È dentro le stanze che le famiglie crescono:
strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime
armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di
quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi
al tempo che passa, all'aria di fuori. "A lungo andare ogni amore ha
bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti
rischia di essere scambiato per un malinteso".
È così che la signora
A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende
domestiche, diventa la custode della loro relazione, la bussola per
orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate
accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione
indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare
fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "La signora A. era
la sola vera testimone dell'impresa che compivamo giorno dopo giorno,
la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci
sentivamo in pericolo".

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