venerdì 14 febbraio 2025

GIUSEPPE ARLOTTA: L'ULTIMO QUARTO D'ORA

 Cari lettori  vi propongo un bellissimo testo scritto da Giuseppe Arlotta che e' tornato dopo qualche mese su Facebook proprio con questa profonda riflessione sulla vita e sul tempo che passa.

Leggendo mi sono riconosciuto in alcuni passaggi  ; nonostante gli anni che passano c'è sempre voglia di fare qualcosa di nuovo,  di cercare nuove vie e di trovare una maniera per sentirsi realizzati, con l'aiuto del bagaglio che la  nostra vita si porta appresso .



L'ULTIMO QUARTO D'ORA (prima parte)

Il tempo è il filo conduttore della nostra esistenza, un’entità invisibile che scandisce ogni passo, ogni respiro, ogni pensiero , ma c’è un momento nella vita di ognuno, in cui il ritmo incessante del tempo stesso si fa più percepibile. Le ore, una volta liquide e infinite, iniziano a scorrere come sabbia tra le dita. È l’avanzare dell’età, o forse la maturità, a portarci questa consapevolezza: il tempo non è solo un conto lineare di ore, giorni, mesi e anni, ma un mosaico di esperienze, un intreccio di storie di gioia, dolore, lotta, speranze, e perché no, anche e soprattutto di spiritualità.
Infatti, partendo dal presupposto che in molte culture, la morte non è vista come una fine, ma come un passaggio, si può scrivere, come proprio questa visione spirituale possa insegnarci una lezione profonda: non è la quantità del tempo a contare, ma la qualità con cui lo viviamo. Non “quanto tempo mi resta?”ma “cosa farò di questo tempo?” diventa la domanda più importante.
Il Dott. Silvano Arbuse definisce questo concetto con un’immagine potente: “l’ultimo quarto d’ora”. È un’espressione che riassume l’idea di un tempo essenziale, un momento in cui la consapevolezza del limite non ci blocca, ma ci spinge a vivere pienamente. Ed è proprio, quando ci si avvicina al confine dell’esistenza, quella che sembrava solo percezione si trasforma in una concreta lucidità , un invito a non rimandare, a dare priorità a ciò che conta davvero: è importante solo come scegliamo di utilizzare ogni singolo istante.
Un ultimo quarto d’ora inteso non come un esercizio riservato alla fine di un ciclo, ma come opportunità di riflettere su ciò che ha dato significato al nostro cammino, ergo, nell’ ultimo quarto d’ora nulla si cancella. Gli affetti, l’amicizia, i momenti difficili, le piccole e grandi gioie, gli errori e le soddisfazioni, i passi in avanti, ma anche quelli indietro, tutto a formare quell’equilibrio perfetto che ha portato ognuno ad essere quello che oggi è – ed proprio per questo che mai bisogna sottovalutare il valore di ciò che facciamo anche nel quotidiano, ogni azione, anche la più semplice, è un tassello che costruisce chi siamo.
Ma è pur vero quanto sia necessario sottolineare che, oltre a vivere l’oggi, nell’ultimo quarto d’ora bisogna saper volgere lo sguardo indietro – i ricordi non sono solo immagini sbiadite, ma vere e proprie chiavi per comprendere chi si è – Ogni esperienza passata, ogni emozione vissuta, custodisce una lezione, riflettere sui ricordi non è un esercizio di nostalgia fine a se stesso, ma un modo per dare radici al presente ed allo stesso tempo, ali al futuro indipendentemente da quanto lo stesso duri. Ogni ricordo è una guida, un faro che illumina il percorso e ci aiuta a comprendere ciò che davvero conta - ed il tutto, va vissuto con la consapevolezza che siamo l'intreccio di ciò che facciamo oggi e di ciò che abbiamo vissuto ieri. È nel bilanciamento tra presente e passato che troviamo il senso più profondo della nostra esistenza.
L’ultimo quarto d’ora non è un momento di resa, ma di celebrazione. È il momento in cui tutto ciò che siamo stati e siamo, si illumina in un’ultima, intensa luce. Che sia lungo un battito di ciglia o un’eternità, sarà sempre il nostro tempo più prezioso.
Giuseppe Arlotta

2 commenti:

  1. A volte ritornano…

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  2. Come sempre Arlotta lascia il segno.... sulla riflessione della vita, parole che toccano il profondo grazie Giuseppe.

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