Buon giorno, ben ritrovati al terzo appuntamento di analisi del programma del Sindaco Ferrero.
Riguardo la nota della scorsa settimana, inizio col rilevare che i miei dubbi riguardo la formalizzazione dell'acquisto dell'oratorio non sono stati dipanati dal Sindaco o da un suo rappresentante.
Venendo al nuovo argomento di analisi, oggi parliamo di incentivi fiscali e tributari.
Il programma elettorale del Sindaco sottolineava l'importanza di incentivi fiscali per spingere l'apertura di nuove attività e sostenere quelle esistenti.
Nel dettaglio, proponevano affitti calmierati finalizzati a incentivare i proprietari di immobili a concedere ai negozianti degli sconti sui canoni di affitto. I proprietari dei negozi avrebbero ricevuto uno sconto sull'IMU e le nuove aperture avrebbero avuto sconti sulla TARI.
Vediamo come è andata?
Di incentivi fiscali per le attività commerciali non mi risulta ne esista alcuno e se andiamo a vedere le tasse che si prometteva di ridurre, andiamo ancora peggio.
Se l'IMU sembrerebbe essere rimasta invariata, il "bello" arriva sulla TARI (la tassa sui rifiuti ).
La tassa comunale è stata aumentata per tutti i settori commerciali e in alcuni casi la differenza con le tasse applicate dall'amministrazione Greppi raggiunge importi annui considerevoli.
Ad esempio, prendendo come riferimento un locale di superficie di 100 metri quadrati:
- un negozio di abbigliamento paga circa 75 euro in più all'anno (+31%);
- un ufficio 105 euro in più (+31%);
- un parrucchiere 110 euro in più (+41%);
- un bar 270 euro in più (+28%);
- un'officina-carrozzeria 105 euro in più (+51%);
- un ristorante 390 euro in più (+29%);
- un ortofrutta, pizza al taglio, fiori e piante 465 euro in più (+28%).
Quindi non solo non possiamo parlare di incentivi alle attività commerciali ma addirittura di un aumento esorbitante delle tasse direttamente collegate alla tipologia di attività.
VOTO 0
P.S. per completezza, una categoria di attività ha ricevuto una riduzione della tari divenendo esentasse. Si tratta delle attività agricole (-100%).
A dicembre il comune ha ricevuto un finanziamento regionale, in parte sara' destinato anche a contributi per migliorie nelle attivita' commerciali, scripta manent sa che io intervengo quando intravedo qualcosa che non funziona nelle sue disamine e la lacuna nella disamina l'ho subito rilevata, ne ho parlato di questo contributo durante l'intervista a Speranza pubblicata a metà dicembre
RispondiEliminaMa caro blogger, stiamo parlando di un contributo fino a 16.000 euro per ogni attività che vorrà rifare la facciata, la vetrina o la serranda.
EliminaOttimo dirà.
Peccato che il contributo complessivo sarà di 160.000 quindi al massimo ne beneficeranno 10 attività tra quelle di Crescentino, Lamporo e Fontanetto.
Ipotizzando che ne beneficino tutte indistintamente stiamo parlando di qualche centinaio di euro per ogni attività commerciale, vincolati però ad opere che ne costano migliaia.
Consideriamo anche che spesso gli esercenti non sono i proprietari dell'immobile, quindi a che titolo potrebbero farsi carico di opere manutentive straordinarie che per legge sono a carico del proprietario?
io sono obbligato onestamente a far notare questa cosa del contributo a Scripta Manent con cui mi sono sentito anche stamane
EliminaHo semplicemente rilevato lo stato delle cose ad oggi.
RispondiEliminaPromessi sgravi fiscali a iosa, che non solo non ci sono stati ma è stata aumentata la tassa raccolta rifiuti che è una delle tasse che incide maggiormente su un'attività commerciale.
P.S. per completezza, una categoria di attività ha ricevuto una riduzione della tari divenendo esentasse. Si tratta delle attività agricole (-100%)
EliminaAH ECCO PERCHE' I TRATTORI ROMPONO IL CAZZO...
questi articoli sono patetici perchè faziosi quindi vado al cesso e tiro l'acqua
RispondiEliminaDa quando a scrivere la verità si diventa patetici?
Eliminai post di scripta manent non sono faziosi e qui non si e' mai partecipato alla claque sull'amministrazione, lo sa anche il sindaco, come lo sa la destra, ho sempre cercato di essere chiaro sui fatti, se c'è qualcosa che stride in scripta manent lo faccio notare come ho fatto sopra, quindi vada pure al cesso a casa sua, sono cazzi suoi per dirla proprio come si mangia
EliminaBONJOUR FINESSE BLOGGER...
EliminaPER I LIKE STA RASCHIANDO IL BARILE!
no e'lei che fa parte della claque pro Ferrero Vittorio, qui non siamo parte di nessuna claque e mi creda, quella claque da lecca culo non la vuole nemmeno il Sindaco, continuate a leccargli il culo come fate di solito su Sei di Crescentino se, se volete metto anche i NOMI NERO SU BIANCO, fate solo il male a Vittorio Ferrero
EliminaUHHHHHH CHE PAURAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
EliminaDiciamo che pagare la tari sulle rimesse agricole magari in terra battuta, che ovviamente non producono rifiuti smaltibili nella normale raccolta domestica, non aveva molto senso ed era praticamente un unico nazionale, voluto dall'allora vicesindaco Allegranza.
RispondiEliminaE non sono menace sicuro che l'avesse tolto Ferrero, magari era stato fatto già da Greppi.
Finché c'è stato Greppi c'è stata anche la tari agricola.
EliminaCon questo ragionamento anche un ufficio o un negozio che producono al massimo un po' di carta non dovrebbero pagare. E invece pagano. Profumatamente.
Gli agricoltori, oltre ad una cascina con capannoni e tettoie, hanno pure un'abitazione dove vivono e, come tutti gli umani producono scarti di carta, plastica, metalli, vetro, ecc... cosa ben diversa dagli scarti di pesticidi, funghicidi, eccc... che dono smaltiti privatamente. Mi pare quindi logico che paghino la Tari come tutti. È un unico nazionale non farla pagare ma garantirgli il servizio.
EliminaGiusto per completezza di cronaca nonostante gli esperti di agricoltura sembrino non mancare:
RispondiEliminaCon la risoluzione 2/DF/2014, il Dipartimento delle Finanze ha sancito la non imponibilità ai fini Tari dei magazzini delle imprese e delle aree scoperte “asservite al ciclo produttivo”che generano rifiuti speciali “in via continuativa e prevalente”.
Nella risoluzione, che fa seguito ad un’interpretazione fornita dal ministero al medesimo caso, viene affermato un importante principio: i Comuni hanno un’autonomia regolamentare sull’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani, e sulla conseguente applicazione della Tari, precisando che questa autonomia può solamente aggiungere spazi di esenzione rispetto a quelli fissati dalla normativa statale.
E venne il gatto , che si mangiò il topo, che al mercato mio padre compró
RispondiEliminama non vi accorgete che sti argomenti non interessano a nessuno? fate polemiche e mille parole sul nulla
RispondiEliminafatevi sentire nelle cabine elettorali quaquaraqua
Quando arriva la bolletta tari come per magia diventano argomenti interessanti
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