IL SUCCESSO DEL POST SULLA FRAZIONE MONTE SCRITTO DA PIER CARLA GAVOSTO HA SUPERATO QUALUNQUE MIA PREVISIONE, SIAMO A 800 CLICK, PER INTENDERCI PIU' DELLE INTERVISTE AL SINDACO E A CARMINE SPERANZA CHE PUR HANNO AVUTO UN OTTIMO SUCCESSO ANCHE SE IL PERIODO CHE PRECEDE IL NATALE E' PER TUTTI FRENETICO E IL TEMPO PER LEGGERE E' SICURAMENTE MINORE.
OGGI E' ARRIVATA AL BLOG UN'ALTRA MAIL CHE PARLA DI FRAZIONI, E' ANTONELLA DASSANO CHE L'HA SCRITTA NON COME ASSESSORE ALLA CULTURA MA COME ORGOGLIOSA FRAZIONISTA DI SAN SILVESTRO, UN PEZZO CHE HA SCRITTO MESI FA E CHE FINORA NON ERA MAI STATO PUBBLICATO, VE LO PROPONGO:
Io, Antonella Dassano, orgogliosamente, fortunatamente e consapevolmente frazionista dalla nascita, mi
permetto di esprimere il mio pensiero su un argomento tanto dibattuto nel nostro territorio in questi
ultimi tempi.
Orgogliosamente, in quanto da più generazioni la mia famiglia risiede nella frazione di San Silvestro,da
quando nel lontano 1933 ,il mio saggio e grande nonno scelse la campagna ed esattamente una zona
circondata da prati, per costruire la nostra casa.
Tranne alcuni periodi trascorsi a Vercelli e a Torino per motivi di studio, gran parte della mia vita è stata
vissuta in frazione dalla quale non vorrei mai separarmi.
Per assurdo 69 anni fa quando nacqui in casa, c’erano più servizi di oggi: c’era un asilo in cui le suore
accoglievano anche i bambini con meno di 3 anni per permettere alle mamme di andare a lavorare nei
campi; non c’erano problemi di mensa in quanto si andava a scuola con il cestino e il formaggino e le suore
integravano il pasto con una pagnotta ed una scodella di minestrone di verdure o fagioli. C’era la Scuola
Elementare obbligatoriamente organizzata a pluriclasse, in cui i grandi aiutavano i più piccoli.
C’era un ufficio postale, c’era la stazione ferroviaria dove i treni si fermavano sistematicamente, quattro
negozi di alimentari, una macelleria, un caseificio ( il casun) dove si portava il latte, due panetterie con
forno per far cuocere il pane ed i dolci, un peso pubblico, una riseria,un ambulatorio medico più tardi,due
osterie dove era presente il telefono pubblico, le fermate sulla statale per i pulmann che andavano a
Chivasso o a Vercelli, o a Casale, la chiesa, il cimitero.
Due o tre volte all’anno arrivavano per la gioia di grandi e piccini il circo ed alcune compagnie teatrali
itineranti; quotidianamente in estate passava il gelataio con il suo carretto; oltre alla festa patronale, dove
in ogni frazione veniva “piantato” ( scusate il termine dialettale) il ballo a palchetto, si svolgevano altre
feste sulle aie o nei cortili delle osterie. I bambini non avevano bisogno di parchi giochi, c’erano i prati, il
piazzale, la strada, i cortili, le rive dei fossi, il cortile della scuola per giocare, i campi da calcio. Non avevamo
bisogno di luminarie a Natale, perché bast
ava entrare in Chiesa e si assaporava l’atmosfera autentica delNatale con il presepe allestito. Per gli spostamenti la macchina veniva utilizzata 2 o 3 volte alla settimana, si
usava la bicicletta o il carro trainato dal cavallo ( quando ero piccola e per trasferimenti più lunghi).
Ma c’era tanta armonia.
Tutto finito: ci siamo evoluti. Siamo stati giustamente travolti dal progresso: serrande abbassate, scuole
chiuse, fermate soppresse, tutti i servizi eliminati, tutto spostato in centro, per mille ragioni più che
giustificate. Ma noi comunque ci siamo adattati; il nostro amore per la propria frazione ha fatto sì che per
mantenere memorie e tradizioni e usanze e sopravvivere come comunità, abbiamo allestito centri o circoli
di aggregazione. A San Silvestro è sorto nel locale annesso alla Parrocchia, il Circolo Ricreativo; la pandemia
ci ha un po’ bloccati, ma stiamo gradualmente riprendendo a trovarci per organizzare alcuni momenti di
incontro per tutta la Comunità, soprattutto per coloro che si sono inseriti da poco e che non abbiamo
ancora avuto modo di incontrare. Abitare in paese dovrebbe rendere i rapporti più facili.
Ora presentiamo le frazioni che circondano Crescentino .Ho avuto modo di appurare che alcuni cittadini
non hanno idea quali siano e dove si trovino. Sarà mia intenzione ( ma era già programmata e prevista da
alcuni anni)proporre un evento cultural- ricreativo per conoscerle meglio, anche se il Rione Praiet propone
da anni ogni anno in occasione del Settembre praiettese , una pedalata nelle frazioni con sosta e punto di
ristoro.
Ogni frazione presenta le proprie peculiarità, la Chiesa Parrocchiale, le chiesette annesse ai cimiteri, le
cappelle votive,punti panoramici, monumenti,piazzali, viali.
Ma ciò che conta è la memoria di cose passate, di momenti felici ma anche di eventi disastrosi ( vedi le
alluvioni per alcuni), di persone che hanno contribuito a rendere la frazione un luogo speciale, che hanno
creduto in ciò che facevano, nel proprio lavoro, nella famiglia, nella comunità, nei valori di rispetto, di
buona educazione, di sana convivenza.
Il mio pensiero per dire che noi siamo resilienti ed orgogliosi e laboriosi e che non ci sentiamo
assolutamente inferiori rispetto a coloro che vivono in centro.
Qualcuno penserà che io viva fuori dal tempo, non è assolutamente così: vivo fortemente radicata nel mio
tempo presente, con l’esperienza del tempo passato ed uno sguardo al tempo futuro.
Grazie Mauro per l’ospitalità. Avevo già scritto questa riflessione alcuni mesi fa, ma ho sempre esitato a
pubblicarla. Ribadisco come sempre tutta la mia disponibilità a confrontarmi, da orgogliosa e testarda frazionista.
ANTONELLA DASSANO
Cara Antonella ho letto con piacere quanto hai scritto. Abbiamo gli stessi ricordi della nostra infanzia nelle nostre frazioni. Hai detto bene che "siamo radicate" anche io non la lascerei per nessuna ragione al mondo se non per forza maggiore. Buon Natale. Piercarla
RispondiEliminaCara Antonella, io nn sono nata in frazione ma ci sono arrivata più di 50anni fa e tale mi coconsidero, lho abbandonata appena sposata ma dopo 10anni ci sono tornata, e nn cambierei x niente questo posto, dimenticavo io sono della Campagna
RispondiEliminaBravissima Antonella, come mi ritrovo nelle cose che hai descritto, anche se sono lontana. Un abbraccio e buone feste 💫✨🎄
RispondiEliminaCara Antonella, io sono arrivata a Crescentino quando avevo 13 anni, vi conosco tutti e ho letto con grandissimo piacere quello che avete scritto tu e Piercarla,, voglio dirvi che vi voglio un mondo di bene. Continuate così.
RispondiEliminaQuanti ricordi da piccolo con i nonni ricordi indelebili ma torno spesso a casa a caravini
RispondiEliminaTanti ricordi dai nonni a caravini
RispondiEliminaBrava Antonella fa sempre bene e piacere ricordare a tutti come si viveva e stare bene con poco.
RispondiEliminaTi consiglierei,se posso permettermi, di scrivere un libro a proposito inserendo episodi realmente accaduti e vedrai che ci faranno anche un film.
Ai Galli ho vissuto le più belle pagine della mia infanzia, piene di serenità, divertimento e leggerezza.
RispondiEliminaBrave , frazioniste non nostalgiche ma appassionate!