Roberto Speranza, "l'Italia merita di meglio". Nel libro in piena pandemia, le parole di uno che ha sbagliato mestiere
Sentimentalismi
È un saggio dove, modestamente, l'autore «propone idee, valori, progetti», ma che a noi pare anche un documento imperdibile di letteratura romantica. Lui forse ha creduto di porsi soltanto sulla scia biografica del "giovane Marx", che però non fu mai ministro, o più probabilmente del "giovane Koba-Stalin", ma qui siamo davanti anche agli esperimenti giovanili di uno Shakespeare. Si immagini trasferito a teatro un dialogo come questo. Siamo in piena pandemia. Sono «ore difficilissime». Come Alessandro Magno prima della battaglia di Guagamela, 331 a.C., annota nel suo diario napoleonico il momento in
cui lascia la sua tenda al luogotenente, in questo caso Domenico Arcuri, detto Mimmo il Tenace. Roberto Speranza in quel momento sta per tornare al campo base,lasciando la casamatta al Commissario straordinario per l'emergenza. E qui trascriviamo senza sciupare una virgola, mandando a capo per non perdere i sussulti di poesia, l'arte delle pause, questa pagina di diario datata 14 marzo 2020. «Mentre lascio la sede della Protezione civile per tornare a lavorare al ministero, mi volto verso Federica e Massimo (gli attendenti, ndr), che mi stanno accompagnando. Mi colpisce un pensiero: non posso lasciare solo Domenico Arcuri. «Voi restate qui, per favore», dico ai miei collaboratori. «Ma tu come fai da solo?», protestano. «Poi vediamo. Intanto date una mano a Domenico» (pag. 126, da ritagliare e incorniciare se non fosse un sacrilegio rovinare un volume raro). Sublime, non trovate? Del resto tutto è un impegno civico, ma soprattutto una tremenda necessità spirituale. Impossibile trattenere la penna: «La forza dei tanti ricordi che si rincorrono nella mia mente è straripante», e infatti straripano. Come può non raccogliere in questa esondazione del grande fiume che è la sua mente questo frammento foscoliano? Racconta la gioia di tagliarsi i capelli alla riapertura dei barbieri: «Finalmente, posso anch' io tagliarmi i capelli. Era dai tempi del mio Erasmus a Copenaghen che non li avevo così lunghi, ma quella volta era stato per scelta». È molto bello immaginarselo capellone. E per fortuna non mancano simpatici flash-back sulle sue avventure giovanili. Del resto, si definisce «esponente della generazione Erasmus», proprio così "esponente", magari capogruppo o qualcosa del genere. Spiega i capisaldi di quella generazione, con enormi zaini, in tre arrivano a Parigi. Vanno a ritrovare al cimitero Jim Morrison e Oscar Wilde (segnatevi l'indirizzo: camposanto Père Lachaise). Lui però è già un europeista, e trascina i suoi sventurati compagni in pellegrinaggio alla sede del parlamento europeo a Bruxelles. Dopo di che si precipitano nel sud della Francia. «A Marsiglia, una notte, incappammo in un uomo con il coltello che voleva derubarci. Provai ad argomentare che non avevamo nulla e rapinarci era quindi assolutamente inutile: funzionò. Me la cavai dando all'aspirante ladro un pacco di biscotti». Speranza fa rilucere qui le sue doti di mediazione. Deve aver fregato così le Regioni nelle trattative sulla zona rossa, un biscottino e via.Esame di coscienza
Questa trattativa felicemente conclusa lo ha di sicuro sospinto ai vertici della Sinistra Giovanile, da cui è rimbalzato a 34 anni a capogruppo del Pd alla Camera nel 2013. Bisogna riconoscere che ha saputo dimettersi da questo posto di potere, finendo nel gruppuscolo separatista di Pierluigi Bersani, in Articolo 1, poi Leu: «Non era quella che si usa definire una mossa politica astuta. La coerenza, d'altra parte, spesso non coincide con l'astuzia». Ma un po' di presunzioncella gli è rimasta attaccata, questa superiorità morale, per cui è molto portato «all'esame di coscienza», ed esaminata la coscienza per lungo tempo si è creduto il miglior ministro della Salute dell'orfanotrofio. Per puro scrupolo offriamo alcuni diamanti pescati tra le pagine. Frasi che saranno presto patrimonio immateriale tutelato dall'Unesco. La vita interiore: «La vaga inquietudine che provo... si coagula in preoccupazione»; «La nube che mi pesa sulla mente si solleva». Il ruolo della donna: «Sandra Zampa, persona seria e leale ( UNA INSOPPORTABILE RADICAL CHIC SENZA CUORE N.D.R. ) ... mi impone di mangiare e bere quando non ho nemmeno il tempo di respirare»; «Nella mia stanza comparirà ogni giorno Silvia con tè e biscotti». Anatomia dei sentimenti: «Io penso anche a questo, ai nostri anziani»( DIFATTI NE SONO MORTI A MIGLIAIA N.D.R. ) ; «Non dimenticherò mai i medici cubani». Considerazioni di geopolitica: «Viviamo su un unico pianeta». Soprattutto, a pagina 142, la confessione definitiva: «Il Paese merita molto di più».
Fate pena! Un giorno noi tutti ringrazieremo Speranza.
RispondiEliminaRingrazieremo? Per averci messo agli arresti domiciliari? Per essere responsabile di non aver chiuso la bergamasca a tempo debito? Per aver ridotto in miseria negozianti ristoratori e baristi?
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