REGIA
Gabriele Muccino
CAST

Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria

martedì 10 febbraio 2026

LA COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DELLE FOIBE E PER GLI ESODAI GIULIANI , ISTRIANI E DALMATI

Cerimonia stamane  per ricordare nel giorno del Ricordo istituito nel 2004 i Martiri delle Foibe e gli esuli Giuliani, Istriani e Dalmati,  che furono costretti a lasciare le loro terre natie dopo la fine della seconda guerra mondiale,  per colpa delle violenze perpetrate dai partigiani del maresciallo Tito.
I massacri nelle foibe iniziarono già nel 1943 e le continue violenze anche dopo la fine della guerra e il passaggio dei territori alla Jugoslavia nel 1947  costrinsero centinaia di migliaia di italiani a fuggire da quei luoghi, e a vivere da esuli in campi profughi in tutto il territorio italiano.



 L'amministrazione comunale presente al completo con in testa il Sindaco Ferrero, il parroco Don Janusz,  i Carabinieri con in testa il Maresciallo Marrapodi,  la Croce Rossa, gli Alpini, la Polizia Locali, la Protezione Civile,  gli studenti del Calamandrei che hanno letto un testo scritto dalla Professoressa Bosso,  presente anche Giuseppe Arlotta, già assessore alla cultura del Comune di Crescentino, a cui si deve l'intitolazione della via ai Martiri delle Foibe, dove ogni anno si tiene la Commemorazione,  presente anche la segretaria del PD Nicoletta Ravarino. Marco Paste 'ha eseguito con la sua tromba Il Silenzio.

   " LA MEMORIA NON APPARTIENE AL PASSATO:  VIVE NEL NOSTRO PRESENTE "

Mauro Novo
mauro at large
fotoreportage Mauro Novo

CRESCENTINO:MI ILLUMINO DI MENO, MERCOLEDI 18 GEBBRAIO 2026


 

lunedì 9 febbraio 2026

FRANCESCO CAPPA: O REGINA PAPETTA


 Ecco la poesia che Francesco Cappa  ha dedicato e regalato alla Papetta,  Auguri a Francesco che ieri ha compiuto 87 anni!

METEO NIMBUS SETTIMANA, MOLTA NEVE SULLE ALPI, TRA SOLE E NUVOLE SULLA NOSTRA AREA , AUMENTANO LE TEMPERATURE DIURNE

 

SEQUENZA DI PERTURBAZIONI ATLANTICHE, NEVICATE SUI SETTORI ALPINI INTERNI E VALDOSTANI, PIOGGE PIU' SPORADICHE IN PIANURA
Per tutta la settimana le condizioni del tempo resteranno influenzate da un marcato flusso atlantico che indirizzerà una perturbazione dopo l'altra verso le regioni alpine. Con la prevalenza di correnti tra ovest e nord-ovest i loro effetti si concentreranno sui settori alpini interni e sulla Valle d'Aosta, solo a tratti qualche pioggia si estenderà a parte delle pianure, specie a nord del Po.
Sarà l'occasione per nevicate consistenti sui settori alpini occidentali valdostani.

PROBABILE EVOLUZIONE FINO AL 19 FEBBRAIO
Sabato saranno ancora presenti gli effetti di un fronte atlantico da nord-ovest con afflusso di aria più fredda in quota. Sarà seguito da un rinforzo dei venti da nord e ampie schiarite, intervallate da passaggi nuvolosi e dal transito di nuovi fronti attivi sui settori alpini interni e valdostani.
Temperature massime tra 8 e 12 °C in pianura e ritorno di qualche gelata nelle notti serene; a 1500 metri raffreddamento tra il 14 e il 15 febbraio, in seguito massime sui 3/5 °C.


MARTEDÌ
10

FEBBRAIO
2026

Cielo:nuvoloso con tendenza a qualche apertura in giornata lungo le valli cuneesi, torinesi, della Valle d'Aosta orientale e Sesia, solo in parte su vicine pianure.
In serata nuovamente nuvoloso.
Precipitazioni:
nella notte piovaschi e rovesci a tratti tra basse valli e pianure su Torinese, bassa Valle d'Aosta, Biellese, Sesia, Verbano; tendenza a deboli nevicate sulle alte valli torinesi e vallate occidentali valdostane oltre i 1000-1100 metri.
In mattinata locali piovaschi su Appennino e tra Torinese, Valle d'Aosta, Biellese, nord Piemonte e neve oltre i 1000 metri, in accentuazione sulle vallate occidentali valdostane, in calo fino a 700 metri.
Nel pomeriggio piovaschi sparsi a ridosso dei rilievi e sul nord Piemonte, nevicate più deboli sui settori di confine e valli occidentali valdostane oltre i 1200 metri.
In serata piogge in accentuazione lungo le valli con neve in calo fin verso i 900-1000 metri, anche a quote più basse sulla Valle d'Aosta tendenti a portarsi fino al fondovalle aostano. Piogge più estese anche su pianure, isolate e deboli su Cuneese, Astigiano e Alessandrino.


Venti:
pianura e collina: deboli variabili o orientali
fondovalle: deboli variabili o orientali
media montagna: deboli o moderati occidentali
alta montagna: moderati occidentali

Temperature:
minime in lieve calo (4/6 °C in pianura e bassa collina; -2/4 °C tra 500 e 1000 metri; -4/-1 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in calo (7/10 °C in pianura e bassa collina; 3/7 °C tra 500 e 1000 metri; 1/3 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 1300 e 1600 metri nelle ore centrali.

  

MERCOLEDÌ
11

FEBBRAIO
2026

Cielo:da nuvoloso al primo mattino a schiarite in estensione dalle valli cuneesi, torinesi, della Valle d'Aosta orientale e nord Piemonte verso le pianure; inizialmente addensamenti più persistenti tra Langhe, Astigiano e Alessandrino.
Restano annuvolamenti su alte valli torinesi, del Sesia, Ossola e su valli occidentali e settentrionali valdostane.
In serata nubi in aumento dalle valli alpine alle pianure.
Precipitazioni:
nella notte piogge sul nord Piemonte ed entro le valli tra Monviso, Torinese, Biellese, Sesia, Ossola con neve oltre i 900-1000 metri, piogge a tratti su pianura tra Torinese, Biellese, Vercellese e Novarese; sulla Valle d'Aosta nevicate più intense e piogge su bassa valle, inizialmente neve fin verso il fondovalle aostano.
Dal mattino nevicate tendenti a ritirarsi sui settori alpini di confine e in quota tra Torinese, Sesia, Ossola e sulle valli occidentali e settentrionali valdostane, con piovaschi sui fondovalle al di sotto dei 1500-1700 metri.
In serata nevicate in nuova accentuazione sui settori alpini di confine dal Torinese alla Valle d'Aosta dai 1400 metri, piovaschi al di sotto.
Venti:
pianura e collina: deboli variabili
fondovalle: in rinforzo tra ovest e nord-ovest per foehn
media montagna: forti da ovest a nord-ovest
alta montagna: da forti a molto forti da ovest a nord-ovest

Temperature:
minime in lieve aumento (4/6 °C in pianura e bassa collina; -1/4 °C tra 500 e 1000 metri; -1/0 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in aumento (10/12 °C in pianura e bassa collina; 7/10 °C tra 500 e 1000 metri; 3/7 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 2200 e 2500 metri nelle ore centrali.

  

GIOVEDÌ
12

FEBBRAIO
2026

Cielo:da irregolarmente nuvoloso o nuvoloso a schiarite nel corso della giornata tra i fondovalle e le pianure e la bassa Valle d'Aosta.
Resta più nuvoloso su alte valli del Torinese, Sesia, Ossola e sull'interno della Valle d'Aosta.
Precipitazioni:
nevicate sui settori alpini interni del Torinese, Sesia, Ossola e più intense sulle valli valdostane oltre i 1200-1300 metri, con piovaschi lungo i fondovalle tra notte e mattino, più estesi sulla Valle d'Aosta; nella notte qualche piovasco fin in pianura tra Torinese e nord Piemonte.

Venti:
pianura e collina: deboli da nord-est
fondovalle: deboli orientali su basse valli, moderati o forti tra ovest e nord-ovest per foehn sull'interno delle valli
media montagna: forti tra ovest e nord-ovest
alta montagna: forti o molto forti tra ovest e nord-ovest

Temperature:
minime in lieve calo (3/6 °C in pianura e bassa collina; -1/3 °C tra 500 e 1000 metri; -3/0 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in lieve calo (9/12 °C in pianura e bassa collina; 5/10 °C tra 500 e 1000 metri; 1/5 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 1800 e 2300 metri nelle ore centrali.

  

VENERDÌ
13

FEBBRAIO
2026

Cielo:nella prima parte della giornata ampie schiarite, ma con addensamenti sulle zone alpine di confine.
In giornata passaggio a cielo parzialmente nuvoloso o più nuvoloso su alte valli dal Torinese, Valle d'Aosta, Sesia e Ossola.
Precipitazioni:
neve sui settori alpini in quota e di confine della Valle d'Aosta; in serata piovaschi sparsi e neve oltre i 1100-1200 metri, in intensificazione sulle vallate valdostane.
Venti:
pianura e collina: deboli variabili o orientali
fondovalle: deboli orientali, rinforzi di foehn fino al mattino
media montagna: in attenuazione dal mattino, tendenti a deboli da sud-ovest
alta montagna: in attenuazione dal mattino, tendenti a deboli da sud-ovest

Temperature:
minime in lieve calo (1/5 °C in pianura e bassa collina; 0/5 °C tra 500 e 1000 metri; -3/0 °C tra 1000 e 1500 metri). Massime in aumento (11/14 °C in pianura e bassa collina; 7/11 °C tra 500 e 1000 metri; 4/8 °C tra 1000 e 1500 metri). Zero gradi tra 2000 e 2500 metri nelle ore centrali.