Buongiorno.
Mi presento.
Sono Mario Garbarino, ho quasi settant’anni. Mi sono Laureato in fisica a Torino nel
lontano 1977 (non ancora 23enne) con una tesi sperimentale su un Whole Body
Counter (misuratore della radioattività presente nel corpo) svolta presso l’impianto
CNEN IFEC (Impianto Fabbricazione Elementi di Combustibile) che si trovava nel
comprensorio SORIN.
Per tutto il 1978 ho frequentato il IV Corso di Cultura in Fisica Sanitaria presso la
Facoltà di Fisica dell’Università di Pisa.
Fino a novembre 1979 sono stato assistente dell’Esperto qualificato di SORIN
(l’Esperto qualificato - che da un paio d’anni si chiama Esperto di Radioprotezione - è
lo specialista che possiede le cognizioni, le competenze e l'esperienza necessarie a
garantire con efficacia la sorveglianza fisica (radioprotezione) dei lavoratori, della
popolazione e dell’ambiente contro i rischi derivanti dall'impiego di radiazioni
ionizzanti).
Dopo la parentesi del servizio militare (durante il quale sono comunque riuscito a
superare l’esame - non del tutto banale - per essere iscritto nell’Elenco nominativo
degli Esperti qualificati, con l’abilitazione di grado II).
Nel 1981 sono stato assunto presso il Centro di Radioprotezione della FIAT Servizi
per l’Industria. Nel 1985 ho conseguito l’abilitazione di Eq di grado III. Nel 1997 sono
diventato responsabile del Centro, che ho portato alla certificazione ISO alla vigilia
del 2000 (prima società di servizi certificata in Italia da DNV).
Il Centro di Radioprotezione si configurava come Istituto Autorizzato (figura giuridica
non più prevista dalla vigente legislazione in materia) e “vendeva” il servizio di
Radioprotezione a clienti interni al gruppo FIAT e ad enti esterni.
Per 25 anni ho visto, controllato, valutato e progettato di tutto; dalle medicine
nucleari, agli acceleratori lineari e “bombe” al cobalto per radioterapia,
all’acceleratore lineare allora più potente del mondo, utilizzato per radiografare I
booster del razzo Ariane IV, ai ciclotroni per la produzione di fluoro 18, alla
decontaminazione di celle calde interessate da un evento incidentale, ai misuratori
di livello della ghisa nei cubilotti dello Stabilimento Teksid di Crescentino, che
utilizzavano sorgenti di cobalto 60, ai misuratori di livello dell’acqua nelle bottiglie di
un noto produttore, che utilizzavano sorgenti di iodio 125, alle cabine a raggi X per la
radiografie delle valvole nello stabilimenti Ferrari corse a …
Importante, ovviamente, l’assistenza prestata al Deposito di Elementi di
Combustibile Irraggiato Avogadro di Saluggia: dalle ultime fasi di decommissioning
del reattore, al ricevimento di tutti gli elementi provenienti dalle Centrali di Trino e
del Garigliano, alla spedizione degli stessi in Francia e in Inghilterra, alle operazioni di
ripristino a seguito di eventi alluvionali a ...
Probabilmente SOGIN ha apprezzato il mio lavoro presso Avogadro e, negli ultimi
mesi del 2004 mi ha proposto di cambiare casacca. Ho accettato e, dal 1° gennaio
2005 sono diventato Esperto qualificato di EUREX (da settembre dell’anno seguente
sono anche diventato orgogliosamente crescentinese).
Gli anni dal 2005 al 2021 quando, purtroppo, ho raggiunto I limiti di età per il
pensionamento sono stati densi di avvenimenti a cui ho partecipato in prima
persona: tra l’altro, lo svuotamento accelerato della piscina, la progettazione e la
relizzazione del Nuovo Parco Serbatoi, in cui sono stati trasferiti I rifiuti liquidi ad alta
attività, la progettazione del nuovo Deposito per I rifiuti solidi, in cui sono stati trasferiti quelli sino ad allora alloggiati in un capannone che, francamente, era sulla
via dell’obsolescenza.
Il tutto sotto l’occhio vigile, critico e - vi assicuro - estremamente competente ed
inflessibile dell’autorità di controllo (ISIN).
Unico neo (grosso): la realizzazione del CEMEX (il cui progetto è un vero gioiello) non
è andata avanti, per ragioni indipendenti dalla volontà di noi tecnici.
Tutto ciò premesso, veniamo al Deposito Nazionale Unico (DNU)
1. E’ una infrastruttura indispensabile per la Nazione. Non tanto per l’immediato
perchè I depositi temporanei (ho citato quelli di Saluggia, ma vale per tutti gli
altri Siti) sono realizzati secondo gli standard strutturali ed impiantistici più
aggiornati e sono in grado di resistere per molti decenni. Quanto perchè prima o
poi francesi e inglesi si stancheranno di ospit
are I nostri “vetri” (manufatti chederivano dal riprocessamento degli elementi che abbiamo loro inviati) e ce li
rimanderanno indietro
2. Mi rattrista vedere Giornali, Organizzazioni ambientali e singoli politici (anche
quelli che hanno ricoperto cariche che avrebbero potuto consentire loro di
vedere da vicino la realtà) che postano la solita foto dei bidoni gialli arrugginiti
coi simboli rossi. NON ESISTONO! Il pubblico è portato o, forse, è forzato a
credere che il DUN sia una discarica, anzichè un’opera ingegneristica progettata
da team di esperti, sofisticatissima e che sarà affiancato da un Parco Tecnologico
di ricerca avanzata
3. Mi rattrista ed umilia leggere affermazioni del tipo “si gioca sulla pelle della
popolazione“ oppure “il vercellese ha già dato”. Nessuno (responsabili,
progettisti, esperti qualificati, operatori) ha mai giocato e mai giocherà sulla
pelle di nessuno). Nei nostri siti ci sono stati eventi esterni piuttosto severi
(alluvioni) che hanno avuto impatto nullo, a dimostrazione della validità delle
strutture, di sistemi di gestione e della professionalità dei coinvolti. Anche in
questo caso la popolazione è forzata a pensare che la presenza di un impianto
nucleare sia di per sè un pericolo immediato. Ovviamente, come per tutti gli
impianti industriali, possono intervenire situazioni incidentali. Il massimo
incidente credibile è analizzato e l’impianto è prrogettato in modo da ridurre
l’impatto a di sotto del limite di dose per la popolazione ovvero di ridurre il
rischio ad una quantità molto prossima allo zero.
4. Già, rischio. La percezione del rischio, nel caso del nucleare, è enfatizzata. Forse
perchè si pensa che una centrale o un impianto del ciclo, o un deposito possano
trasformarsi in Hiroshima.
Taglio corto.
1. Se il territorio di Trino non è idoneo (e se avesse continuato risultare non idoneo
anche a seguito del riesame che sarebbe seguito alla autocandidatura) non è
idoneo. Punto. Mi stupisce un po’ che non lo sia, visto che l’area di Leri era stata
indicata addirittura per la realizzazione di una seconda centrale di potenza.
2. Forse la colpa di tutta questa improvvisazione di soggetti formatori è colpa
nostra, intendo dei gestori del nucleare. Storicamente abbiamo fatto troppo
poca formazione e informazione, lasciando che si creasse l’impressione che fossimo una congrega di apprendisti stregoni, di setta segreta. E non abbiamo
mai chiesto la rettifica di notizie evidentemente false sul nostro operato.
Evidentemente la strategia di “Never complain, never explain” non sembra neppure
più essere adatta alla casa reale inglese. Figuriamoci se poteva essere opportuna per
il nucleare in Italia.
Mario Garbarino
Finalmente un intervento di una persona competente al di là delle demagogie degli ignoranti TriNo. Grazie dott. Garbarino.
RispondiEliminaDue domande x l’espertone perché bisogna farlo a Trino quando non è stato indicato dal “comitato di esperti “ poi vorrei sapere se nell’innondazione del 1994 e 2000 quanto abbiamo rischiato a Saluggia e come mai è ancora lì poi i bidoni gialli a me piacciono molto perché si capisce di che cosa stiamo parlando
RispondiEliminaEspertone/iNNondazione. Capito tutto.
EliminaD'altronde c'è anche un'altra parola che finisce in "one" che descrive perfettamente uno capace di scrivere un commento come il suo.
E non é genialone.
L’analisi in effetti tralascia i tragici eventi verificatisi a Saluggia durante l’alluvione. Strano che Lei non lo sappia
RispondiEliminaGrazie per la spiegazione scientifica, resta un problema di fondo. Può secondo lei un Sindaco, senza nessuna competenza specifica, autocandidare il suo comune ad ospitare il DUN senza un confronto con i colleghi dei comuni limitrofi. Perché il sito non rientrava tra i 50? La presenza di acqua di falda a circa 1 metro è effettivamente un problema? Sono convinto che in Italia le cose vengano fatte meglio che altrove quando vogliamo, ma la sensazione è che si stia prima cercando chi è disponibile ad ospitare il deposito...poi scientificamente si dimostrerà che è idoneo. Un progetto di tale impatto infine va reso pubblico e spiegato, ci sono regole chiare che non si possono cambiare con un Decreto Legge ad hoc per l'occasione. Siamo ancora una democrazia oppure è cambiato qualcosa e non siamo stati avvisati?
RispondiEliminaNo l’ho fatta prima io la rima non vale ci è subito arrivato..NO AL DEPOSITO NUCLEARE E W I BIDONI GIALLI dimenticavo
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