Sidney, 1960. Una madre con i suoi due figli Andy e Jimmy fugge da un marito violento e alcolista e raggiunge le coste della Western Australia. Dodici anni dopo i due fratelli hanno l'idea di realizzare in proprio dei surf. Dovranno superare numerose difficoltà per far sì che la loro passione si trasformi in un'attività remunerativa senza perdere nulla della spinta iniziale.
Quando il cinema scoprì il Cinemascope gli studios non chiedevano agli sceneggiatori storie complesse ma pretendevano che venissero contestualizzate in ampi spazi. I film dovevano utilizzare tutte le potenzialità del nuovo formato ed era questo ciò che contava. Drift rispetta questa ormai antica regola e sfrutta al massimo la spettacolarità delle riprese in acqua. La macchina da presa non si limita ad osservare i surfers da distanze più o meno ravvicinate ma entra direttamente con loro dentro le onde che si arrotolano su se stesse offrendo allo spettatore prospettive inedite. La storia 'vera' non manca. I due fratelli crearono realmente la Kelly Brothers Surf Gear in un'epoca (gli Anni Settanta) che sembrava disponibile per ogni sperimentazione. Anche sul piano dei sentimenti, visto che il fotografo itinerante JB non oppone praticamente resistenza al fatto che la bella Lani sia più interessata ai due Kelly piuttosto che a lui con cui giunge sulle coste di Margaret River. Tutto però viene risolto con il classico confronto tra i 'buoni' (anche se con qualche cedimento di Jimmy) e i 'cattivi' (i malviventi di turno o il funzionario di banca che non aiuta l'imprenditorialità). Con, in aggiunta, una mamma sempre impegnata con la macchina per cucire. Il prologo in bianco e nero e la scelta di farlo virare nel colore al momento giusto offrono un buon aggancio all'attenzione dello spettatore. Il resto lo fanno le onde dell'oceano. Per gli appassionati del surf Drift è un film da non perdere.
RECENSIONE DA WWW.MYMOVIES.IT
IL PARERE DEL BLOGGER: Tratto da una storia vera ed ambientato in Australia negli anni 70, Drift e' un film sul surf, ma a differenza di Un mercoledi' da leoni o di Lord of Dogtown, esplora il il lato businnes e di come durante gli anni 70 il surf diventa un fattore di investimenti in grande scala. Le scene sportive sono meravigliosamente girate, il resto del film e' troppo didascalico per risultare interessante, ma merita vederlo sul grande schermo proprio per le evoluzioni sulle tavole.
Mauro Novo
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