DOPO LE POLEMICHE DELLA SCORSA SETTIMANA SULL'ORIGINALITA' DI QUESTE LEZIONI, CHE RIBADIAMO GIRANO IN RETE MA SONO STATE MODIFICATE E RIMODULATE DA MAURIZIO D'ANGELO PER RENDERLE FRUIBILI DA TUTTI, ECCO LA NONA LEZIONE, SPERANDO CHE I CURIOSI CHE HANNO LETTO IN MASSA LA LEZIONE OTTO SI FACCIANO UNA CULTURA MUSICALE CON LA NONA......
9° LEZIONE:
Il ritmo
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I fenomeni naturali avvengono seguendo un determinato ritmo: il continuo alternarsi del giorno e della notte, delle maree, delle stagioni.
Ciò che differenzia il ritmo rispetto al tempo è che, mentre il tempo descrive il fluire degli eventi (ad esempio lo scorrere delle ore), il ritmo ne scandisce il ripetersi regolare (ogni
24 ore si ritorna all'ora di partenza).
Il ritmo è presente anche in poesia e nel nostro parlato quotidiano, con gli accenti delle parole. (P.S. Lo sapevate che uno dei linguaggi più veloci del mondo è quello dei francesi, in particolare il dialetto “argot” parigino?)
Ogni parola infatti è costituita da sillabe con accenti forti o deboli. Ad esempio la parola "Tàvolo" è composta di tre sillabe: la prima con un accento forte, la seconda e la terza con un accento debole (altrimenti si pronuncerebbe “Tavòlo”, come nella versione italiana delle comiche di Stanlio e Onlio, o “Tavolò”, alla francese). Nella parola “Pitòne” invece è la seconda sillaba ad avere un accento forte (altrimenti si pronuncerebbe “Pìtone” o “Pitonè”).
Se noi pronunciamo una serie di parole con lo stesso numero di sillabe e la stessa posizione degli accenti, creiamo un ritmo, la cui unità fondamentale è la parola. Per un approfondimento sul rapporto tra musica e linguaggio/grammatica, vedere le 5 lezioni sugli ACCORDI già pubblicate sul sito di MauroAtLarge.
Anche in musica, come nella pronuncia delle parole, si utilizzano accenti forti e deboli.
Il ritmo è quindi l'organizzazione ordinata dei suoni, secondo il succedersi di accenti forti e deboli.
I tipi di ritmo
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A seconda della diversa disposizione degli accenti si distinguono tre tipi di ritmo: "binario", "ternario", "quaternario".
Il ritmo binario è composto di un accento forte e di uno debole come nella parola "Méla".
L'esempio più tipico di ritmo binario lo si ha nella marcia.
Il ritmo ternario è composto di un accento forte e due deboli come nella parola "Càrdine".
L'esempio più tipico di ritmo ternario lo si ha nel valzer.
Il ritmo quaternario è composto di un accento forte e tre deboli come nella parola "Càpitano" (voce del verbo capitare).
L'esempio più tipico di ritmo quaternario lo si ha nel tango.
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