giovedì 9 maggio 2019

PIETRO AUSANO, CANDIDATO ALLA REGIONE PER IL MOVIMENTO 5 STELLE CI RACCONTA COME VANNO LE COSE A TRINO






Dietro al teatrino dell'aumento delle rette l'ombra della privatizzazione Apprendiamo che in seguito all'aumento delle rette dell'IPAB trinese, l'amministrazione comunale andrà a valutare un intervento economico per mitigare l'effetto sfavorevole sulle famiglie degli ospiti. Bene, anzi, no. Credo che il Comune non possa così facilmente tirarsi fuori dalla questione dell'aumento delle rette che parrebbero ingiustificate vista la situazione dei conti che sarebbero più che "in ordine", a leggere le dichiarazioni fatte ai giornali dagli ultimi presidenti/commissari che si sono alternati alla guida dell'ente. Allora perchè aumentare oggi le rette? Forse per evitare tale intervento alla ditta che ne rileverà in un futuro (prossimo?) la gestione? A pensare male si fa peccato, come diceva un politico navigato, ma il più delle volte, ci "s'azzecca". Di recente, nell'ultimo consiglio comunale, il sindaco NON prende posizione in merito all'indirizzo che l'amministrazione comunale intende dare ai 2 membri di nomina comunale nel cda dell'IPAB. Solo a febbraio il nostro sindaco parlava di gestire il passaggio dell'ente ad Azienda pubblica, come previsto dalle norme di legge che, ricordiamolo, in teoria, sarebbero state fatte per "garantire" che i beni comuni dei vari enti storici (nati dalla magnanimità e beneficenza dei cittadini a favore di altri meno abbienti) non vadano in mano ai privati. Cosa è cambiato da febbraio? Le
mme lemme dietro al rinnovato slancio festaiolo della politica trinese si sta aprendo una nuova stagione di privatizzazioni della cosa pubblica: è solo di poco tempo fa la delibera che dà in gestione ad una coop l'asilo nido...adesso anche l'IPAB va sulla stessa strada...? Da sempre il Movimento 5 Stelle si è dimostrato contrario alla svendita delle IPAB ai privati, testimonianza ne sono i vari interventi in Consiglio Regionale volti a mitigare gli effetti di una legge regionale (del PD) che va in controtendenza alle indicazioni della normativa nazionale volta a prevedere la privatizzazione solo in alcuni casi eccezionali. Risultato: grazie a questa legge regionale ben 85 IPAB su 100 diventeranno private solo 15 rimarranno pubbliche. Un bel lavoro di squadra tra destra e sinistra, che ne dite? Risultato? Si privatizzano gli utili, lasciando a carico del pubblico gli oneri... Noi del Movimento siamo dipinti come quelli contrari a tutto. In realtà, lavoriamo da cittadini per i cittadini Sia quando siamo all'opposizione: ricordo la lotta in aula dei nostri consiglieri che hanno spinto la maggioranza a guida PD ad abbassare da 2,5 a 2 milioni la soglia di fatturato sopra la quale gli Istituti pubblici di assistenza e beneficienza diventeranno aziende pubbliche di servizi alla persona e non fondazioni o associazioni private, garantendo maggiore sicurezza ai lavoratori e maggiore trasparenza ai bilanci delle IPAB. Che quando siamo in maggioranza: A proposito di concessioni in gestione alle cooperative è di pochi giorni fa la proposta di legge della Deputata Costanzo che ha l'obiettivo di correggere la stortura tutta italiana delle false cooperative, che sono una delle piaghe che danneggiano il nostro sistema produttivo. Sfruttamento dei lavoratori, appalti illeciti e somministrazione abusiva di manodopera sono le principali storture che vanno ormai avanti da decenni. Spero che i cittadini trinesi tengano conto di questo per le prossime elezioni, in particolare per le regionali: basti pensare alle competenze regionali in materia sanitaria, del lavoro,dei trasporti nonchè ambientali...dobbiamo avere il coraggio di cambiare passo!

Link coop costanzo https://www.facebook.com/jessica.costanzo.m5s/posts/2342138642738904 Link regione http://www.consiglioregionale.piemonte.it/mzodgfo/legislatura/10/atto/1155/ https://www.piemonte5stelle.it/2017/07/salvate-diverse-ipab-ed-lavoratori-grazie-allopposizione-5- stelle/ https://www.piemonte5stelle.it/2017/07/svendita-delle-ipab-ai-privati-danno-la-regione-graviconseguenze-lavoratori/

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