Ecco
una sintesi di quanto è stato detto all’incontro di ieri in provincia con Arpa
e ditta:
1)
Si concorda che il sottoprodotto
“lignina” non sia la causa di emissioni fastidiose, percepibili esternamente,
così come le altre sezioni d’impianto quali idrolisi, fermentazione e
distillazione.
2)
impianto di depurazione.
L’
odore avvertito è quello tipico degli impianti di depurazione, nell’area delle
vasche di ossidazione del trattamento aerobico.
Si può
quindi formulare l’ipotesi che a causa di un momentaneo by-pass dei reattori
anaerobici, dovuto al fuori servizio della pompa di alimentazione, il carico
organico del refluo fosse eccessivamente oneroso per il consorzio batterico
aerobico, che non ha trovato sufficiente ossigenazione per una buona
ossidazione.
I
valori di ossigeno disciolto rilevati dalle sonde, erano effettivamente
inferiori alla quantità ottimale per l’ossidazione.
I
valori di H2S (idrogeno solforato, dal caratteristico odore di uova marce e
responsabile dell’odore) sono saliti per alcuni giorni,
per poi ridiscendere
gradualmente fino ad oggi, dove le rilevazioni di H2S indicano in tutti i punti
dell’impianto di trattamento acque, valori pari a zero ad eccezione di un
punto, in cui sono compresi nell’intervallo 1-3 mg/m3.
La ditta, sulla base delle
indicazioni di Arpa, Provincia e Comune ha precauzionalmente interrotto il
flusso di refluo afferente all’impianto di depurazione a partire da domenica
scorsa.
I
reattori anaerobici saranno rimessi in servizio nei prossimi giorni (pare fine
prossima settimana), in seguito alla riparazione della pompa e riprenderà il
normale ciclo di trattamento completo.
L’acqua
ora presente nelle vasche aerobiche, verrà ricircolata all’anaerobico, in modo
tale da rimuovere il carico organico ancora presente, per poi riprendere il
ciclo che porta alla depurazione ottimale.
Naturalmente
il processo per riportare l’anaerobiosi in condizioni standard, richiederà circa
7-10 gg.
Nel
caso particolare dell’impianto di depurazione, l’impianto è stato progettato
seguendo le indicazioni di specialisti del settore. La gestione operativa di
questi anni ha mostrato come, nell’ottica di un continuo miglioramento
dell’intero processo, si debbano valutare ipotesi di interventi di modifica,
per l’ottimizzazione delle prestazioni degli impianti.
Si sta ipotizzando infatti,
l’installazione su una vasca, per ridurre gli impatti di casi analoghi a
questo, di un sistema di spruzzatori di acqua fredda, sulla superficie del
liquido che abbatta schiume e sostanze in fase aerodispersa.
Nei prossimi giorni la Provincia
richiederà alla ditta una serie di integrazioni alla documentazione sinora
presentata:
-Valutazione comparativa delle situazioni
createsi con contestualizzazione del contorno
-Analisi delle componenti in ingresso
-Relazione prima del riavvio
dell’impianto .
Posso riferire della volontà
collaborativa dei vertici aziendali per cui sono cautamente soddisfatto
dell’incontro.
Di certo, grazie soprattutto a
Provincia e Arpa che seguono l’impianto con cognizione di causa assolutamente
superiore a quella del Comune che interviene dal punto di vista
urbanistico, si sta monitorando
attentamente tutto quanto accade nell’impianto per la tutela della salute dei
cittadini e dei lavoratori.
Non mi-ci resta che attendere il
riavvio dell’impianto per la “prova del nove”: allora valuteremo gli effetti e,
se del caso, si prenderanno nuovi provvedimenti.
Sembrano le stesse soluzioni proposte (e attuate?) dalla CH4. Nel caso i risultati non saranno diversi.
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