giovedì 14 marzo 2024

MARIO GARBARINO , ESPERTO EUREX IN PENSIONE SCRIVE A MAURO AT LARGE : UNA OPINIONE DIFFERENTE SUL SITO UNICO STOCCAGGIO SCORIE NUCLEARI

 Buongiorno. 

Mi presento.

Sono Mario Garbarino, ho quasi settant’anni. Mi sono Laureato in fisica a Torino nel

lontano 1977 (non ancora 23enne) con una tesi sperimentale su un Whole Body

Counter (misuratore della radioattività presente nel corpo) svolta presso l’impianto

CNEN IFEC (Impianto Fabbricazione Elementi di Combustibile) che si trovava nel

comprensorio SORIN.

Per tutto il 1978 ho frequentato il IV Corso di Cultura in Fisica Sanitaria presso la

Facoltà di Fisica dell’Università di Pisa.

Fino a novembre 1979 sono stato assistente dell’Esperto qualificato di SORIN

(l’Esperto qualificato - che da un paio d’anni si chiama Esperto di Radioprotezione - è

lo specialista che possiede le cognizioni, le competenze e l'esperienza necessarie a

garantire con efficacia la sorveglianza fisica (radioprotezione) dei lavoratori, della

popolazione e dell’ambiente contro i rischi derivanti dall'impiego di radiazioni

ionizzanti).

Dopo la parentesi del servizio militare (durante il quale sono comunque riuscito a

superare l’esame - non del tutto banale - per essere iscritto nell’Elenco nominativo

degli Esperti qualificati, con l’abilitazione di grado II).

Nel 1981 sono stato assunto presso il Centro di Radioprotezione della FIAT Servizi

per l’Industria. Nel 1985 ho conseguito l’abilitazione di Eq di grado III. Nel 1997 sono

diventato responsabile del Centro, che ho portato alla certificazione ISO alla vigilia

del 2000 (prima società di servizi certificata in Italia da DNV).

Il Centro di Radioprotezione si configurava come Istituto Autorizzato (figura giuridica

non più prevista dalla vigente legislazione in materia) e “vendeva” il servizio di

Radioprotezione a clienti interni al gruppo FIAT e ad enti esterni.

Per 25 anni ho visto, controllato, valutato e progettato di tutto; dalle medicine

nucleari, agli acceleratori lineari e “bombe” al cobalto per radioterapia,

all’acceleratore lineare allora più potente del mondo, utilizzato per radiografare I

booster del razzo Ariane IV, ai ciclotroni per la produzione di fluoro 18, alla

decontaminazione di celle calde interessate da un evento incidentale, ai misuratori

di livello della ghisa nei cubilotti dello Stabilimento Teksid di Crescentino, che

utilizzavano sorgenti di cobalto 60, ai misuratori di livello dell’acqua nelle bottiglie di

un noto produttore, che utilizzavano sorgenti di iodio 125, alle cabine a raggi X per la

radiografie delle valvole nello stabilimenti Ferrari corse a …

Importante, ovviamente, l’assistenza prestata al Deposito di Elementi di

Combustibile Irraggiato Avogadro di Saluggia: dalle ultime fasi di decommissioning

del reattore, al ricevimento di tutti gli elementi provenienti dalle Centrali di Trino e

del Garigliano, alla spedizione degli stessi in Francia e in Inghilterra, alle operazioni di

ripristino a seguito di eventi alluvionali a ...

Probabilmente SOGIN ha apprezzato il mio lavoro presso Avogadro e, negli ultimi

mesi del 2004 mi ha proposto di cambiare casacca. Ho accettato e, dal 1° gennaio

2005 sono diventato Esperto qualificato di EUREX (da settembre dell’anno seguente

sono anche diventato orgogliosamente crescentinese).

Gli anni dal 2005 al 2021 quando, purtroppo, ho raggiunto I limiti di età per il

pensionamento sono stati densi di avvenimenti a cui ho partecipato in prima

persona: tra l’altro, lo svuotamento accelerato della piscina, la progettazione e la

relizzazione del Nuovo Parco Serbatoi, in cui sono stati trasferiti I rifiuti liquidi ad alta

attività, la progettazione del nuovo Deposito per I rifiuti solidi, in cui sono stati trasferiti quelli sino ad allora alloggiati in un capannone che, francamente, era sulla

via dell’obsolescenza.

Il tutto sotto l’occhio vigile, critico e - vi assicuro - estremamente competente ed

inflessibile dell’autorità di controllo (ISIN).

Unico neo (grosso): la realizzazione del CEMEX (il cui progetto è un vero gioiello) non

è andata avanti, per ragioni indipendenti dalla volontà di noi tecnici.

Tutto ciò premesso, veniamo al Deposito Nazionale Unico (DNU)

1. E’ una infrastruttura indispensabile per la Nazione. Non tanto per l’immediato

perchè I depositi temporanei (ho citato quelli di Saluggia, ma vale per tutti gli

altri Siti) sono realizzati secondo gli standard strutturali ed impiantistici più

aggiornati e sono in grado di resistere per molti decenni. Quanto perchè prima o

poi francesi e inglesi si stancheranno di ospit

are I nostri “vetri” (manufatti che

derivano dal riprocessamento degli elementi che abbiamo loro inviati) e ce li

rimanderanno indietro

2. Mi rattrista vedere Giornali, Organizzazioni ambientali e singoli politici (anche

quelli che hanno ricoperto cariche che avrebbero potuto consentire loro di

vedere da vicino la realtà) che postano la solita foto dei bidoni gialli arrugginiti

coi simboli rossi. NON ESISTONO! Il pubblico è portato o, forse, è forzato a

credere che il DUN sia una discarica, anzichè un’opera ingegneristica progettata

da team di esperti, sofisticatissima e che sarà affiancato da un Parco Tecnologico

di ricerca avanzata

3. Mi rattrista ed umilia leggere affermazioni del tipo “si gioca sulla pelle della

popolazione“ oppure “il vercellese ha già dato”. Nessuno (responsabili,

progettisti, esperti qualificati, operatori) ha mai giocato e mai giocherà sulla

pelle di nessuno). Nei nostri siti ci sono stati eventi esterni piuttosto severi

(alluvioni) che hanno avuto impatto nullo, a dimostrazione della validità delle

strutture, di sistemi di gestione e della professionalità dei coinvolti. Anche in

questo caso la popolazione è forzata a pensare che la presenza di un impianto

nucleare sia di per sè un pericolo immediato. Ovviamente, come per tutti gli

impianti industriali, possono intervenire situazioni incidentali. Il massimo

incidente credibile è analizzato e l’impianto è prrogettato in modo da ridurre

l’impatto a di sotto del limite di dose per la popolazione ovvero di ridurre il

rischio ad una quantità molto prossima allo zero.

4. Già, rischio. La percezione del rischio, nel caso del nucleare, è enfatizzata. Forse

perchè si pensa che una centrale o un impianto del ciclo, o un deposito possano

trasformarsi in Hiroshima.

Taglio corto.

1. Se il territorio di Trino non è idoneo (e se avesse continuato risultare non idoneo

anche a seguito del riesame che sarebbe seguito alla autocandidatura) non è

idoneo. Punto. Mi stupisce un po’ che non lo sia, visto che l’area di Leri era stata

indicata addirittura per la realizzazione di una seconda centrale di potenza.

2. Forse la colpa di tutta questa improvvisazione di soggetti formatori è colpa

nostra, intendo dei gestori del nucleare. Storicamente abbiamo fatto troppo

poca formazione e informazione, lasciando che si creasse l’impressione che fossimo una congrega di apprendisti stregoni, di setta segreta. E non abbiamo

mai chiesto la rettifica di notizie evidentemente false sul nostro operato.

Evidentemente la strategia di “Never complain, never explain” non sembra neppure

più essere adatta alla casa reale inglese. Figuriamoci se poteva essere opportuna per

il nucleare in Italia.

Mario Garbarino

6 commenti:

  1. Finalmente un intervento di una persona competente al di là delle demagogie degli ignoranti TriNo. Grazie dott. Garbarino.

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  2. Due domande x l’espertone perché bisogna farlo a Trino quando non è stato indicato dal “comitato di esperti “ poi vorrei sapere se nell’innondazione del 1994 e 2000 quanto abbiamo rischiato a Saluggia e come mai è ancora lì poi i bidoni gialli a me piacciono molto perché si capisce di che cosa stiamo parlando

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    1. Espertone/iNNondazione. Capito tutto.
      D'altronde c'è anche un'altra parola che finisce in "one" che descrive perfettamente uno capace di scrivere un commento come il suo.
      E non é genialone.

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  3. L’analisi in effetti tralascia i tragici eventi verificatisi a Saluggia durante l’alluvione. Strano che Lei non lo sappia

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  4. Grazie per la spiegazione scientifica, resta un problema di fondo. Può secondo lei un Sindaco, senza nessuna competenza specifica, autocandidare il suo comune ad ospitare il DUN senza un confronto con i colleghi dei comuni limitrofi. Perché il sito non rientrava tra i 50? La presenza di acqua di falda a circa 1 metro è effettivamente un problema? Sono convinto che in Italia le cose vengano fatte meglio che altrove quando vogliamo, ma la sensazione è che si stia prima cercando chi è disponibile ad ospitare il deposito...poi scientificamente si dimostrerà che è idoneo. Un progetto di tale impatto infine va reso pubblico e spiegato, ci sono regole chiare che non si possono cambiare con un Decreto Legge ad hoc per l'occasione. Siamo ancora una democrazia oppure è cambiato qualcosa e non siamo stati avvisati?

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  5. No l’ho fatta prima io la rima non vale ci è subito arrivato..NO AL DEPOSITO NUCLEARE E W I BIDONI GIALLI dimenticavo

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