TEST SU ANIMALI, LA COMMISSIONE EUROPEA DICE "NO" ALL'INIZIATIVA "STOPVIVISECTION"
La Commissione europea risponde all'iniziativa dei cittadini 'Stop Vivisection' - che ha raccolto circa 1.200.000 firme - illustrando le azioni che intendere compiere, tra cui -annuncia -una conferenza per il 2016 sull'applicazione dei metodi alternativi. Pur condividendo l'obiettivo dell'abolizione della sperimentazione animale, la Commissione rifiuta l'approccio proposto. "L'iniziativa 'Stop Vivisection' giunge in un momento di transizione, in cui grazie ai grandi progressi tecnologici l'Europa sta riducendo l'uso della sperimentazione animale", ha dichiarato Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitivita', che spiega: "I tempi pero' non sono ancora maturi per vietarla totalmente e si correrebbe il rischio di far migrare la ricerca biomedica fuori dai nostri confini". Karmenu Vella, Commissario responsabile per l'Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, ha aggiunto: "Il fine ultimo della legislazione dell'Ue e' l'abolizione graduale della sperimentazione suglianimali. In risposta all'iniziativa dei cittadini, la Commissione europea sta intraprendendo una serie di azioni per far si' che l'uso di metodi alternativi trovi rapida diffusione". A conclusione dei lavori della Conferenza programmata per il 2016, che permettera' il confronto tra la comunita' scientifica e i portatori di interesse, sara' presentata una relazione sullo stato d'avanzamento delle iniziative intraprese.
Nella nota diffusa oggi, la Commissione conferma di essere convinta della necessita' di abolire la sperimentazione animale. Osserva poi che questo e' l'obiettivo principale della normativa dell'Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (Direttiva 2010/63/UE), che l'iniziativa chiede di abrogare; la Commissione considera invece la direttiva lo strumento legislativo giusto per realizzare gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa e non ne proporra' quindi l'abrogazione, poiche' e' necessaria per garantire un livello elevato di tutela degli animali utilizzati nella ricerca, verra' riesaminata quando il tempo trascorso dall'entrata in vigore sara' stato sufficiente per valutarne l'efficacia. Sempre secondo la nota, nell'ultimo decennio il progresso tecnologico ha rivoluzionato la ricerca biomedica e ha permesso di compiere grandi passi avanti nello sviluppo di metodi alternativi. Le conoscenze oggi possedute non consentono tuttavia di rinunciare completamente ai modelli animali, che restano in molti ambiti irrinunciabili. È urgente quindi, prosegue il Comunicato, favorire la sostituzione, la riduzione e il perfezionamento della sperimentazione attraverso la condivisione delle conoscenze, per far avanzare la salvaguardia della salute umana.
Il documento ricorda che tra il 2007 e il 2013 sono stati assegnati alla ricerca su matoedi alternativi, sia per la cosmetica che per la medicina, 250 milioni di euro.
"SALVIAMO LA FORESTALE": PRONTI ANCHE A FARE IL REFERENDUM
In audizione ialla Camera promotori della petizione
La petizione 'Salviamo la forestale' arriva alla Camera con l'audizione in Commissione Affari Costituzionali nell'ambito dell'esame del disegno di legge, approvato dal Senato, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. "Abbiamo raccolto decine di migliaia di firme. Continueremo a raccoglierle e qualora il disegno di legge 3098 diventasse legge dello Stato avvieremo tutte quelle attività che la Costituzione ci mette a disposizione a partire dal ricorso in Corte costituzionale fino al referendum abrogativo", ha detto il coordinatore della campagna contro la soppressione del Corpo forestale dello Stato, Raffaele Seggioli.
ITALIA. IL 20 % DELLE FAMIGLIE SCEGLIE PRODOTTI BIOLOGICI
Lo sostiene l'indagine presentata oggi da Assobio
Il 20% delle famiglie sceglie il bio. Sono 18,4 milioni le famiglie italiane che acquistano prodotti biologici: 3,2 milioni (+14,8% rispetto all'anno precedente) sono clienti abituali e comprano bio tutte le settimane; 3,2 milioni (+8,4%) una volta al mese e 12 milioni ogni 3 mesi. I consumatori più attivi, prevalentemente donne, hanno tra i 25 e i 44 anni e fra i 55 e i 64 anni. Questo il quadro tracciato dalla ricerca Nielsen 'L'alimentare e il biologico in Italia' commissionata da Assobio, l'associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici parte di FederBio, e presentata al Parco della Biodiversità, l'area tematica di Expo realizzata da BolognaFiere e dedicata all'agricoltura biologica e all'agrobiodiversità. Nonostante le contrazioni dei consumi degli anni passati, il biologico è un comparto che ha fatto registrare una crescita a doppia cifra negli ultimi dieci anni per arrivare a essere un settore che vale 2,5 miliardi con una crescita del fatturato del 16% nei primi 4 mesi del 2015 e del 12% nel 2014. Le 'top five' del biologico per fatturato sono uova, confetture e spalmabili a base di frutta, panetti croccanti, bevande di riso, mandorla e riso, pasta di semola integrale/farro/kamut. A livello territoriale, poi, si registra una crescita del 30% al Sud (+16% al Centro, +15% al Nord Est e +13% al Nord Ovest).
"La qualità degli alimenti è un fattore chiave che porta il 20% delle famiglie italiane a scegliere prodotti biologici sia nella grande distribuzione che nei negozi e nei supermercati specializzati. Molte famiglie ricercano sicurezza alimentare, molti consumatori richiedono il bio perché guidati da esperti o per una questione di intolleranze e allergie alimentari, molti altri compiono una scelta consapevole anche per tutelare l'ambiente, la biodiversità, il lavoro degli agricoltori", sottolinea il presidente di Assobio, Roberto Zanoni. Assobio presenta anche il libro bilingue 'Biologico, la parola alla scienza/What science says about organics' curato da Roberto Pinton con una selezione di oltre 70 ricerche pubblicate da una trentina delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, da Science al British Medical Journal, da Pediatrics a Environmental Health Perspectives, sugli aspetti nutrizionali, sull'impatto dei pesticidi sulla salute, su micotossine e contaminanti organici, su biodiversità e ambiente. "Vogliamo evidenziare come il bio faccia bene all'uomo, all'ambiente e al Pianeta e sia una risposta davvero concreta al tema 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita'", spiega Zanoni.
VERONA, SCENDE DALL'AUTO PER SOCCORRERE LA LEPRE: TRAVOLTO
Mercoledì, 03 Giugno 2015
Ha perso la vita un imprenditore di Nogara
Un imprenditore 74enne di Nogara (Verona), Sandro Giovanni Romanato, e' morto dopo essere stato investito da un'auto a Pellegrina di Isola della Scala (Verona). L'incidente e' avvenuto ieri sera a tarda ora; dopo avere investito una lepre, l'uomo e' sceso dall'auto per soccorrere l'animale ed e' stato travolto da una 22enne che con la sua auto ha centrato la portiera aperta della Mercedes dell'anziano, che e' stato colpito in pieno. L'uomo e' morto dopo il ricovero all'ospedale a Verona.
TANZANIA OLTRE 65.000 ELEFANTI MORTI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI
I porti del Paese al centro del traffico d'avorio
Gli elefanti in Tanzania sono diminuiti del sessanta per cento in meno in cinque anni. Questa la tragica realtà, raccontata in cifre dal governo, che fa gridare alla catastrofe le associazioni ambientaliste e conservazioniste. Il forte calo del numero dei pachidermi elefanti in Tanzania è dovuto probabilmente ai bracconieri a caccia di zanne d'avorio da rivendere nei mercati asiatici, soprattutto in Cina. Un vero e proprio genocidio. Di seguito i dati sconcertanti offerti dal governo: negli ultimi cinque anni, sono morti ben 65.721 pachidermi. Il che, cifre alla mano, significa che in Tanzania gli elefanti sono passati dai 109.051 del 2009 ai 43.330 del 2014. Al centro di questa moria c'è, appunto, il commercio illegale dell'avorio, attività fiorente, purtroppo, proprio in due porti della Tanzania, cioè Dar-Es-Salaam e Zanzibar. Secondo un'associazione conservazionista, dal 2009 a oggi, circa 49 tonnellate di avorio sono transitati dalla Tanzania all'Asia.
In tutto il Paese, dunque, è emergenza elefanti. L'unica oasi di pace per i pachidermi sembra essere il famoso parco del Serengheti dove la comunità dei pachidermi, anche grazie al turismo, è ben difesa dai rangers ed è aumentata, raddoppiando di numero (da 3.086 a 6.087). Preoccupa e tanto la situazione nell'ecosistema del Ruaha-Runga dove le cifre sono da sterminio: nel 2009 gli elefanti erano 34.664, l'anno scorso ne sono stati censiti appena 8.272. Tutte le associazioni ambientaliste chiedono al governo di attivarsi, di mandare più uomini e controlli. Il governo ha promesso che provvederà.
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