sabato 30 maggio 2015

LO SCOPO DELLA VITA , PARTE 8, BY D'ANGELO

LO SCOPO DELLA VITA
OTTAVA PARTE

 

 

La venuta di Elia

(così come raccontata dai Santi degli Ultimi Giorni – un avvenimento unico nella storia della Rivelazione Moderna, e non riconducibile ad altre fedi cristiane. Ho voluto riportarlo perché è l’unico elemento conosciuto di continuità con i profeti della Bibbia)

 

“Il 3 aprile 1836 il profeta Joseph Smith (il primo profeta della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) e Oliver Cowdery, mentre si trovavano nel tempio di Kirtland, ebbero una visione. I cieli si apersero e il profeta Elia che era stato assunto in cielo senza morire stette dinanzi a loro e disse:

 

“Ecco, è pienamente arrivato il tempo di cui parlò la bocca di Malachia quando disse che egli, Elia, sarebbe stato mandato prima del grande e terribile giorno del Signore – per volgere il cuore dei padri ai figli e quello dei figli ai padri, per tema che tutta la terra non sia compiuta di maledizione. Le chiavi di questa dispensazione (periodo in cui Dio concede all’uomo le sue rivelazioni ed organizza la sua Chiesa) sono dunque messe fra le vostre mani; e da questo voi potrete sapere che il giorno grande e terribile del Signore è prossimo, anzi alla porta” (Dottrina e Alleanze 110:14-16 – la D.e A. è una delle Scritture fondamentali dei Santi degli Ultimi Giorni).


Dal momento in cui il profeta Elia venne per conferire l’autorità di battezzare per i morti, i Santi degli Ultimi Giorni si sono dedicati assiduamente alla costruzione di templi in cui potesse essere celebrata questa ordinanza. Lo scopo della venuta di Elia fu parzialmente adempiuto nell’indurre il cuore dei padri defunti a volgersi ai figli qui sulla terra.

Ora i figli cercano i loro padri per aprire le porte della loro prigione e portarli nell’ovile attraverso la porta del battesimo. Non soltanto gli anziani (sacerdoti) d’Israele viaggiano per il mondo predicando il Vangelo e battezzando gli uomini a migliaia, ma i Santi si affollano ai templi del Signore per riscattare i loro morti dalle mani di Satana.

Essi svolgono un’opera grande e possente per i membri della famiglia umana che hanno vissuto sulla terra nelle diverse epoche della storia del mondo e che, in alcuni casi, manifestano per rivelazione ai loro figli o ai loro amici di avere accettato il Vangelo nel mondo degli spiriti.

I patriarchi e i profeti dei tempi antichi, Pietro, Giacomo e gli apostoli che vissero nel meridiano dei tempi (ai tempi di Gesù), e Joseph Smith, Brigham Young (il secondo profeta della chiesa S.U.G.) e gli altri profeti della “dispensazione della pienezza dei tempi” negli ultimi giorni (dal ricevimento delle prime rivelazione al profeta Joseph Smith, 1820 sino a tutt’oggi) sono alacremente occupati a dirigere la predicazione del Vangelo nel mondo degli spiriti.

Noi che ci siamo schierati accanto al nostro Padre nei cieli, agli angeli e agli uomini buoni e sinceri della terra non ci lasceremo dissuadere dai futili sforzi compiuti dall’uomo per rovesciare le opere di Dio. Si può forse impedire il progresso di piani che sono in corso di adempimento fin dal principio del mondo soltanto perché non incontrano l’approvazione degli uomini d’oggi?”.

Cos’è il castigo eterno? (prima parte)
Per concludere, esaminiamo un altro problema che senza dubbio si è presentato alla mente del lettore: la questione del castigo futuro. Se gli spiriti possono essere liberati dalla loro prigione per mezzo della predicazione e dell’acquisizione della conoscenza della verità e del battesimo per i morti, ne consegue logicamente che debba esservi una fine al castigo futuro.

Si pone spesso la domanda: “Non dicono le Scritture che si tratta di “pena eterne e di pena perpetua”? Sì, ma non diamo un’interpretazione personale a questi termini. Anzi, cerchiamo di intendere correttamente il loro significato. Pena eterna è la pena di Dio; pena perpetua è la pena di Dio. In altre parole, è il nome del castigo che Dio infligge dal momento che Egli possiede una natura eterna.

Perciò chiunque riceve un castigo da Dio riceve un castigo eterno, sia che lo soffra per un’ora, per un giorno, per una settimana, per un anno e per un’intera epoca. “Ed essi furon giudicati ciascuno secondo le sue opere” (Apocalisse 20:13). Alcuni saranno battuti di pochi colpi, altri saranno battuti di molti colpi (Luca 12:47-48).

Vediamo qui esposto chiaramente il concetto che non tutti gli uomini sono puniti nella stessa maniera, anzi alcuni subiranno un castigo più grande di altri.


(CONTINUA…)

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