domenica 7 giugno 2015

RISPETTARE I ROM NON VUOL DIRE TOLLERARE TUTTO, DA UN ARTICOLO DI PIERO OSTELLINO SU IL GIORNALE....CON QUALCHE COMMENTO DEI LETTORI, BY D'ANGELO

L'Europa ci chiede da anni di chiudere i campi ROM e noi imperterriti continuiamo a crearne sempre di nuovi. E a mantenere le clientele di sempre. Sinistra e Destra, non escluso il Centro.

Rispettare i rom non vuol dire tollerare tutto. Non è una forma di rispetto per i rom lasciare che si comportino come non ci fossero altri modi di vivere se non i loro

Piero Ostellino ("Il Giornale")

Dalla bella trasmissione televisiva di Paolo Del Debbio apprendo che il ministero delle Pari Opportunità ha bandito dal nostro vocabolario la parola «zingari». Non la si può usare, tanto meno in una trasmissione pubblica. È un tipico caso di stupidità burocratica. Quando si incomincia col proibire l'uso di certe parole, la strada che conduce alla morte della libertà si sa bene dove arrivi: a un danno non solo per chi si ritiene di proteggere in nome di una falsa idea di politicamente corretto, ma per chiunque altro viva in un Paese siffatto.

La parola è bandita perché è ritenuta una brutta parola o, meglio, perché sarebbe l'espressione che definisce un modo di vivere profondamente diverso da quello comune. Ma il ministero delle Pari Opportunità, tanto sensibile alla parola, è del tutto insensibile e non fa nulla per facilitare l'integrazione degli zingari, o rom che siano, incominciando, ad esempio, col costringerli a mandare i figli a scuola invece di consentire loro di addestrarli a borseggiare i viaggiatori della metropolitana.

Non credo sia una forma di rispetto per i rom lasciare che essi si comportino da noi come non conoscessero, o come non ci fossero, altre leggi e altri modi di vivere se non i loro. L'integrazione dei rom, o zingari che dir si voglia, è diventato un problema perché la «Repubblica fondata sul lavoro» tollera o, addirittura facilita, che ci siano immigrati che non lavorano, che vivono a spese della collettività che li ha accolti, che continuano a comportarsi secondo regole e costumi loro propri.

Un Paese normale, che si rispetti, che voglia essere rispettato, e non sia prigioniero dei propri pregiudizi, per quanto nobili essi gli sembrino, dovrebbe dire chiaramente a chi vuol venire da noi quali sono le nostre leggi e quali i nostri costumi e che se vuole vivere in Italia si deve adeguare agli uni (i costumi) e rispettare le altre (le leggi). Chi non si adegua, lo si rispedisce al proprio Paese di origine o dal quale proviene.

Fa parte della cultura nomade degli zingari avere e coltivare propri modi di vita che non sempre, o quasi mai, coincidono con quelli dei Paesi dove si insediano. Un conto è rispettare quei modi di vita e non imporre forme di integrazione che li contraddicano apertamente; un altro è illudersi che chiunque arrivi da noi, da qualunque parte arrivi, si adegui ai primi e rispetti le seconde senza manco conoscerle.

 Da noi, rubare è un crimine e, in quanto tale, è perseguito, indipendentemente dall'etnia cui appartiene chi ruba. Chi lo fa è fuori dalla nostra legge e, in quanto tale, è fuori dalla convivenza comune a tutti i cittadini italiani.

Punto. Il resto sono chiacchiere buoniste o, peggio, è l'alibi col quale si

legittima la speculazione di interessi economici e finanziari sui quali campa troppa gente, a partire da quegli scafisti che imbarcano gli immigrati e poi li abbandonano in mare in modo che la nostra Marina militare li salvi e il nostro ordinamento giuridico sia costretto a ospitarli come rifugiati. È inaccettabile consentire a chiunque arrivi di comportarsi come crede in spregio ai costumi diffusi e in violazione delle leggi.

Così com'è inaccettabile che lo Stato sia complice dei malfattori o degli speculatori che sull'immigrazione si arricchiscono. È vergognoso, uno dei tanti danni che la sinistra ha fatto al Paese e a chi ci lavora e ci vive onestamente come tanti fra gli stessi immigrati.

Commenti dal Web

ma sono poveri cristi anche se hanno 20 auto di grossa cilidrata e hanno monili d'oro, non vedete come si vestono ? lasciateli che si integrino quando lo saranno avranno ville a Capri a Cortina ecc è ancora presto lasciateli integrarsi.

Per una volta mi trovo d'accordo con il commentatore. Il rispetto delle minoranze passa dal riconoscimento reciproco, cioè se vogliono rispetto lo devono dare. Peccato che Ostelluno dia la colpa alla sinistra di tutto. Capisco che i suoi lettori non leggerebbero neppure il pezzo se non lo chiudesse così. Ma tanto per spiegarci, quale politica illuminante ha portato avanti la destra italiana per ovviare a questo problema? Su un piano di realtà, non con gli slogan. Ricordo che alemanno apri campi rom a roma. Quelle erano buone scelte?

Sig. Ostellino, a volte non condivido le sue posizioni in materia di economia e politica, ma rispetto e condivido il fatto essenziale, che alla fine della fiera per essere tutti uguali di fronte alla legge ed ai doveri di comportamento civico bisogna sopratutto VOLERE l'integrazione nel tessuto sociale. l'abbandono di queste comunita a se stesse cosi come il proliferare di " centri sociali" ( sic) dove solo i lazzaroni e disadattati rimangono e vivono, lascia intendere che questa classe politica e' solo composta da imbecilli incompetenti e ipocriti. Resta solo da sperare che la reaZione a tale situazione non coinvolga chi non potra' difendersi.

E' ora di finirla con questi zingari. Non hanno nessuna intenzione di integrarsi e rispettare alcun tipo di regola. Sono parassiti della cui cultura possiamo fare volentieri a meno. Imperativo buttarli fuori dall'Italia insieme ai loro protettori.

Vorrei sentire i falsi buonisti di sinistra spiegare anche ai loro utili idioti di elettori in quale paese al mondo gli zingari vengono mantenuti a carico della collettività.

Io credo che, innanzitutto, si dia il giusto significato alla parola nomade. Il nomade é una persona che é continuamente in movimento; i "nostri" nomadi abitano stabilmente nei loro tuguri da decenni e nessuno prende in considerazione di metterli in movimento; magari verso altri paesi!! Vivo in Francia e lo schifo italiano dei campi nomadi non esiste; esistono invece degli spazi attrezzati che sono occupati solo per poco tempo.

Il grosso problema è che,da sempre, loro, in Italia, hanno sempre fatto quello che hanno voluto e nessuno li ha mai contrastati! Ora, forse è troppo tardi per vietargli quello che hanno sempre fatto senza problemi! Ovviamente,si rischia una rivolta!

Purtroppo lo stato dei dintorni di Roma (e non sara' solo per zingari e nomadi) e' talmente degradato che ulteriore tolleranza non e' possibile. Ci sono questioni ormai conclamate di ordine pubblico, sicurezza sanitaria ed altro che sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Non ci abito, ma posso muovermi sapendo cosa guardare e dove sono. Non so come si possa tollerare ulteriore degrado. Marino e' ottimista, ma uno come lui lo e' sempre perche' e' politicamente ben coperto! Fin qui!

Non è complicato. L'integrazione deve essere imposta e obbligata a tutti gli immigrati, comunitari o extracomunitari, e non viceversa. Altrimenti ci facciamo male da soli. Ma i nostri rappresentanti che siedono negli scanni parlamentari sono così idioti da non capire questo concetto elementare? Mi vien da credere che sono proprio degli idioti incapaci. Ditemi se questo pensare è da razzisti.

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