Cari lettori, ecco a voi un’altra fiaba famosa, e
cioè HANSEL E GRETEL (dei fratelli Grimm). E, come al solito, un po’ di
analisi filologica e comparativa. Anche qui vediamo dei risvolti
socio-psico-narrativi che hanno a che fare con il mondo crudele, in questo
caso, del Medioevo.
Buona lettura.
M. D’ANGELO
Davanti a un gran bosco abitava un povero taglialegna che
non aveva di che sfamarsi; riusciva a stento a procurare il pane per sua
moglie
e i suoi due bambini: Hänsel e Gretel. Infine giunse un tempo in cui non potè
più provvedere neanche a questo e non sapeva più a che santo votarsi. Una sera,
mentre si voltava inquieto nel letto, la moglie gli disse: ''Ascolta marito
mio, domattina all'alba prendi i due bambini, dai a ciascuno un pezzetto di
pane e conducili fuori in mezzo al bosco, nel punto dov'è più fitto; accendi
loro un fuoco, poi vai via e li lasci soli laggiù. Non possiamo nutrirli più a
lungo.'' - ''No moglie mia'' disse l'uomo ''non ho cuore di abbandonare i miei
cari bambini nel bosco, le bestie feroci li sbranerebbero subito.'' - ''Se non
lo fai,'' disse la donna, ''moriremo tutti quanti di fame.'' E non lo lasciò in
pace finché‚ egli non acconsentì.
Anche i due bambini non potevano dormire per la fame, e
avevano sentito quello che la madre aveva detto al padre. Gretel pensò che per
loro fosse finita e incominciò a piangere amaramente, ma Hänsel disse: ''Stai
zitta Gretel, non ti crucciare, ci penserò io.'' Si alzò, si mise la
giacchettina, aprì l'uscio da basso e sgattaiolò fuori. La luna splendeva
chiara e i ciottoli bianchi rilucevano come monete nuove di zecca. Hänsel si
chinò, ne ficcò nella taschina della giacca quanti potè farne entrare e se ne
tornò a casa. ''Consolati Gretel e riposa tranquilla,'' disse; si rimise di
nuovo a letto e si addormentò.
Allo spuntar del giorno, ancor prima che sorgesse il
sole, la madre venne e li svegliò entrambi: ''Alzatevi bambini, vogliamo andare
nel bosco; qui c'è un pezzetto di pane per ciascuno di voi, ma siate saggi e conservatelo
per mezzogiorno.'' Gretel mise il pane sotto il grembiule perché‚ Hänsel aveva
le pietre in tasca, poi si incamminarono verso il bosco. Quando ebbero fatto un
pezzetto di strada: Hänsel si fermò e si volse a guardare la casa; così fece
per più volte. Il padre disse: ''Hänsel, che cos'è che ti volti a guardare e
perché‚ ti fermi? Su, muoviti!'' - ''Ah, babbo, guardo il mio gattino bianco
che è sul tetto e vuole dirmi addio.'' Disse la madre: ''Ehi, sciocco, non è il
tuo gattino, è il primo sole che brilla sul comignolo.'' Hänsel però non aveva
guardato il gattino, ma aveva buttato ogni volta sulla strada uno dei sassolini
lucidi che aveva in tasca.
Quando giunsero in mezzo al bosco, il padre disse: ''Ora
raccogliete legna, bambini, voglio accendere un fuoco per non gelare.'' Hänsel
e Gretel raccolsero rami secchi e ne fecero un mucchietto. Poi accesero il
fuoco e quando la fiamma si levò alta, la madre disse: ''Adesso stendetevi
accanto al fuoco e dormite, noi andiamo a spaccare legna nel bosco; aspettate
fino a quando non torniamo a prendervi.''
Hänsel e Gretel rimasero accanto al fuoco fino a
mezzogiorno, poi ciascuno mangiò il proprio pezzetto di pane. Credevano che il
padre fosse ancora nel bosco perché‚ udivano i colpi d'accetta; invece era un
ramo che egli aveva legato a un albero e che il vento sbattéva di qua e di là.
Così attesero fino a sera, ma il padre e la madre non tornavano e nessuno
veniva a prenderli. Quando fu notte fonda Gretel incominciò a piangere, ma
Hänsel disse: ''Aspetta soltanto un poco, finché‚ sorga la luna.''
E quando la luna sorse, prese Gretel per mano; i ciottoli
brillavano come monete nuove di zecca e indicavano loro il cammino. Camminarono
tutta la notte e quando fu mattina giunsero alla casa patema. Il padre si rallegrò
di cuore quando vide i suoi bambini, poiché‚ gli era dispiaciuto doverli
lasciare soli; la madre finse anch'essa di rallegrarsi, ma segretamente ne era
furiosa.
Non passò molto tempo e il pane tornò a mancare in casa,
e Hänsel e Gretel udirono una sera la madre che diceva al padre: ''Una volta i
bambini hanno ritrovato il cammino e io ho lasciato correre: ma adesso non c'è
di nuovo più niente, rimane solo una mezza pagnotta in casa; devi condurli
domani più addentro nel bosco, perché‚ non ritrovino la strada: per noi non c'è
altro rimedio.'' L'uomo si sentì stringere il cuore e pensò: ''Sarebbe meglio
se dividessi l'ultimo boccone con i tuoi bambini.'' Ma siccome aveva già ceduto
una volta, non potè dire di no.
Quando i bambini ebbero udito quel discorso, Hänsel si
alzò per raccogliere di nuovo i ciottoli, ma quando giunse alla porta, la madre
l'aveva chiusa. Tuttavia consolò Gretel e disse: ''Dormi, cara Gretel, il buon
Dio ci aiuterà.''
Allo spuntar del giorno ebbero il loro pezzetto di pane,
ancora più piccolo della volta precedente. Per strada Hänsel lo sbriciolò in
tasca; si fermava sovente e gettava una briciola per terra. ''Perché‚ ti fermi
sempre, Hänsel, e ti guardi intorno?'' disse il padre. ''Cammina!'' - ''Ah!
Guardo il mio piccioncino che è sul tetto e vuole dirmi addio.'' - ''Sciocco,''
disse la madre, ''non è il tuo piccione, è il primo sole che brilla sul
comignolo.'' Ma Hänsel sbriciolò tutto il suo pane e gettò le briciole per via.
La madre li condusse ancora più addentro nel bosco, dove
non erano mai stati in vita loro. Là dovevano di nuovo sedere accanto al fuoco
e dormire e alla sera i genitori sarebbero venuti a prenderli. A mezzogiorno
Gretel divise il proprio pane con Hänsel, che aveva sparso tutto il suo per
via. Ma passò mezzogiorno e passò anche la sera senza che nessuno venisse dai
poveri bambini. Hänsel consolò Gretel e disse: ''Aspetta che sorga la luna:
allora vedrò le briciole di pane che ho sparso; ci mostreranno la via di
casa.'' La luna sorse, ma quando Hänsel cercò le briciole non le trovò: i mille
e mille uccellini del bosco le avevano viste e le avevano beccate. Hänsel
pensava di trovare ugualmente la via di casa e si portava dietro Gretel, ma ben
presto si persero nel grande bosco; camminarono tutta la notte e tutto il
giorno, poi si addormentarono per la gran stanchezza. Poi camminarono ancora
tutta una giornata, ma non riuscirono a uscire dal bosco, e avevano tanta fame,
perché‚ non avevano nient'altro da mangiare che un po' di bacche trovate per
terra.
Il terzo giorno, quand'ebbero camminato fino a
mezzogiorno, giunsero a una casina fatta di pane e ricoperta di focaccia, con
le finestre di zucchero trasparente. ''Ci siederemo qui e mangeremo a
sazietà,'' disse Hänsel. ''Io mangerò un pezzo di tetto; tu, Gretel, mangia un
pezzo di finestra: è dolce.'' Quando Gretel incominciò a rosicchiare lo
zucchero, una voce sottile gridò dall'interno:
''Chi mi mangia la casina
zuccherosa e sopraffina?''
I bambini risposero:
''E' il vento che piega ogni stelo,
il bel bambino venuto dal cielo.''
E continuarono a mangiare. Gretel tirò fuori tutto un
vetro rotondo e Hänsel staccò un enorme pezzo di focaccia dal tetto. Ma d'un
tratto la porta della casa si aprì e una vecchia decrepita venne fuori piano
piano. Hänsel e Gretel si spaventarono tanto che lasciarono cadere quello che
avevano in mano. Ma la vecchia scosse il capo e disse: ''Ah, cari bambini, come
siete giunti fin qui? Venite dentro con me, siete i benvenuti.'' Prese entrambi
per mano e li condusse nella sua casetta. Fu loro servita una buona cena, latte
e frittelle, mele e noci; poi furono preparati due bei lettini bianchi, e
Hänsel e Gretel si coricarono e pensavano di essere in Paradiso.
Ma la vecchia era una strega cattiva che attendeva con
impazienza l'arrivo dei bambini e, per attirarli, aveva costruito la casetta di
pane. Quando un bambino cadeva nelle sue mani, lo uccideva, lo cucinava e lo
mangiava; e per lei quello era un giorno di festa. Era proprio felice che
Hänsel e Gretel fossero capitati lì. Di buon mattino, prima che i bambini
fossero svegli, ella si alzò, andò ai loro lettini, e quando li vide riposare
così dolcemente, si rallegrò e mormorò fra sì: ''Saranno un buon bocconcino per
me!'' Poi afferrò Hänsel e lo rinchiuse in una stia.
Quando questi si svegliò, si trovò circondato da una
grata, come un pollo da ingrassare, e poteva fare solo pochi passi. Poi la
vecchia svegliò Gretel con uno scossone e le gridò: ''Alzati, poltrona, prendi
dell'acqua e vai in cucina a preparare qualcosa di buono; tuo fratello è là
nella stia e voglio ingrassarlo per poi mangiarmelo; tu devi dargli da
mangiare.'' Gretel si spaventò e pianse, ma dovette fare quello che voleva la
strega.
Ora ad Hänsel venivano cucinati ogni giorno i cibi più
squisiti, poiché‚ doveva ingrassare; Gretel invece non riceveva altro che gusci
di gambero. Ogni giorno la vecchia veniva e diceva: ''Hänsel, sporgi le dita,
che senta se presto sarai grasso.'' Ma Hänsel le sporgeva sempre un ossicino ed
ella si meravigliava che non volesse proprio ingrassare. Dopo quattro
settimane, una sera disse a Gretel: ''Vai a prendere dell'acqua, svelta; grasso
o magro che sia, domani ammazzerò il tuo fratellino e lo cucinerò; nel
frattempo mi metterò a impastare il pane da cuocere nel forno.''
Con il cuore grosso, Gretel portò l'acqua nella quale
doveva essere cucinato Hänsel. Dovette poi alzarsi di buon mattino, accendere
il fuoco e appendere il paiolo pieno d'acqua. ''Ora fa' attenzione,'' disse la
strega. ''Accendo il fuoco nel forno per cuocere il pane.'' Gretel era in
cucina e piangeva a calde lacrime mentre pensava: ''Ci avessero divorato le
bestie feroci nel bosco! Almeno saremmo morti insieme senza dover sopportare
questa pena, e io non dovrei far bollire l'acqua che deve servire per la morte
di mio fratello. Buon Dio, aiuta noi, miseri bambini!''
La vecchia gridò: ''Gretel, vieni subito qui al forno!''
e quando Gretel arrivò, disse: ''Dai un'occhiata dentro se il pane è ben cotto
e dorato; i miei occhi sono deboli e io non arrivo a vedere fin là. E se anche
tu non ci riesci, siediti sull'asse: ti spingerò dentro, così potrai
controllare meglio.'' Ma la perfida strega aveva chiamato Gretel perché‚
pensava, una volta spintala dentro al forno, di chiuderlo e di farla arrostire
per mangiarsi pure lei. Ma Dio ispirò alla fanciulla un'idea, ed ella disse:
''Non so proprio come fare, fammi vedere tu per prima: siediti sull'asse e io
ti spingerò dentro.'' La vecchia si sedette e, siccome era leggera, Gretel potè
spingerla dentro, il più in fondo possibile; poi chiuse in fretta la porta e
mise il paletto di ferro. Allora la vecchia incominciò a gridare e a lamentarsi
nel forno bollente, ma Gretel scappò via, ed ella dovette bruciare miseramente.
Gretel corse da Hänsel, gli aprì la porticina e gridò:
''Salta fuori, Hänsel, siamo liberi!'' Allora Hänsel saltò fuori, come un
uccello quando gli aprono la gabbia. Ed essi piansero di gioia e si baciarono.
Tutta la casetta era piena di perle e di pietre preziose: essi se ne riempirono
le tasche e se ne andarono in cerca della via che li riconducesse a casa. Ma
giunsero a un gran fiume che non erano in grado di attraversare. Allora la
sorellina vide un'anatrina bianca nuotare di qua e di là.
E le gridò:
''Ah,
cara anatrina,
prendici
sul tuo dorso.''
Udite queste parole, l'anatrina si avvicinò nuotando e
trasportò prima Gretel e poi Hänsel dall'altra parte del fiume. Dopo breve
tempo ritrovarono la loro casa: il padre si rallegrò di cuore quando li rivide,
poiché‚ non aveva più avuto un giorno di felicità da quando i suoi bambini non
c'erano più. La madre invece era morta. Ora i bambini portarono ricchezze a
sufficienza perché‚ non avessero più bisogno di procurarsi il necessario per
vivere.
COMMENTARIO
Hänsel e Gretel
Hänsel
e Gretel in una illustrazione di Theodor Hosemann
Hänsel
e Gretel (in tedesco Hänsel und Gretel) è una fiaba
tedesca riportata dai fratelli Grimm. La fiaba presenta numerosi punti di
contatto con Pollicino di Charles Perrault.
TRAMA
La vecchia strega sorprende
Hansel e Gretel che divorano la sua casa di marzapane, illustrazione di Ludwig
Richter
Hänsel e Gretel, figli
di un povero taglialegna che non riesce più a sfamare la famiglia, sono stati
condotti nel bosco dal padre e dalla matrigna, che il padre aveva sposato poco
prima, con la scusa di far legna: lì, i due bambini vengono abbandonati.
Vagando per la foresta, i fratellini trovano finalmente una radura, dove vedono
una piccola casa.
Si avvicinano e, con
stupore, scoprono che la casetta è tutta fatta di dolci, che loro, presi dalla
fame, si mettono a mangiare.
Mentre stanno
sgranocchiando le pareti di marzapane, dall'interno della casa spunta una
vecchietta. Molto affabile, questa si offre di ospitare i due fratelli. I
bambini, non sapendo dove andare, accettano grati la sua ospitalità.
La vecchietta offre loro
un'ottima cena e due comodi letti.
Ben presto Gretel e il
fratello si rendono conto di non essere più liberi, bensì prigionieri della
vecchia, che si era finta gentile e benevola quando in realtà è una strega che
mangia i bambini: il maschietto - troppo magro - viene chiuso in una gabbia e
messo all'ingrasso, così da metter su un po' di carne perché è destinato a
diventare il pasto della strega, ben decisa a mangiarselo quanto prima (in
questo riprende la tradizionale vicenda di Angel).
Gretel - che, dovendo
fare le pulizie, è libera di girare per la casa - riesce con un trucco a
spingere la strega dentro il forno, bruciandola. Libera Hänsel e così, i due
bambini, impadronitisi dei beni della strega, tornano a casa dal padre ormai
ricchi e senza problemi economici per il futuro.
ANALISI
La fiaba dei fratelli
Grimm ha certamente origine nel Medioevo, epoca in cui la scarsità di cibo e la
diffusione della fame facevano dell' infanticidio una pratica comune. Hänsel e
Gretel non condannano il proprio genitore per il tentato abbandono; al
contrario, semplicemente si "riscattano" portando loro in pegno
grandi ricchezze con cui sfamarli.
Questa pratica lasciò
numerose impronte nell'immaginario collettivo: basti pensare alla lirica Babes
in the wood, che narra la tragica avventura di un bambino e una bambina
abbandonati nel bosco dai genitori.
La trama di Hänsel e
Gretel è in gran parte identica a quella di Pollicino di Perrault;
l'episodio dei sassolini e delle briciole di pane, per esempio, è identico in
entrambe le fiabe, sebbene in tal senso venga ricordata di più la fiaba di
Perrault.
Di Hänsel e Gretel è
soprattutto nota l'immagine della "casa di marzapane", che
costituisce l'opposto della casa povera e affamata dei bambini, e la materializzazione
quasi "eccessiva" dei loro desideri, ma si rivela al contempo una
trappola per trasformarli in cibo; vi si potrebbe leggere qualche analogia con
il Paese dei Balocchi di Carlo Collodi.
MESSAGGIO
Il messaggio di questa
fiaba è ben chiaro e diretto: nella vita occorre tenere bene aperti gli occhi
perché il pericolo è sempre in agguato e, soprattutto, bisogna usare l'ingegno
per tirarsi fuori dai guai.
ADATTAMENTI
CINEMA
- Hansel
and Gretel (1909), film di J. Searle Dawley.
- The
Babes in the Woods (1917), film di
Chester M. Franklin e Sidney Franklin.
- Hansel and Gretel (1923),
cortometraggio di Alfred J. Goulding.
- Babes in the Woods (1932),
cortometraggio di Burt Gillett.
- Hansel and Gretel (1933),
cortometraggio di Frank Moser.
- Hansel and Gretel (1952),
cortometraggio di Connie Rasinski.
- Hansel and Gretel (Hansel and Gretel: An Opera Fantasy) (1954), film di animazione di John Paul dall'opera Hänsel
e Gretel di Engelbert Humperdinck.
- Hänsel und Gretel (1954), film di Walter Janssen.
- Hansel y Gretel (1969),
cortometraggio di Manuel Gutiérre Aragón.
- Hansel and Gretel (1982),
mediometraggio di Tim Burton.
- Hansel e Gretel (Hansel and Gretel) (1987), film di Len Talan.
- Hansel e Gretel (Hansel e
Gretel) (1990), film di Giovanni Simonelli.
- Hansel & Gretel (Hansel & Gretel) (2002), film di Gary J. Tunnicliffe.
- Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe (Hansel and Gretel: Witch Hunters) (2013),
film di Tommy Wirkola (vedi sotto).
- Hansel e Gretel e la strega della foresta nera (Hansel & Gretel Get Baked) (2013), film
di Duane Journey (vedi sotto).
HANSEL
& GRETEL – CACCIATORI DI STREGHE
Hansel & Gretel -
Cacciatori di streghe (Hansel and Gretel: Witch Hunters)
è un film del 2013 diretto da Tommy Wirkola, basato sulla fiaba dei fratelli
Grimm Hänsel e Gretel. Il film vede come protagonisti Jeremy Renner e
Gemma Arterton nei panni di Hansel e Gretel, impegnati a combattere contro una
congrega di streghe comandata dalla malvagia Muriel, che nel film è
interpretata da Famke Janssen.
TRAMA
Da bambini, Hansel e Gretel
vengono abbandonati nel bosco dai genitori; mentre vagano nel bosco, incontrano
una casa completamente fatta di Marzapane, dove una terribile strega li rapisce
e tiene prigionieri con l'intenzione di mangiarseli. Poco prima che riesca a
mangiarsi Hansel, però, i due riescono a combatterla e a ucciderla bruciandola
nel forno, scoprendo, durante la lotta, di essere misteriosamente immuni ai
poteri delle streghe. Dopo quella volta, i due decidono di non tornare più dai
loro genitori, convinti di essere stati abbandonati per egosimo, e di diventare
cacciatori di streghe.
Quindici anni dopo
questi avvenimenti, Hansel e Gretel vengono chiamati dal sindaco di Augusta, in
Germania per indagare sulle misteriose sparizioni di molti bambini. Lo sceriffo
Berringer, precedentemente incaricato di risolvere il caso, ha ingiustamente
catturato Mina, una ragazza che vive nel bosco, condannandola al rogo; Hansel e
Gretel la salvano, poiché non riconoscono in lei i segni della Magia nera,
attirandosi così le antipatie dello sceriffo. Nel paese, i due incontrano anche
Ben, un loro ammiratore che conosce molte cose sulle streghe: è lui che parla
loro di Muriel, una terribile strega dai grandi poteri che abiterebbe nei
boschi limitrofi.
Hansel e Gretel vanno a
caccia e catturano una delle due streghe-ancelle di Muriel, la quale,
sottoposta a tortura, rivela loro alcuni dettagli sulle sparizioni: Muriel sta
infatti progettando di usare il sangue di dodici bambini nella Notte della Luna
di Sangue, un particolare avvenimento che avviene solo una volta per
generazione, nel quale il sacrificio dei bambini più un "misterioso
ingrediente segreto" consentirebbero alle streghe di preparare un
incantesimo che le renderebbe immuni al fuoco dei roghi e dunque invincibili.
Quella notte stessa Muriel e l'altra sua ancella irrompono nel villaggio per
rapire l'ultima bambina; nella lotta che ne segue Hansel e Gretel vengono
separati e il villaggio messo a ferro e fuoco, senza peraltro che la bambina
possa essere salvata.
In più Gretel viene
rapita dal troll Edward, servitore delle streghe (rappresentato qui come una
sorta di orco), ma viene in seguito liberata grazie al cuore gentile del
mostro. Lo sceriffo accusa i due cacciatori di aver attirato lì le streghe e
quindi causato la calamità al villaggio.
Hansel viene aiutato da
Mina, mentre Gretel, picchiata dallo sceriffo e dalla sua squadra, viene
salvata da Edward, il troll della foresta. Quando lei gli chiede come mai
l'abbia aiutata, lui risponde che "i troll sono al servizio delle streghe"
e se ne va. I due fratelli si ritrovano poco dopo in una casa abbandonata nel
bosco, sotto la quale scoprono un rifugio di strega "insolito": si
rendono poi conto che la casa altro non è se quella dove erano cresciuti da
bambini.
In quel mentre irrompe
Muriel, che spiega loro la verità: la loro madre era Adriana, una potente
strega bianca, cioè dedita alla magia buona (questo spiega l'immunità dei
fratelli ai poteri delle streghe). L'ingrediente segreto dell'incantesimo della
Luna di Sangue era il cuore fresco di una strega bianca e, in occasione della
precedente Luna di Sangue, non potendo affrontare Adriana, Muriel aveva deciso
di sacrificare proprio Gretel, ma i loro genitori li avevano abbandonati nel
bosco per metterli al sicuro da lei, prima di essere giustiziati dagli abitanti
del villaggio.
I due cacciatori
combattono contro Muriel, ma lei ha la meglio, riuscendo a rapire Gretel e a
ferire gravemente Hansel.
Mina riesce a guarire
Hansel, rivelandosi a sua volta una strega bianca: con l'aiuto suo e di Ben, un
ragazzo del villaggio e fervente ammiratore di Hansel e Gretel, nonché di un
antico libro di magia trovato nel rifugio di Adriana; Hansel irrompe con delle
armi benedette al sabba organizzato da Muriel, riuscendo a impedire
l'incantesimo della Luna di Sangue e ad uccidere tutte le streghe intervenute.
Muriel fugge, ma viene
ferita gravemente da Ben; Hansel e Gretel la inseguono fino alla casetta di
marzapane, dove ingaggiano una lotta furiosa contro di lei. Mina viene uccisa
nel corso della battaglia. Alla fine però sono i fratelli ad avere la meglio e
riescono a uccidere Muriel e i due possono riprendere la loro lotta contro le
altre streghe malvagie e lasciando quelle buone in pace, stavolta in compagnia
di Ben e Edward.
SEQUEL
Il 19 marzo 2013, la
Paramount ha annunciato che è in lavorazione un sequel del film. Sia Renner che
la Arterton hanno confermato che torneranno a vestire i panni di Hansel e
Gretel. La produzione ha anche dichiarato che la sceneggiatura del sequel sarà
ancora più dark e sanguinolenta rispetto al primo film.
HANSEL
E GRETEL E LA STREGA DELLA FORESTA NERA
Hansel e Gretel e la
strega della foresta nera (Hansel & Gretel
Get Baked) è un film horror del 2013 diretto da Duane Journey.
Il film è stato
realizzato dagli stessi produttori della saga di Twilight.
TRAMA
Gretel e il suo
fidanzato Ashton provano una nuova varietà di Marijuana molto potente, la
"Foresta nera". Quando la finiscono, Ashton decide di andarla a
ricomprare dall'anziana signora che la vende, Agnes, che abita a Pasadena.
L'anziana però, dopo aver fatto entrare in casa il ragazzo, lo uccide,
rivelandosi in realtà una strega che attira giovani vittime per risucchiare la
loro giovinezza. Gretel, non vedendolo più tornare a casa, comincia così a
indagare con l'aiuto di suo fratello Hansel, per scoprire cosa gli sia
accaduto. Si scatenerà una feroce battaglia contro l’essere demonicaco. Il
“modus operandi” della strega ricorda molto da vicino alcune tecniche
antropofagiche del film Hostel, ed è quindi sconsigliabile a chi non ama
l’horror “splatter”.
Il film è stato
distribuito negli Stati Uniti il 19 febbraio 2013, mentre in Italia è stato
distribuito quasi un anno dopo, il 6 febbraio 2014, con il divieto ai minori di
14 anni.
TELEVISIONE
- Nel regno delle fiabe (Shelley Duvall's Faerie Tale Theatre) (1983), episodio di
James Frawley con Joan Collins, Ricky Schroder e Paul Dooley.
- Le fiabe son fantasia (Grimm Meisaku Gekijou) (1987), di Kazuyoshi Yokota e Fumio
Kurokawa.
- Le fiabe più belle (Anime Sekai
no Dowa) (1995), di Ryuichi Sugimoto.
- Simsalagrimm (Simsala
Grimm) (1999), serie animata.
- Le più belle fiabe dei fratelli Grimm (Sechs auf einen Streich) (2012), episodio
di Uwe Janson.
- C'era una volta (Once Upon a
Time) (2012).
MUSICA
Hänsel und Gretel,
opera lirica di Engelbert Humperdinck ispirata alla fiaba.
Il
compositore tedesco Engelbert Humperdinck (1854 - 1921) è passato alla storia
della musica per una sola opera: «Hänsel und Gretel».
Pochi
sanno che compose molto altro e che era dotato di solide qualità, se è vero com’è vero che Wagner lo
scelse come assistente per allestire la «prima» a Bayreuth del suo ultimo
capolavoro, «Parsifal».
E’
una fiaba musicale che è sfrondata dalla più marchiane truculente rispetto
all’originale dei f.lli Grimm. I favolisti tedeschi ci mostravano una madre
cinica al punto che, non avendo di che sfamare i figli, li mandava a perdersi
nel bosco e alla fine moriva lei; e la strega Marzapane era davvero una
divoratrice di bambini.
Qui
la gestazione casalinga dell’opera
(Humperdinck veniva da lavori scritti per le piccole nipotine Gerda e Ada, e il
libretto gli fu confezionato dalla sorella Adelheid) sfociò in qualcosa di ben
più edulcorato: i genitori di Hänsel e Gretel sono attaccatissimi ai piccoli e
si precipitano a cercarli; la strega si limita a «imbalsamare» i piccoli
prigionieri in una casa fatta di dolciumi, cosicché alla fine tutti si
salvano.
Inoltre,
anche per rendere la vicenda più varia allungando un po’ la minestra, vengono
inventati due personaggi ad hoc: il Nano Sabbiolino, che aiuta i fratellini
spauriti a dormire grazie ad una prodigiosa polvere fatta piovere su di loro, e
la Fata Stilla di Rugiada che li tranquillizza al risveglio. La musica,
deliziosa dalla prima all’ultima
battuta, gioca su un’orchestrazione
molto raffinata, ma soprattutto su temi facilmente orecchiabili anche dal
pubblico infantile, indulgendo senza timore a effetti di facile onomatopea (il
canto del cucù; nonsense come «tapp tapp tapp», «klapp klapp klapp», «nick nick
nick», «tick tick tick»; formule magiche come «Hokuspocus, Maluslocus,
Bonuslocus»).
Irresistibile
è il coinvolgimento che l’opera
esercita sui bambini grazie all’intervento
del coro di voci bianche. Ma «Hänsel und Gretel» cattura anche gli adulti; e
non è un caso che al suo apparire, nel 1893, il lavoro di Humperdinck fosse
conteso dai direttori più celebri del tempo come Hermann Levi e Felix Mottl per
assicurarsi la prima rappresentazione: alla fine la spuntò, al Teatro di Corte
di Weimar, il ventinovenne rampante Richard Strauss.
LETTERATURA
Ensel e Krete, romanzo scritto da Walter Moers come parodia della
storia.
CURIOSITA’
La
pronuncia corretta di Hänsel è «Hensel», e non «Hansel», poiché
la «ä» tedesca si pronuncia come una «e» aperta; inoltre, la «s» va pronunciata
come in «rosa» (S sonora), e non come in «sasso» (S sorda).



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