sabato 8 agosto 2015

AMICI ANIMALI BY D'ANGELO, IL CASO DEL LEONE CECYL E ALTRE ATROCITA'

ZIMBABWE, CACCIATORE USA ATTACCA: CECIL ERA SOLTANTO UN LEONE

"Ne ho uccisi due e mi sono molto divertito"

ZIMBABWE, CACCIATORE USA ATTACCA: CECIL ERA SOLTANTO UN LEONE
"Nelle ultime settimane ho ucciso due leoni" e "mi sono molto divertito". La provocazione arriva da un noto
cacciatore americano, Aaron Neilson, fidanzato di Sabrina Corgatelli, la ragioniera dell'Idaho che negli ultimi giorni ha a sua volta postato su Facebook sue foto-trofeo con animali che ha ucciso in Africa. Un messaggio lanciato a favore del dentista americano che ha ucciso il leone Cecil in Zimbabwe.
Negli ultimi tempi, con messaggi di ogni tipo "mi è stata chiesta la mia opinione sul caso del leone in Zimbabwe", scrive Neilson nella sua pagina Facebook, aggiungendo che "sono ancora in Africa ma i messaggi non diminuiscono". E, allora, attacca: "Primo, è un leone - e non 'Cecil', Bob, Sammy o qualsiasi altro dannato nome umano. E' un leone selvaggio che vive in un parco nazionale. Punto".
In un lungo post Neilson precisa di non conoscere bene i termini della vicenda di Cecil, ma afferma che sostanzialmente la responsabilità è delle guide che hanno accompagnato il dentista. (Foto da Facebook)

ZIMBABWE, CACCIA AI CACCIATORI DI LEONI: ACCUSE A UN ALTRO AMERICANO

L'animale abbattuto con arco e frecce

ZIMBABWE, CACCIA AI CACCIATORI DI LEONI: ACCUSE A UN ALTRO AMERICANO
Ormai è caccia ai cacciatori di leoni. Lo Zimbabwe ha accusato un secondo cittadino americano, un medico della Pennsylvania di nome Jan Casimir Seski, di aver illegalmente ucciso un leone nell'aprile scorso. Secondo l'accusa, il professionista – che è specializzato in oncologia ginecologica e lavora all'Allegheny general hospital di Pittsburgh – ha ucciso il leone con arco e frecce nelle vicinanze dell'Hwange natural park, senza permesso e in un territorio dove l'uccisione era vietata. Varie fotografie in tenuta da safari, pubblicati su siti specializzati nella caccia con arco e frecce lo mostrano in posa con le sue "prede", tra cui elefanti ed un ippopotamo.
Nel frattampo il governo dello Zimbabwe ha confermato che chiederà l'estradizione del dentista americano Walter James Palmer che ha ucciso il leone Cecil attirandolo fuori dal parco Hwange. Foto: da Facebook)

USA, CACCIATRICE POSTA FOTO TROFEI: SCOPPIA POLEMICA SU FACEBOOK

E' di origini italiane. Anche scatto con giraffa uccisa

USA, CACCIATRICE POSTA FOTO TROFEI: SCOPPIA POLEMICA SU FACEBOOK
L'indignazione suscitata in tutto il mondo dall'uccisione del leone Cecil dello Zimbabwe da parte di un dentista americano sembra rappresentare una sfida per una ragioniera statunitense dell'Idaho di origini italiane, Sabrina Corgatelli, che negli ultimi giorni ha postato sul suo profilo Facebook una vasta collezione di foto che la ritraggono assieme ai suoi 'trofei': animali selvaggi che dice di aver ucciso lei stessa in "emozionanti" battute di caccia in Africa. Ci sono scatti con un bufalo, un coccodrillo, persino una giraffa e diversi altri grandi animali uccisi. I commenti non si sono fatti attendere. Molti hanno uno stile di questo tipo: "Devi essere davvero incasinata mentalmente per pensare che uccidere è 'divertente'. Sei una disgrazia per l'umanità". Lei promette in maniera provocatoria dalla propria pagina sul social network: "A tutti i nemici, rimanete collegati: avrete molto altro per cui incazzarvi". (Foto da Facebook)

ZIMBABWE, LE AUTORITA' LOCALI CONFERMANO: VIVO IL LEONE JERICHO

E' il fratello del 're della foresta' ucciso dal dentista

ZIMBABWE, LE AUTORITA' LOCALI CONFERMANO: VIVO IL LEONE JERICHO
Si chiude con un finale positivo la storia di Jericho, fratello del leone Cecil (ucciso da un turista americano lo scorso 1 luglio), la cui sorte da ieri era avvolta dal mistero. L'animale, come conferma a LaPresse lo Zimbabwe Park & Wildlife Management Authority - cioè l'autorità di controllo e gestione dei parchi del Paese africano - non è finito nel mirino dei bracconieri ed è vivo.

INCHIESTA GREEN HILL-BIS, CHIUSE INDAGINI SU 2 VETERINARI E 3 ADDETTI

L'indagine del pm di Brescia Ambrogio Cassiani

INCHIESTA GREEN HILL-BIS, CHIUSE INDAGINI SU 2 VETERINARI E 3 ADDETTI
La Procura di Brescia ha chiuso l'inchiesta bis su Green Hill, l'allevamento di cani destinati alla vivisezione, chiuso a Montichiari, nel bresciano, nell'estate del 2012, con i vertici dell'allevamento che sono stati condannati nel gennaio scorso al termine del processo di primo grado.
Ora il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati, tra i quali ci sono due veterinari dell'Asl di Lonato, in provincia di Brescia, Roberto Silini e Chiara Giachini, accusati di maltrattamento e uccisione di animali e di falso ideologico in atto pubblico e omessa denuncia. Devono invece rispondere di falsa testimonianza tre dipendenti della societa' Green Hill, Cinzia Vitiello, Antonio Tabarelli e Antonio Tortelli, perche' nel corso del processo di primo grado non avrebbero raccontato la reale situazione che c'era all'interno dell'allevamento.

Lav: "Soddisfatti, siamo pronti a continuare in Appello"
"Siamo soddisfatti per questa indagine che prelude a un processo Green Hill bis e siamo pronti anche a continuare in Corte d'Appello riguardo a esecutori e mandanti degli orrori che si consumavano nell'allevamento dei beagle - dichiara la Lav - riteniamo che l'inchiesta debba ora coinvolgere non solo i veterinari locali dell'Asl ma anche quelli che intervenuti a più riprese, alcuni addirittura come consulenti della Procura prima del 2012, appartenenti all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia, al Servizio Veterinario della Regione Lombardia e al Ministero della Salute, hanno sempre scritto che a Green Hill tutto andava bene."
Sono diverse le interrogazioni parlamentari - ricorda l'associazione animalista - che negli scorsi mesi hanno suffragato quanto emerso chiaramente nel processo di primo grado riguardo a queste figure che, in alcuni casi, hanno chiuso gli occhi, in altri si sono voltati dall'altra parte, in altri casi non hanno segnalato le evidenti infrazioni della società Green Hill, sollevando quindi molti dubbi sulla loro preparazione e la loro terzietà come funzionari pubblici.

Il ministero della Salute ha infatti ispezionato due volte l'allevamento di beagle a Montichiari (Brescia), nel luglio 2010 e nel gennaio 2012, relazionando, testualmente, che "non sono stati evidenziati segni riferibili a maltrattamenti", "sono a disposizione arricchimenti ambientali", "non si è registrato sovraffollamento", "è stato approntato un ambulatorio per la cura degli animali e per gli eventuali interventi chirurgici", "assenza di stereotipie o di atteggiamenti di apatia", "le segnalazioni di maltrattamento non hanno trovato fondamento". Proprio tutto - si legge ancora nella nota della Lav - il contrario di quanto poi accertato dai veterinari nominati ausiliari dal Corpo Forestale dello Stato, per l'inchiesta disposta dalla Procura della Repubblica di Brescia che ha portato al sequestro degli animali e alla condanna complessiva a quattro anni di reclusione per maltrattamenti e uccisioni di animali.

Non solo. In alcune e-mail, sequestrate dall'autorità giudiziaria e prodotte negli atti del processo, il 22 febbraio 2012 l'azienda lamenta di essere stata "preavvisata solo 30 minuti prima" di una ispezione, e afferma che il dottor Giovanni Botta del ministero è entrato solamente nei capannoni 3 e 4 dell'allevamento, ignorando il n.1, il 2 e il 5, e che le superfici delle celle sono state misurate solamente in due casi e nel solo capannone 4, senza rilevare direttamente il peso dei cani al fine di verificare il corretto rispetto del rapporto tra peso e spazio così come dettato - conclude il comunicato - dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, allora vigente.

CASERTA, SCACCO A VENDITA ILLEGALE DI CANI E GATTI: SCATTANO SEQUESTRI

L'inchiesta a Napoli. "Intermediari in varie citta"

CASERTA, SCACCO A VENDITA ILLEGALE DI CANI E GATTI: SCATTANO SEQUESTRI
Un commercio illegale di animali, in particolare cani e gatti, anche con l'estero, e' al centro di una indagine della procura di Napoli Nord che ha portato al sequestro preventivo di strutture ad Aversa, nel Casertano. L'inchiesta vede coinvolti intermediari e titolari di negozi a Rovigo, Lecce, Volla e Afragola, tutti indagati per traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamenti di animali, uso di atto falso e frode in commercio. A dare il via agli accertamenti dei magistrati, una ispezione alla struttura oggi sequestrata e a un negozio di animali ad Afragola. Ed e' emerso che i titolari delle due aziende, con la complicita' dei referenti di tre allevamenti di cani in Ungheria, portavano in Italia cuccioli di eta' inferiore a quella dichiarata, non sottoposti alle profilassi di salute obbligatorie.

BARI, LASCIA IL CANE CHIUSO IN AUTO SOTTO IL SOLE PER ORE: DENUNCIATO

L'animale salvato dalla polizia. "Avevo una visita"

BARI, LASCIA IL CANE CHIUSO IN AUTO SOTTO IL SOLE PER ORE: DENUNCIATO
Ha lasciato il suo cane per ore dentro la macchina parcheggiata sotto il sole di pomeriggio. E' successo ieri a Modugno, in provincia di Bari. Il pastore tedesco è stato liberato dalla polizia. Stando a quanto riporta "La Gazzetta di Bari", in un'area parcheggio di via Paradiso, intorno alle 17, alcuni passanti hanno notato l'animale dentro una Chrysler, chiuso nel vano bagagli. Il quattrozampe era in evidente stato di difficoltà e il suo respiro sempre più affannoso. Gli agenti intervenuti hanno provato a chiamare il proprietario, residente in provincia, ma l'uomo non ha risposto a lungo al telefono. A qusto punto, i poliziotti hanno forzato le portiere e hanno liberato il pastore tedesco, che è stato subito dissetato e prontato in un pronto soccorso veterinario. Solo quasi due ore dopo il primo intervento, il proprietario si è rifatto vivo. "Sono stato a fare una visita medica, al cane non sarebbe successo nulla", la sua giustificazione. L'uomo è stato deferito all'autorità giudiziaria per aver detenuto il cane in condizioni incompatibili con la propria natura.

SAN FELICE A CANCELLO (CE), QUATTRO CUCCIOLI LEGATI E ABBANDONATI

Denunciata una donna di 52 anni dai carabinieri

SAN FELICE A CANCELLO (CE), QUATTRO CUCCIOLI LEGATI E ABBANDONATI
Quattro cuccioli di razza meticcia legati ad una corda, senza ne' acqua ne' cibo, e con le coda e le orecchie tagliate, sono stati scoperti dai carabinieri a San Felice a Cancello, nel casertano, in un terreno di proprieta' di una donna di 52 anni.
La donna e' stata denunciata dai carabinieri per abbandono e maltrattamenti di animali.
I militari della stazione di Cancello sono intervenuti insieme al personale del Nucleo Provinciale delle Guardie Zoofile di Caserta. I cani erano tenuti in pessime condizioni igieniche e sono stati affidati ad un canile. 

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