venerdì 13 marzo 2026

AI LETTORI DEL BLOG: QUI NON SI FA AUTOPROMOZIONE, MA SI PRUOMOVONO EVENTI DEL TERRITORIO, SCRITTORI E AUTORI DEL TERRITORIO


CARI LETTORI, SONO STATO ACCUSATO IN UN COMMENTO APPARSO SOTTO IL POST DEDICATO AL LIBRO DI PAOLO TANCREDI ARLOTTA  DI FARE AUTO PROMOZIONE.  

COMMENTO ANONIMO POI COME AL SOLITO.

COME FAREI A FARE AUTOPROMOZIONE SE IL BLOG E' MIO?  DECIDO VOLTA PER VOLTA COSA PROMUOVERE  , GLI EVENTI DA PUBBLICIZZARE, I LIBRI E I FILMS DA SEGNALARE.

IL COMMENTO  VE LO PROPONGO QUI SOTTO PER CHI NON L'HA LETTO,  POI C'E' UNA RISPOSTA CHE HO CHIESTO AD UN

AMICO DI SCRIVERE.....

SAREBBERO AUTOPROMOZIONI ANCHE I POST IN CUI PROPONGO INIZIATIVE POLITICHE  COME  LE SERATE SUL NO O SUL SI O GLI EVENTI DI ANPI O BIBLIOTECA DI SALUGGIA E DI CRESCENTINO.......?  CHIEDO COSI' TANTO PER CHIARIRE CHE LE MARCHETTE SI FANNO MA NON QUI.


ECCO IL COMMENTO  DICIAMO INESATTO O MEGLIO BUGIARDO.

ricordiamo al blogger che se uno fa autopromozione deve dichiararlo grazie

ED ECCO LA RISPOSTA, 


 Caro Blogger, conosco molto bene Paolo e credo che il commento anonimo comparso sotto questo articolo meriti una risposta, non tanto per il suo contenuto – che è piuttosto povero – ma per ciò che rappresenta.

 
Quando su questo blog vengono presentati autori o artisti crescentinesi che fanno qualcosa di interessante, la cosa più naturale sarebbe leggere commenti curiosi, critici nel merito o semplicemente rispettosi. Non è sempre necessario essere d’accordo con ciò che qualcuno scrive o realizza: il confronto è legittimo, anzi è spesso utile. Ma il confronto richiede una condizione minima: la qualità dell’argomento e la responsabilità delle proprie parole.
 
Il commento apparso qui, invece, non possiede né l’una né l’altra.
 
Non contiene una critica vera al libro (scritto in lingua inglese), non entra nel merito delle idee espresse dall’autore, non discute i temi trattati né prova a confutarli. Si limita a insinuazioni e a un tono che tradisce qualcosa di molto più semplice e molto più comune: rancore e invidia, due sentimenti che raramente generano pensiero e quasi sempre producono solo rumore.
 
Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale sa che scrivere un libro – qualunque libro – richiede tempo, disciplina, esposizione personale e la disponibilità ad accettare giudizi. Si può apprezzarlo oppure no, ma liquidarlo con poche righe cariche di astio non è una critica: è semplicemente un riflesso di frustrazione.
 
C’è poi un altro elemento che non può passare inosservato: l’anonimato.
 
L’anonimato, quando si usa per colpire qualcuno, è quasi sempre il segno più evidente della debolezza di chi scrive. Chi è sicuro delle proprie idee non ha bisogno di nascondersi. Chi ha argomenti solidi li espone con il proprio nome, assumendosi la responsabilità di ciò che dice.
 
Scrivere nell’ombra per lanciare insinuazioni è invece un gesto che racconta molto bene il livello di chi lo compie: una forma di povertà morale prima ancora che intellettuale.
 
Se qualcuno desidera muovere una critica seria, è sempre benvenuto. Le idee possono essere discusse, contestate, perfino demolite, ma questo richiede coraggio, chiarezza e rispetto.
 
Tutto il resto – commenti anonimi, allusioni, sarcasmi vuoti – non è critica culturale. È soltanto il rumore di fondo prodotto da chi preferisce restare nascosto mentre qualcun altro, nel bene o nel male, fa qualcosa e ci mette la faccia. Ed è proprio questa, alla fine, la differenza più semplice da capire. Da una parte c’è chi prova a costruire qualcosa – scrivere, creare, lavorare, esporsi.Dall’altra c’è chi, nell’ombra, si limita a commentare con acredine.
 
Vale forse la pena affrontare anche la questione della presunta “autopromozione”, evocata con un certo zelo nel commento anonimo.
 
L’autore vive stabilmente all’estero da circa quindici anni, prima in Australia e oggi a Bali, dove lavora e conduce la propria vita professionale. Non opera in Italia, non costruisce qui il proprio mercato e non è inserito nei meccanismi economici o fiscali del nostro Paese. Pensare che la menzione di un libro su un blog locale possa rappresentare una forma significativa di promozione commerciale richiede una certa elasticità dell’immaginazione.
 
Molto più semplicemente (e mi scuso se ripeto), questo blog ha fatto ciò che ha fatto molte altre volte: segnalare il percorso di una persona originaria di Crescentino che ha costruito altrove una parte della propria vita. È accaduto con artisti, professionisti, musicisti e autori, senza che nessuno sentisse il bisogno di evocare sospetti o dietrologie.
 
Curiosamente, quando una storia viene raccontata con serenità, c’è sempre qualcuno che prova a leggerla attraverso la lente del sospetto. È un esercizio piuttosto rivelatore: spesso non illumina l’oggetto della critica, ma il modo di guardare di chi critica.
 
E in questo caso il dettaglio più significativo resta forse un altro: chi ha sollevato la questione lo ha fatto scegliendo con cura di non firmarsi. Una scelta legittima, naturalmente. Ma anche una scelta che, da sola, chiarisce il peso specifico di certe accuse molto più di quanto potrebbero fare lunghe spiegazioni. Perché chi ha davvero qualcosa da dire, di solito, non ha bisogno di strisciare dicendolo da dietro una porta chiusa.
 
Pietro Angelo Bianco
 

1 commento:

  1. è semplicemente un riflesso di frustrazione oppure un altro tipo di riflesso ma siamo fini in questo blog e mi astengo

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