giovedì 2 settembre 2010

UN LIBRO PER VOI

Le giornate si accorciano un pochino, l'estate ha perso il suo caldo furore e scivola pian piano nel dolce autunno, le vacanze sono finite e in queste sere magari ancora tranquille, c'è un posticino del vostro tempo da dedicare ad un libro, quei momenti in cui, siete voi, soli, con un romanzo e la mente comincia a vagare,  e a convivere con i personaggi del volume che state leggendo.

Comincia con questo post uno spazio dedicato ai libri, non recensioni, ma piccoli consigli di lettura, non necessariamente di libri nuovi,  magari se ne avrete voglia, qualcuno di questi libri li leggerete e potrà nascere una piccola e sana discussione.

Quest'oggi vi parlo di Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi, uno dei casi letterari dell'estate 2010, vincitore del Premio Strega e bestseller da settimane.

Vi confesso che all'inizio non mi piaceva e addirittura mi chiedevo se il libro non potesse essere tacciato di apologia di fascismo, ma poi.....poco per volta, lasciando da parte la mia furia antifascista mi sono lasciato avvolgere dalla storia, ma soprattutto dai personaggi, descritti in una maniera straordinaria.

Pennacchi ha uno stile di scrittura molto elementare, in questo libro poi, dialetto rovigotto/ferrarese e italiano fanno spesso a pugni, dando colore e sapore al volume.

Qualcuno di voi conosce la genesi e la trama del libro,  in poche parole, una grande famiglia di agricoltori della bassa padana, tra Veneto e Emilia, nei primi anni 30, sono costretti dalla fame e dalla rovina economica causata dalla crisi e dall'avidità dei loro proprietari terrieri , ad affrontare l'avventura che almeno 30000 persone furono costrette a fare: trasferirsi in Agro Pontino, nel Basso Lazio, dove il regime fascista stava bonificando le famose paludi e fondando nuove città, come Latina o Pomezia .

Una grande famiglia contadina, con tanti figli e nipoti, i due figli piu' grandi, convinti fascisti, hanno, per meriti (ai nostri occhi...demeriti), molto ascolto a Roma, nelle stanze fatali abitate dal Duce, che conoscono di persona, quindi viene a loro concesso di partire e di avere un podere da mandare avanti in quelle terre a loro totalmente sconosciute.

Il libro è una vera e propria saga, con dei personaggi indimenticabili, la cui saggezza contadina vi rimarrà impressa,  attraverso la storia dei Peruzzi, c'è tutta la storia dell'Italia di quel periodo, dalle conquiste sociali del fascismo, l'avventura coloniale in Etiopia e il lento cadere nel disastro della seconda guerra mondiale.

In sottofondo, le vite , gli amori, le disgrazie e le gioie di questa congrega famigliare, in un affresco indimenticabile che vi colpirà al cuore e alla fine magari urlerete anche voi....MALADETI GLI ZORZI VILA.

L'autore, reduce dal successo del libro Il Fasciocomunista da cui fu tratto il film campione di incassi Mio fratello è figlio unico, è davvero figlio di immigrati in Agro Pontino dal Nord Italia.

Canale Mussolini
Antonio Pennacchi
Mondadori
euro 20    

Mauro Novo
mauroatlarge@aol.it

4 commenti:

  1. Buon libro e buon argomento, poco conosciuto.
    Pur con tutte le critiche del caso, una delle poche cose riuscite del fascismo.
    Meglio bonificare le paludi Pontine che irrorare di Iprite l'Etiopia. (unico Stato a farlo dopo la prima guerra mondiale, solo Saddam Hussein lo ha fatto in seguito.. italiani brava gente)
    Saluti
    Saint-Just

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  2. grazie mauro del suggerimento
    leggendo la tua trama penso possa piacermi


    saluti
    walter

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  3. difatti saint just, l'unica parte del libro che trovo criticabile, è quella che racconta della spedizione coloniale in Etiopia, in cui non ravvedo una condanna totale del comportamento italiano in quella terra, non si nasconde nulla, ma lo scrittore, facendo parlare i suoi personaggi, fa dire che ognuno aveva le proprie ragioni, tirando fuori la perfida Albione e via discorrendo
    il blogger

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  4. dalla perfida Albione: mi hai convinto Mauro, quando vengo giu' lo compro

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