Mauro buongiorno, mi chiamo Ignazio Maddaloni e faccio parte del comitato di igiene e salute pubblica, e seguo la parte est di Torino fino al Vercellese, seguo spesso il tuo blog poiché sono appassionato di trekking ed oggi voglio scriverti per rendere pubblico alla cittadinanza di Crescentino la nostra battaglia contro l’impianto di produzione bioetanolo.
Negli anni abbiamo spesso denunciato pratiche poco trasparenti di questo stabilimento, soprattutto legate al forno dove venivano bruciati materiali ignoti, la combustione di questi materiali e del legname è una grandissima fonte di inquinamento per tutto il vostro territorio. Il forno, oggi, sta operando al di fuori delle regole ambientali previste dalla provincia, ed opera con una deroga che gli permette di bruciare al 100% legname invece dei materiali consentiti in fase autorizzativa. Tale deroga provinciale, che dura da un anno, non si capisce a che titolo sia stata data, poiché non ha uno scopo ben preciso e nessun obiettivo.
Abbiamo scritto alla provincia di Vercelli per sapere cosa accadrà a fine anno alla scadenza di tale deroga e siamo in attesa di una risposta. Ci piacerebbe che la cittadinanza di Crescentino e le autorità locali siano coinvolte in questa tipologia di scelte, dato che, vanno ad impattare sulla salute delle persone.
Abbiamo inoltre denunciato all’ARPA Piemonte, la ridicola richiesta dello stabilimento Versalis, di ottenere un area agricola di 40.000 metri quadrati per trasformarla in area industriale. Tale area sorge a fianco ad un area residenziale, e la
pratica presentata da Versalis, che è pubblica e leggibile da tutta la cittadinanza, è stata palesemente adattata per abbassare i limiti di emissioni acustiche e presenta molte mancanze e lacune. Inoltre non capiamo come, si possa continuare a cementare verde pubblico e zone agricole, quando, a fianco di questo ecomostro, esiste un area industriale totalmente dismessa e recuperabile, già adibita a destinazione d’uso industriale.In conclusione, siamo molto stupiti che a livello locale nessuno parli del problema dello stabilimento di produzione di bioetanolo, ormai non produce più bioetanolo da anni, ma è stato trasformato in un forno per bruciare legna senza che nessuno lo sappia. Secondo noi la cittadinanza merita di sapere cosa succede nell’area industriale e quali decisioni verranno prese a livello ambientale. La politica locale, che ha autorizzato questo impianto, dovrebbe far sentire la propria voce per tutelare la salute dei propri cittadini, visto che ad oggi, per mezzo di una deroga provinciale, è consentito a questo stabilimento inquinare bruciando legname in barba all’autorizzazione ambientale integrata firmata anni fa.
Grazie Mauro per la pubblicazione di questa lettera.
IGNAZIO MADDALONI
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