domenica 23 agosto 2020

IL FILM DEL GIORNO: VOLEVO NASCONDERMI


Esattamente 6 mesi dopo la domenica 22 febbraio ho rimesso piede a Cinelandia Casale M.to; quel giorno ci rendemmo conto io e i miei amici che le sale avrebbero chiuso,  era cominciata la follia che perdura ancora oggi ,  le uscite cinematografiche si sono fermate,  alcune pellicole sono uscite in streaming sulle piattaforme,   Volevo nascondermi era riuscito ad uscire in sala per 5 giorni ma non in tutta Italia.


Il film di Giorgio Diritti con un fantastico Elio Germano era fresco dal Festival di Berlino dove l'attore aveva vinto il premio come miglior interpretazione e ora viene riproposto; merita vederlo,  la storia di Antonio Ligabue, pittore malato psichiatrico era stata già raccontata in tv in uno sceneggiato negli anni 70,  Germano e' perfetto nel ruolo,  il film e' in dialetto emiliano  ed e' sottotitolato.


Al cinema vi verrà misurata la temperatura e vi faranno lavare le mani già prima di acquistare il biglietto,  non potrete togliere la mascherina in sala, ma a quello ci si abitua,  vi saranno assegnati posti anche vicini se siete con amici che vedete di solito, o potrete scegliere posti in separe', divisi dal resto del pubblico,  dovrete lasciare un recapito telefonico.


Se sarà questo il futuro del grande schermo non lo so , i primi giorni di riapertura delle multisale sono stati deludenti,  mercoledi' arriva dagli USA dove per ora non esce, Tenet, un fantasy molto atteso.....


 Volevo nascondermi


Titolo originale: Volevo nascondermi
Conosciuto anche come:  
Nazione: Italia
Anno: 2020
Genere: Biografico
Durata: 120'
Regia: Giorgio Diritti
Sito ufficiale:  

Cast: Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Gianni Fantoni, Andrea Gherpelli, Orietta Notari, Denis Campitelli,
Produzione: Palomar, Rai Cinema, Aranciafilm
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 04 Marzo 2020 (cinema)

Trama:
Volevo nascondermi… ero un uomo emarginato, un bambino solo, un matto da manicomio, ma volevo essere amato. Toni, figlio di una emigrante italiana, respinto in Italia dalla Svizzera dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili, vive per anni in una capanna sul fiume senza mai cedere alla solitudine, al freddo e alla fame. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati è l’occasione per riavvicinarsi alla pittura, è l’inizio di un riscatto in cui sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità, la vera possibilità di farsi riconoscere e amare dal mondo. “El Tudesc,” come lo chiama la gente è un uomo solo, rachitico, brutto, sovente deriso e umiliato. Diventerà il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari stando sulle sponde del Po. Sopraffatto da un regime che vuole “nascondere” i diversi e vittima delle sue angosce, viene rinchiuso in manicomio. Anche lì in breve riprende a dipingere. Più di tutti, Toni dipinge se stesso, come a confermare il suo desiderio di esistere al di là dei tanti rifiuti subiti fin dall’infanzia. L’uscita dall’Ospedale psichiatrico è il punto di svolta per un riscatto e un riconoscimento pubblico del suo talento. La fama gli consente di ostentare un raggiunto benessere e aprire il suo sguardo alla vita e ai sentimenti che sempre aveva represso. Le sue opere si rivelano nel tempo un dono per l’intera collettività, il dono della sua diversità.

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