Torino, devastato
canile Enpa. Scoppia la guerra con i Rom
Marco Bravi: "Le
parole non servono più, ora ci vogliono i fatti". Il sindaco Fassino ha dato
ampia disponibilità per la sistemazione dei cani "orfani" della
struttura completamente distrutta. Animali terrorizzati. Cinque raid da
dicembre ad oggi
Roma, 21 maggio 2015 – «Prendo atto
delle parole con cui il sindaco Fassino tramite le agenzie stampa ha in queste
ore dato la sua disponibilità a provvedere immediatamente a trovare una sistemazione ai
cani “orfani” della struttura di via Germagnano ed a cercare risorse per
consentire ad Enpa di proseguire la sua attività in una nuova sede.
Attendiamo a breve atti
concreti, in assenza dei quali non siamo in grado di garantire per il futuro
una ripresa dell'attività a cui è diffusamente riconosciuta, come dimostrano le già centinaia di
attestazioni giunte nella sola giornata di oggi, un’altissima funzione
sociale», lo dichiara Marco Bravi, responsabile della Protezione
Animali torinese, nonché presidente del Consiglio Nazionale di Enpa.
«Giunti a questo punto le parole non bastano: servano fatti
concreti e servono subito – prosegue Bravi -. Di parole, di promesse, di
rassicurazione abbiamo sentite fin troppe ma queste non hanno impedito il
verificarsi di un attacco criminale che nella storia di Enpa non ha precedenti
e che ha privato della loro casa 70 cani, causando danni per 100 mila euro».
Il raid, d'altro canto,
non è giunto inaspettato ma rappresenta il prevedibile punto di
arrivo di una lunga serie di minacce, atti intimidatori, vere e proprie
aggressioni fisiche poste in essere dagli occupanti del campo nomadi adiacente
alla struttura, contro i volontari e gli operatori dell'Enpa. «Siamo
esasperati – aggiunge Bravi – le leggi del nostro Paese devono essere
rispettate da tutti, a prescindere dalle appartenenze etniche e culturali di
ciascuno.
Invece a Torino sono anni che segnaliamo alle
autorità la situazione di estremo degrado nella quale versa la zona
del canile, con denunce che risalgono addirittura all'amministrazione
Chiamparino. Tuttavia, fino ad oggi nessuno si è degnato di muovere
un dito per garantire l'incolumità delle persone che frequentano la struttura. Non
più tardi di tre mesi fa una nostra volontaria era stata
oggetto di una grave aggressione. In quella circostanza
il Comune ci aveva
fornito ampie rassicurazioni.
Ma ad oggi l'unica
novità è stata la devastazione del canile».
I responsabili di
questa vile e terribile aggressione vanno dunque cercati non soltanto tra gli
autori materiali di questo gesto criminale, autori che l'Enpa auspica siano al
più presto identificati e perseguiti a norma di legge, ma
anche tra quanti - a livello istituzionale – hanno consentito,
con il loro lavarsene le mani, che tutto ciò accadesse e che
hanno pertanto una precisa responsabilità politica nella
vicenda.
Con l'occasione, l'Ente
Nazionale Protezione Animali ringrazia i numerosissimi cittadini che in queste
ore, stanno esprimendo in vari modi, con apporti fattivi e concreti, la propria
solidarietà all'associazione. Chi volesse contribuire al ripristino
delle funzionalità base della struttura può dare il suo
contributo con un versamento sull’ IBAN IT05M0609001004000001116090 intestato a
Enpa Torino - via Germagnano 8 - 10156 – Torino.
L'ENPA, così, annuncia che
nei prossimi giorni evacuerà la struttura e lancia un ultimo appello in favore degli
animali assistiti: "Chi volesse dare una mano, magari adottando uno di
loro, può contattarci su torino@enpa.org o visitare il sito
www.enpatorino.com".
Si precisa che, al fine
di evitare qualsiasi strumentalizzazione, ENPA non appoggerà nessuna
iniziativa o azione dimostrativa non organizzata dal proprio sodalizio
Torino - si legge nel
comunicato - la presenza di onesti cittadini arreca evidentemente fastidio alle
attività illecite".
Sotto accusa i
ridimensionamenti ai servizi previsti e garantiti dalla Legge, mentre "la
città abdica ai ROM con milioni di euro spesi in inutile
personale di vigilanza e continue ristrutturazioni di ciò che essi
distruggono". L'iniziativa privata e solidaristica, così, rimarrebbe
lasciata sola.
Fassino ha telefonato
al prefetto, Paola Basilone, chiedendo aiuto per risolvere una situazione assai
preoccupante sul piano dell’ordine pubblico. Da dicembre è il quinto attacco
che l’Enpa subisce, tra furti e vandalismo e a quanto pare con
alcuni abitanti dei vicini campi, autorizzati e non, ci sono state in passato
discussioni, come se gli animali rubassero spazio alle persone o viceversa.
Stavolta, a essere distrutto, è stato l’ambulatorio sanitario.
Torino, devastato il
canile: danni per cento mila euro, accuse ai rom
di Elisa Sola.
Hanno aspettato che i
volontari del turno pomeridiano se ne andassero. Poi, in serata, hanno
devastato tutto. I serramenti sono spaccati. La sala chirurgica è fuori uso,
come l’ambulatorio. Nei sotterranei, sono stati distrutti tre
container dedicati alle “neomamme” e ai cuccioli. Una gattina ha il femore spaccato. Un cane
cieco e anziano, terrorizzato, non vuole più muoversi dall’angolino in cui
si è rintanato.
Il canile dell’Enpa Torino di
via Germagnano 8 è fuori uso. L’irruzione, che secondo la testimonianza del
personale dell’Enpa sarebbe stata effettuata da un gruppo di rom che vive
nel campo che confina con l’associazione, è avvenuta ieri, 20 maggio, intorno alle 19.
Dalle 18 al canile non
c’erano più volontari, visto che l’ente, no profit, non
ha le risorse necessarie per tenere aperta la sede anche di sera e di notte.
Alcuni testimoni che si
trovavano in un altro canile di fronte all’Enpa hanno visto dei
movimenti strani e hanno dato l’allarme ai carabinieri. I militari sono intervenuti subito.
È accorsa sul posto anche Tiziana Berno, la responsabile del
canile, che racconta: «Un ragazzo ha visto una trentina di persone uscire di corsa
dalla nostra struttura ed entrare nel campo rom attraverso un buco creato nel
muro, che delimita il confine dell’area. Sicuramente hanno scavato apposta l’apertura per
fare il blitz. I carabinieri li hanno inseguiti fin dentro il campo rom, ma
penso che si siano poi dispersi.
Una volta dentro al
campo è impossibile prenderli». «Sono sicura che
si tratti di rom – precisa la responsabile – dall’inizio dell’anno siamo
stati colpiti da loro almeno una decina di volte. Ci hanno spesso minacciato.
Hanno tirato pietre contro le auto dei nostri volontari. Loro vogliono che noi
ce ne andiamo, perché vogliono occupare il nostro pezzo di terreno. Siamo alla
fine di una via che considerano di loro proprietà. Ce l’hanno detto più volte: Dovete
andarvene.
Ci sentiamo abbandonati
dal Comune. È dal 2003 che danneggiano i nostri mezzi e nessuno fa nulla».
Secondo Enpa, i danni
provocati ammontano a circa centomila euro. Sono stati danneggiati attrezzi,
apparecchiature elettroniche, mobili, medicinali. La zona è stata anche
allagata per via dei “tubi letteralmente strappati dai muri e molta
documentazione è andata distrutta”. Gli animali presenti nel canile e gattile sono
rimasti terrorizzati nelle gabbie, ma una gatta è stata trovata con
una lussazione e un femore rotto.
Due cani che hanno vari
problemi, uno cieco e un secondo molto anziano, erano fuori dalle gabbie, molto
spaventati, nascosti in un angolo. Su tutti gli animali verranno svolti
accertamenti clinici. Enpa parla di una «devastazione
annunciata, da decine di intrusioni denunciate negli ultimi mesi ed oggetto di
diverse interpellanze comunali che hanno solo evidenziato l’incapacità di comune e
prefettura nel garantire un minimo di ordine pubblico e pubblica sicurezza in
queste zone di Torino, dove la presenza di onesti cittadini arreca
evidentemente fastidio alle attività illecite».
L’associazione
annuncia che«“preso atto che le autorità preposte non sono in
grado di garantire l’ordine pubblico nè l’integrità della struttura e
degli eventuali ennesimi ripristini, nè la sicurezza a dipendenti, volontari ed animali
ospiti, provvederà nei prossimi giorni all’evacuazione della
struttura».
Casa Pound potrebbe
programmare un’azione dimostrativa al campo nomadi nelle prossime ore.
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